VENERDì 25 ALLE 18 SI PARLA DI PIER PAOLO PASOLINI ALLA SALA BARTOLI
Venerdì 25 ottobre alle 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro sull’opera di Pier Paolo Pasolini nel corso del quale sarà presentato il libro Pasolini e il teatro alla presenza dei co-curatori Stefano Casi e Angela Felice e naturalmente del regista dello spettacolo, Antonio Calenda. L’ingresso sarà libero.
Pasolini e il teatro secondo numero della collana “Pasolini. Ricerche”, promossa dal Centro Studi Pasolini di Casarsa in sinergia con la casa editrice Marsilio è curato da Stefano Casi, Angela Felice e Gerardo Guccini e raccoglie gli esiti di due convegni promossi nel novembre 2010 a Casarsa della Delizia, dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini il 5 e 6, e, a Bologna, dal Fondo Pasolini-Cineteca e dal Cimes-Università degli Studi di quella città, nei giorni 10 e 11. Lo studio a più mani, arricchito da 40 saggi, ambisce ad offrire una ricognizione finalmente esaustiva che, con sette sezioni di un’ampia panoramica concettualmente rimeditata, contribuisca a far chiarezza sull’originalità del teatro pasoliniano, ne perlustri le tappe evolutive fin dai poco esplorati esordi friulani, ne indaghi le varianti e le costanti, ne riposizioni il significato dentro l’opera dell’autore e nel contesto del suo tempo, ne metta in luce il potenziale di rappresentabilità sempre aperta al futuro. Particolarmente originale pare l’ultima sezione Registi a Casarsa: un simposio, che attraverso gli scritti inediti di alcuni maestri della regia contemporanea (Luca Ronconi, Giorgio Barberio Corsetti, Armando Punzo, Federico Tiezzi, Giorgio Pressburger, Andrea Adriatico e Antonio Syxty, con la giovane artista romana Roberta Nicolai) cede la pagina alle riflessioni degli artisti che si sono misurati con la parola teatrale pasoliniana e che ne hanno sciolto positivamente il vitale paradosso, tra utopia e concretezza. Non una mera riproposizione di Atti, dunque, ma uno studio sfaccettato e organico. Il quale infine, con Pasolini e attraverso la sua esperienza, finisce per interrogarsi anche sul teatro del presente e sulla sua sfida dentro la babele multilinguistica della nostra rumorosa contemporaneità.
L’ufficio stampa