PAOLO MAGRIS E MARCELLO CREA PROPONGONO IN UNA SCUOLA IL LORO "COME FOSSE L'ULTIMO"
  • 6 Maggio 2008
  • Generale
Viene presentato agli allievi del Liceo linguistico Europeo Paolino d’Aquileia di Gorizia in una recita straordinaria Come fosse l’ultimo di Paolo Magris e Marcello Crea, quest’ultimo anche regista dello spettacolo e interprete assieme a Zita Fusco. Come fosse l’ultimo – prodotto dallo Stabile regionale – ritorna dunque in regione solo venerdì 9 maggio, dopo le applaudite recite tenute nel 2006 nell’ambito della rassegna Play.01 e del Mittelfest.

«Vivere ogni presente come fosse l’ultimo»: poche parole possono rappresentare, con l’intensità di una pennellata di colore sulla tela bianca, l’universo di un uomo. Carlo Michelstaedter esprime in questa frase – da cui Paolo Magris e Marcello Crea hanno tratto il titolo dello spettacolo che dedicano al filosofo goriziano – molto della sua visione delle cose.

Michelstadter, genio precoce del Novecento, nacque a Gorizia nel 1887 da una benestante famiglia italiana ebrea; nel 1905, s’iscrisse alla Facoltà di Matematica a Vienna, ma nello stesso anno si trasferì a Firenze per frequentare Lettere all’Istituto di Studi Superiori. Si concentrò soprattutto sulla filosofia antica e moderna, sulla storia dell’arte e sulla letteratura.
Il 16 ottobre 1910 Michelstaedter terminò di scrivere la sua tesi laurea intitolata La Persuasione e la Rettorica; il giorno seguente si uccise con un colpo di pistola. La sua tesi, ispirata a due concetti già presenti in Platone e Arisotele, divenne il suo libro simbolo.
Con le sue intuizioni, la sua originalissima sintesi filosofica e l’intensità del suo mondo poetico, Carlo Michelstaedter si pone quale voce unica ed ineguagliata nel panorama culturale europeo dell’ultimo secolo, anche se nel tempo la sua figura intellettuale è stata condizionata pesantemente dalle sue tragiche vicende personali.

Lo spettacolo si avvicina a Carlo Michelstaedter in una prospettiva inusuale, distinguendo nettamente l’elemento biografico dal messaggio poetico e filosofico; Michelstaedter (interpretato da Marcello Crea), rivive nel ricordo di un’amica (Zita Fusco). In “spazi mentali” opportunamente concepiti, emergono le  straordinarie intuizioni del filosofo, con tutta la loro commovente sete di assoluto. Risposte di incredibile attualità ai mali dell’uomo di oggi, incatenato ad una perenne ed alienante mancanza di “vera vita” che sempre sfugge al presente, perché cancellata dalla  “rettorica” delle cose. Un affascinante viaggio, dunque, fuori da ogni schema, dentro gli enigmi esistenziali dei nostri tempi.

Congratulazioni

Errore

Iscriviti alla newsletter