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  • Crediti

    dalla sceneggiatura di Steven Knight

    traduzione e adattamento di Filippo Dini

    regia di Filippo Dini

    con Filippo Dini
    le voci al telefono sono di (in ordine di apparizione): Sara Bertelà, Eva Cambiale, Alberto Astorri, Emilia Piz, Iacopo Ferro, Mattia Fabris, Mariangela Granelli, Valentina Cenni, Carlo Orlando, Giampiero Rappa, Fabrizio Coniglio

    scene e costumi di Laura Benzi

    colonna sonora Michele Fiori (sistema audio in olofonia “HOLOS”)

    regia del suono David Barittoni
    aiuto regia Carlo Orlando
    pittore scenografo Eugenio De Curtis
    direttore di scena Riccardo Scanarotti
    elettricista Gianni Gajardo
    sarta Caterina Airoldi

    luci di Pasquale Mari

    produzione Teatro Franco Parenti - Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia - Teatro Stabile di Torino

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ATTENZIONE: a seguito del cambiamento dei termini del coprifuoco notturno, le repliche serali dello spettacolo inizieranno alle ore 20:30 , i biglietti già acquistati restano validi pur riportando un'orario diverso.

Gli abbonati alla Stagione PROSA possono accedere con il loro abbonamento nella giornata corrispondente al loro turno.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A-B Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni e vendita biglietti 4/5 h. 10.00

Gli abbonati alla Stagione PROSA possono accedere con il loro abbonamento nella giornata corrispondente al loro turno.

ATTENZIONE: la replica della domenica è alle ore 17.00

Martedì 22 Giugno
20:30
Mercoledì 23 Giugno
20:30
Giovedì 24 Giugno
20:30
Venerdì 25 Giugno
20:30
Sabato 26 Giugno
20:30
Domenica 27 Giugno
17:00

Un testo intenso e coinvolgente che avviene “in tempo reale”: il pubblico vive 75 minuti assieme al protagonista, in un viaggio lancinante alla fine del quale quell’uomo sarà profondamente diverso.

Il bravissimo Filippo Dini lo porta in scena da regista e interprete: una sfida che ha immaginato immediatamente, nel 2014, davanti al film omonimo di Steven Knight con Tom Hardy. La scrittura dell’autore inglese gli appare perfetta per il teatro ed essenziale per il momento che viviamo: «È un viaggio epico di un eroe contemporaneo - spiega infatti Dini - che si assume la responsabilità di aver sbagliato volendone anche portare le conseguenze, senza nascondersi o fuggire. Questa ammissione di fallibilità, nella nostra società inautentica, è un atto epico e insolito (...): la sua onestà è un dono per tutti noi».

Ivan Locke esce dal cantiere londinese di cui è a capo: è un uomo borghese, di successo, si fidano tutti di lui. Si infila in una bella macchina e parte. Lo attendono come ogni sera la moglie, una bella casa, il barbecue, la partita da vedere in televisione con i figli...

Le telefonate che fa durante il viaggio e la forma dei suoi rapporti con gli interlocutori ce lo svelano a poco a poco: fino a quando coglieremo la sua scelta, coraggiosa, definitiva, sicuramente traumatica.

Quella sera non viaggia verso casa: c’è un’altra voce da ascoltare, quella di una donna che sta per partorire.

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