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Crediti
di Giovanni Verga
rielaborazione drammaturgia di Micaela Miano
regia di Guglielmo Ferro
con Enrico Guarneri
e con Francesca Ferro, Rosario Minardi,Nadia De Luca, Rosario Marco Amato, Pietro Barbaro, Giovanni Fontanarosa, Turi Giordano, Elisa Franco, Alessandra Falci, Federica Breciscene di Salvo Manciagli
costumi di Carmen Ragonese
musiche e video proiezioni di Massimiliano Pace
produzione Associazione Progetto Teatrando
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ATTENZIONE: a seguito del cambiamento dei termini del coprifuoco notturno, le repliche serali dello spettacolo inizieranno alle ore 20:30 , i biglietti già acquistati restano validi pur riportando un'orario diverso.
PREZZO DEI BIGLIETTI
Platea A-B Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★
Platea C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★
Prenotazioni e vendita biglietti 4/5 h. 10.00
Gli abbonati alla Stagione PROSA possono accedere con il loro abbonamento nella giornata corrispondente al loro turno.
ATTENZIONE: la replica della domenica è alle ore 17.00
Gesualdo Motta si è fatto da sé: con intelligenza, con dedizione, con fatica e pervicacia. È un manovale, ma può ambire a sposare la nobile Bianca Trao, certo di famiglia decaduta, certo anche chiacchierata per una relazione con un cugino... ma che diverrà in ogni caso sua moglie. Gli si schiuderanno altre porte e altri affari, diverrà un “don”.
Ma il doppio titolo “mastro” e “don” che sempre accompagna il suo nome, chiarisce immediatamente nel capolavoro di Giovanni Verga la “non appartenenza” a cui il personaggio è condannato. Non sarà mai nobile e non sarà più popolano: gli toccherà subire l’ironia di alcuni e il disprezzo, addirittura l’odio di altri. E soprattutto non conoscerà affetto e calore, nemmeno sul piano familiare. Micaela Miano che cura l’elaborazione drammaturgica del romanzo, evidenzia propio questo lato su cui anche la regia minimalista di Guglielmo Ferro punta: il concetto verghiano di “roba” può essere contestualizzato in un mondo come il nostro, travolto dalla speculazione frenetica, da un materialismo malato che non lascia posto ai sentimenti né ad una visione positiva dell’esistenza. A interpretare il ruolo del titolo, che richiede una sicura vis comica come pure un notevole spessore drammatico, sarà il poliedrico attore catanese Enrico Guarneri, appassionato di drammaturgia siciliana, carismatico sul palcoscenico ma apprezzato anche per le sue caratterizzazioni per il cinema e la televisione, dove è apparso recentemente quale nuovo questore ne “Il commissario Montalbano”.