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  • Crediti

    di Molière

    traduzione Cesare Garboli

    regia Fabrizio Falco
    regista assistente Davide Cirri
    assistente alla regia Francesca Melluso

    con Costantino Buttitta, Alice Canzonieri, Luca Carbone, Doriana Costanzo, Davide Cirri, Fabrizio Falco, Rita Debora Iannotta, Claudio Pellegrini, Cristiano Russo

    scene di Luca Mannino

    costumi di Gabriella Magrì

    musica di Angelo Vitaliano

    produzione Teatro Biondo Palermo

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ATTENZIONE: gli orari di programmazione restano invariati! Inizio repliche serali alle 19.30

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A-B Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni e vendita biglietti 4/5 h. 10.00

Gli abbonati alla Stagione PROSA possono accedere con il loro abbonamento nella giornata corrispondente al loro turno.

ATTENZIONE: la replica della domenica è alle ore 17.00

Mercoledì 26 Maggio
19:30
Giovedì 27 Maggio
19:30
Venerdì 28 Maggio
19:30
Sabato 29 Maggio
19:30
Domenica 30 Maggio
17:00

Capolavoro molièreiano applaudito per la prima volta a Parigi nel 1666, “Il Misantropo” possiede un’universalità e un’incisività nell’analizzare i rapporti umani, tali da superare in modo dirompente il mondo della letteratura barocca.

Questo classico parla infatti chiaramente al nostro tempo, invocando soprattutto verità. È questo il tema attorno a cui ruota la commedia, forse la più densa e autobiografica di Molière, ed è ciò che ha attratto uno dei più premiati artisti della giovane generazione, Fabrizio Falco.

Appena trentenne, già Premio UBU nel 2015 e Premio Mastroianni alla Mostra del Cinema di Venezia tre anni prima, Falco ha lavorato con grandi maestri della scena italiana (fra tutti Carlo Cecchi e Luca Ronconi di cui è stato nel cast dell’ultimo lavoro, “Lehman Trilogy”) e si è sempre più imposto per la sua sensibilità registica e d’interprete.

Lavora a questo “Misantropo” utilizzando il gioco di specchi inventato dall’autore per riflettere sul senso e sul valore estetico e morale di cui la società odierna è vittima e artefice. «La verità dei rapporti è la richiesta di Alceste - spiega Falco - e questa sarà la linea guida della regia. Nient’altro. Il teatro ha bisogno di poco per vivere da un punto di vista esteriore, ma ha bisogno di molto lavoro invisibile, ha bisogno di verità. In un’epoca di fake news credo che anche noi ne sentiamo l’esigenza. Una verità che derivi dalla profondità di sé, dei sentimenti, per riscoprirsi individui fino in fondo e comunità fino in fondo».

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