Votazioni aperte dal 17 Febbraio
  • Crediti

    da Bram Stoker
    adattamento di Carla Cavalluzzi e Sergio Rubini

    regia di Sergio Rubini

    con Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini
    e con Lorenzo Lavia, Roberto Salemi, Geno Diana e Alice Bertini
    regista collaboratore Gisella Gobbi

    scena di Gregorio Botta

    costumi di Chiara Aversano

    musiche di Giuseppe Vadalà
    progetto sonoro di G.U.P. Alcaro

    luci di Tommaso Toscano

    produzione Nuovo Teatro diretto da Marco Balsamo

“Dracula”, forse il più amato romanzo gotico dell’orrore, scritto dall’irlandese Bram Stoker negli ultimi anni dell’Ottocento e più volte oggetto di sceneggiature cinematografiche, giunge sui palcoscenici italiani, con due protagonisti straordinariamente bravi: Luigi Lo Cascio e Sergio Rubini, che è anche il regista e il padre dell’intero progetto. Di “Dracula” in effetti egli è un vero e proprio cultore: « (...) Ho sottoposto a una ricerca scenica il libro di Bram Stoker che mi è piaciuto sempre tantissimo per la paura della morte che si traduce in malattia» ha spiegato Rubini in una recente intervista a Rodolfo Di Giammarco di Repubblica. «Nella storia – continua – perdi l’equilibrio, la salute, o l’esistenza a meno che non ammazzi il seduttore assetato di sangue. Non c’era ancora l’inconscio di Freud e il pericolo era identificato all’esterno. Io la definirei un’opera di archeologia psicanalitica, immersa in mesmerismo, sonnambulismo e spiritismo. La partita va giocata fra scienza e superstizione, divenuta oggi l’antitesi fra medicina e religione».

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 31 | Ridotti € 28 | 2★

Platea B-C Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Gallerie Interi € 19 | Ridotti € 15 | 1★

 

Prenotazioni stelle 19/11 h. 10.00

Vendita biglietti 21/11 h. 10.00

Lunedì 17 Febbraio
20:30
Martedì 18 Febbraio
20:30

Dentro l’installazione scenografica di Gregorio Botta, un’incombente spazio scuro che invade tutto come una malattia, avviene dunque un viaggio notturno verso l’ignoto. Non solo un viaggio tra lupi che ululano, banchi di foschia e croci ai bordi delle strade: un itinerario, anche interiore, che il giovane procuratore londinese Jonathan Harker intraprende incaricato di recarsi in Transilvania per curare l’acquisto di un appartamento a Londra, effettuato da un nobile del luogo. Il giovane avvocato non immagina la sciagura che lo attende, ma immediatamente, appena ha inizio il viaggio, ancor prima di conoscere il Conte, sprofonda in un clima di mistero e paura. L’orrore di ciò che vive poi al Castello inghiotte tutta la sua esistenza, diventa un’ossessione che contamina tutto ciò che ha di più caro, destabilizza ogni certezza e contagia anche la sua giovane moglie Mina, imprigionando ognuno nelle ossessioni di un gorgo buio e malato, in una tensione da cui sembra impossibile uscire vivi. In questa guerra con il male Rubini muove un assieme attorale di valore: «L’avvocato interpretato da Lo Cascio è tra Kafka e Chaplin, perché Luigi è romantico, sottilmente ironico – spiega il regista – Dracula è Geno Diana, un attore che recita in slovacco, un modo per suggerire la concretezza di arcaici conquistatori. Roberto Salemi è il dottor Seward e Lorenzo Lavia il direttore dell’ospedale psichiatrico, una sorta di fool sensitivo. Io sono lo scienziato, il professor Van Helsing».

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