Votazioni aperte dal 11 Febbraio
  • Crediti

    di Alexi Kaye Campbell

    traduzione di Monica Capuani

    regia di Andrea Chiodi

    con Elisabetta Pozzi
    e con Alberto Fasoli, Christian La Rosa, Francesca Porrini Trudi, Martina Sammarco

    scene di Matteo Patrucco

    costumi di Ilaria Ariemme

    musiche di Daniele d’Angelo

    luci di Cesare Agoni

    produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Stabile di Catania

Alexi Kaye Campbell, classe 1966, è un autore di successo. Greco di origini vive ed opera in Inghilterra dove è attivo come attore, sceneggiatore e drammaturgo. In Italia è noto per il suo pluripremiato successo “The Pride”, molto applaudito anche allo Stabile nel 2016 nell’interpretazione di Luca Zingaretti.

Anche “Apologia” è un testo sottile che scava nei nodi e nel “non detto” di un nucleo familiare.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Posto unico Interi € 19 | Ridotti € 16 | 1★

Last minute € 15

 

Prenotazioni abbonati altri-percorsi 15/11 h. 10.00

Prenotazioni stelle 19/11 h. 10.00

Vendita biglietti 21/11 h. 10.00

Martedì 11 Febbraio
19:30
Mercoledì 12 Febbraio
21:00
Giovedì 13 Febbraio
21:00
Venerdì 14 Febbraio
19:30
Sabato 15 Febbraio
21:00
Domenica 16 Febbraio
17:00

Il regista, Andrea Chiodi definisce “Apologia” una sorta di “Checov contemporaneo” dove tutto accade in una sola serata che si trasforma in una sorta di resa dei conti della vita di tutti. Il centro motore della vicenda è una potente figura femminile, Kristin Miller, una colta sessantenne esperta di storia dell’arte, militante in gioventù nella sinistra radicale e sempre politicamente impegnata. Con i suoi due figli ha rapporti non facili anche a causa della sua brutale schiettezza. Per un simile ruolo era necessaria un’interprete carismatica: Elisabetta Pozzi – che il pubblico ricorderà nella produzione “Alexandria” per la regia di Franco Però – con la delicatezza e l’intelligenza che la contraddistinguono ne restituirà ogni sfaccettatura.

Per il proprio compleanno, Kristin ha riunito a cena, dopo molto tempo, nella sua casa di campagna la propria famiglia:il figlio Peter, banchiere, ha una nuova fidanzata americana Trudi, che lei ancora non conosce; Simon, l’altro figlio, è un romanziere fallito e vive con Claire, attrice di soap opera. Al gruppo si unisce Hugh, ironico amico omosessuale e coetaneo di Kristin. Incomprensioni, scomode verità, turbolente rivelazioni incresperanno il clima della serata familiare fino all’emozionante conclu- sione.

Lo spettacolo unisce all’interesse per temi molto attuali, la sorpresa di un insolito gioco teatrale: «In scena – spiega il regista – si spalancano le grandi domande che ci hanno interrogato per tutto il lavoro: il possibile fallimento delle rivolte studentesche e del ‘68, l’imborghesimento di chi ne faceva parte e poi ancora domande sul consumismo e sulla fede, sui rapporti umani, sul coltivare i propri talenti e sulla relazione tra genitori e figli, cosa si è lasciato loro in eredità di quel periodo. Peter e Simon sono le due facce di una stessa medaglia: è così che la figura del figlio prende valore nello spettacolo, interpretata a sere alterne dai due attori o dallo stesso attore in un vero gioco teatrale, non fine a se stesso, ma capace di raccontare in maniera sorprendente diversità e similitudini dei due ragazzi, feriti in modo diverso e uguale».

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