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  • Crediti

    di Giovanni Verga
    rielaborazione drammaturgia di Micaela Miano

    regia di Guglielmo Ferro

    con Enrico Guarneri
    e con Francesca Ferro, Rosario Minardi, Rosario Marco Amato, Pietro Barbaro, Giovanni Fontanarosa, Vincenzo Volo, Elisa Franco, Alessandra Falci, Federica Breci

    scene di Salvo Manciagli

    costumi di Carmen Ragonese

    musiche e video proiezioni di Massimiliano Pace

    produzione Associazione Progetto Teatrando

A seguito del Dpcm di giovedì 3 dicembre 2020, sono sospesi tutti gli spettacoli fino al 15 gennaio 2021.
Lo spettacolo è stato quindi rinviato: daremo al più presto comunicazione delle nuove date dello spettacolo e dell’apertura delle prenotazioni.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A-B Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni sospese

Mercoledì 6 Gennaio
20:30
Giovedì 7 Gennaio
20:30
Venerdì 8 Gennaio
20:30
Sabato 9 Gennaio
20:30
Domenica 10 Gennaio
16:00

Gesualdo Motta si è fatto da sé: con intelligenza, con dedizione, con fatica e pervicacia. È un manovale, ma può ambire a sposare la nobile Bianca Trao, certo di famiglia decaduta, certo anche chiacchierata per una relazione con un cugino... ma che diverrà in ogni caso sua moglie. Gli si schiuderanno altre porte e altri affari, diverrà un “don”.

Ma il doppio titolo “mastro” e “don” che sempre accompagna il suo nome, chiarisce immediatamente nel capolavoro di Giovanni Verga la “non appartenenza” a cui il personaggio è condannato. Non sarà mai nobile e non sarà più popolano: gli toccherà subire l’ironia di alcuni e il disprezzo, addirittura l’odio di altri. E soprattutto non conoscerà affetto e calore, nemmeno sul piano familiare. Micaela Miano che cura l’elaborazione drammaturgica del romanzo, evidenzia propio questo lato su cui anche la regia minimalista di Guglielmo Ferro punta: il concetto verghiano di “roba” può essere contestualizzato in un mondo come il nostro, travolto dalla speculazione frenetica, da un materialismo malato che non lascia posto ai sentimenti né ad una visione positiva dell’esistenza. A interpretare il ruolo del titolo, che richiede una sicura vis comica come pure un notevole spessore drammatico, sarà il poliedrico attore catanese Enrico Guarneri, appassionato di drammaturgia siciliana, carismatico sul palcoscenico ma apprezzato anche per le sue caratterizzazioni per il cinema e la televisione, dove è apparso recentemente quale nuovo questore ne “Il commissario Montalbano”.

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