IL TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA PRESENTA I SUOI SPETTACOLI INAUGURALI
- 21 Ottobre 2013
- Generale
Un’inaugurazione di stagione che evidenzia la centralità dell’attività di produzione per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che – ospite della Fondazione CRTrieste, nella Sala del Consiglio Generale – ha presentato in conferenza stampa i primi due spettacoli in cartellone, entrambi firmati da Antonio Calenda e costruiti attorno ad argomenti radicati nella storia e nella cultura della regione ma fortemente significativi sul piano nazionale.
Si tratta di Magazzino 18 con Simone Cristicchi, che martedì 22 ottobre alle ore 20.30 apre la Stagione 2013-2014 con un debutto assoluto alla Sala Assicurazioni Generali, e di Una giovinezza enormemente giovane che evoca la figura di Pasolini affidandosi alla recitazione intensa di Roberto Herlitzka, in scena alla Sala Bartoli da giovedì 24 ottobre alle ore 21.
Ha aperto la conferenza stampa l’intervento di Renzo Piccini, vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRTrieste main partner dello Stabile regionale, che ha assegnato un contributo straordinario alla realizzazione dello spettacolo pasoliniano.
Alla presentazione hanno preso parte il Presidente dello Stabile Miloš Budin, il direttore e regista dei due spettacoli Antonio Calenda e naturalmente i due protagonisti, Roberto Herlitzka e Simone Cristicchi.
Guido Corso, responsabile della Sede regionale Rai per il Friuli Venezia Giulia, ha illustrato la collaborazione significativa e inedita avviata con il Teatro Stabile regionale a partire dallo spettacolo inaugurale, mentre il direttore generale del Mittelfest Antonio Devetag ha evidenziato la sinergia fra lo Stabile e il Festival di Cividale che ha dato luogo nel luglio scorso all’applaudita anteprima di Una giovinezza enormemente giovane.
Due spettacoli dunque che partono dal territorio per affacciarsi sul mondo e per cui Antonio Calenda ha scelto come protagonisti da una parte – per Magazzino 18 – un talento emergente della scena italiana, Simone Cristicchi che con eclettismo e coraggiosa intelligenza dalla carriera cantautorale è passato al teatro e addirittura alla drammaturgia. Dall’altra, per Una giovinezza enormemente giovane ha coinvolto un maestro indiscusso come Roberto Herlitzka, attore dal profondo, misterioso spessore drammatico.
Magazzino 18 è incentrato su una pagina dolorosa e mai abbastanza conosciuta della storia d’Italia, che trova nel porto Vecchio di Trieste un proprio “simbolo”, appunto il “Magazzino 18” che dà il titolo allo spettacolo.
È un “luogo della memoria” particolarmente toccante: era infatti il deposito dove gli esuli – prossimi ad affrontare lunghi periodi in campo profughi o viaggi verso lontane mete – lasciavano le loro proprietà (effetti personali, mobili, fotografie, quaderni, stoviglie, utensili da lavoro che rimangono ancora lì accatastati) in attesa in futuro di rientrarne in possesso. Dopo la seconda guerra mondiale, con il trattato di pace del 1947, l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e circa 300 mila persone scelsero – davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni – di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane.
Non è difficile immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale sofferenza intere famiglie impacchettarono tutte le loro cose e si lasciarono alle spalle le loro città, le case, le radici. Davanti a loro si prospettavano difficoltà, povertà, insicurezza, spesso sospetto e una vita piena di nostalgia: la stessa che pervade la canzone di Simone Cristicchi Magazzino 18 e le altre create per lo spettacolo e intrecciate alle parti recitate in una fusione di canto e musica, parole, poesia e immagini storiche.
Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha scelto di essere parte di quest’avventura producendo – con Promo Music – uno spettacolo strettamente legato al territorio ma rilevante anche sul piano della pagina di storia del Novecento italiano che vi si affronta.
Un racconto – scritto dallo stesso Cristicchi con Jan Bernas – che prende forma sulla scena grazie all’esperienza registica di Antonio Calenda che fa del teatro lo strumento per una riflessione importante e necessaria su un passato da conoscere per affacciarsi al presente con consapevolezza e armonia.
Il pubblico seguirà l’avventura di uno sprovveduto archivista romano, inviato dal Ministero a redigere un inventarioin quel magazzino; incontrerà lo “spirito delle masserizie” e gli altri protagonisti le cui storie sono nascoste tra i loro privati, semplici oggetti. Diretto da Calenda Simone Cristicchi darà vita una dopo l’altra a tutte queste figure, cambiando registri vocali, atmosfere musicali, in una koinée di linguaggi che trasfigura il reportage storico in una forma nuova, forse in un “Musical-Civile”.
Sarà fondamentale l’apporto della FVG Mitteleuropa Orchestra, diretta dal Maestro Valter Sivilotti che eseguirà dal vivo la partitura dello spettacolo. Assieme a Cristicchi sul palco, il coro di bambini della scuola StarTs Lab (che opera in seno al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia) parteciperà ad alcune delle canzoni e a scene toccanti dello spettacolo.
Le scene sono di Paolo Giovanazzi, le luci di Nino Napoletano.
Magazzino 18 va in scena grazie alla collaborazione con la Rai Sede Regionale per il Friuli Venezia Giulia che ha messo a disposizione e realizzato immagini video: in particolare le sequenze usate all’inizo dello spettacolo, in cui appare il Magazzino 18 così com’è oggi.
Una giovinezza enormemente giovane che debutta il 24 ottobre alla Sala Bartoli, è uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso l’evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisce la capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.
Il progetto che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – con la collaborazione di Mittelfest 2013 e il sostegno della Fondazione CRTrieste – costruisce su Pier Paolo Pasolini, si sviluppa attorno all’idea – condivisa dall’autore Gianni Borgna e dal regista Antonio Calenda – di riflettere, attraverso le parole di Pasolini, sul mondo attuale. Ne nasce una messninscena rievocativa ma anche profondamente evocativa della sua capacità di “vedere politicamente” la società ed i suoi mutamenti.
Un “vedere politicamente” di cui l’autore del monologo Gianni Borgna, è testimone culturale. Egli infatti – da segretario della FIGC romana – ebbe modo di essere molto vicino a Pasolini. Successivamente Borgna si è dedicato con attenzione allo studio della figura e del pensiero pasoliniano, di cui è profondamente competente (basti ricordare il saggio firmato a quattro mani con Adalberto Baldoni Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra e il suo impegno, recentemente, nel far riaprire il caso sulla morte dell’intellettuale presso la Procura della Repubblica di Roma).
«In una metafisica evocazione della morte di Pasolini – spiega Antonio Calenda – immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere sé stesso massacrato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe 91 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano, profetico sul piano sociale e politico, e assieme una ricapitolazione dei momenti più importanti della sua testimonianza civile e poetica nell’ambito della grande tradizione italiana».
I riferimenti a tale pensiero pasoliniano, e al corpo della sua opera letteraria pervaderanno dunque il monologo, che Antonio Calenda ha scelto di affidare a Roberto Herlitzka, uno degli interpreti di più intenso spessore poetico e drammatico della scena italiana, recentemente insignito del Nastro d’Argento alla carriera, riconoscimento che si aggiunge ai numerosi premi ottenuti nella sua lunga attività artistica tra cinema e teatro. Un attore che già nell’aspetto morfologico evoca un’appartenenza al mondo pasoliniano e che con lo Stabile del Friuli Venezia Giulia ha grande intrinsecità.
Le scene sono di Paolo Giovanazzi, le luci di Nino Napoletano.
Una giovinezza enormemente giovane ha debuttato con successo in anteprima nell’ambito di Mittelfest 2013, sancendo – nel nome di un intellettuale tanto significativo per il Friuli – una sinergia fra due eccellenze culturali della regione.
In cocomitanza con gli eventi d’apertura della stagione vanno infine segnalati due appuntamenti collaterali.
Martedì 22 ottobre alle ore 18.30 nel foyer “Vittorio Gassman”, verrà inaugurata un’esposizione di quadri di Gaetano Palumbo. Artista molto interessante, la cui produzione attuale – traiamo dalle note alla mostra di Carlo Prinzhofer – «lo assegna, a buon diritto, ad una chiara e significativa rappresentatività Pop tutta dedita a cogliere (con ironia e avolte con malinconia) figure di una umanità di oggi e di ieri, figure che nel suo percorso esistenziale e nel suo immaginario hanno lasciato tracce indelebili». Il teatro ospiterà una ventina di opere che ritraggono importanti figure del teatro e della cultura. L’ingresso è libero.
Venerdì 25 ottobre alle 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro sull’opera di Pier Paolo Pasolini nel corso del quale sarà presentato il libro Pasolini e il Teatro alla presenza dei co-curatori Stefano Casi e Angela Felice e naturalmente del regista dello spettacolo, Antonio Calenda. Anche qui l’ingresso sarà libero.
Si tratta di Magazzino 18 con Simone Cristicchi, che martedì 22 ottobre alle ore 20.30 apre la Stagione 2013-2014 con un debutto assoluto alla Sala Assicurazioni Generali, e di Una giovinezza enormemente giovane che evoca la figura di Pasolini affidandosi alla recitazione intensa di Roberto Herlitzka, in scena alla Sala Bartoli da giovedì 24 ottobre alle ore 21.
Ha aperto la conferenza stampa l’intervento di Renzo Piccini, vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRTrieste main partner dello Stabile regionale, che ha assegnato un contributo straordinario alla realizzazione dello spettacolo pasoliniano.
Alla presentazione hanno preso parte il Presidente dello Stabile Miloš Budin, il direttore e regista dei due spettacoli Antonio Calenda e naturalmente i due protagonisti, Roberto Herlitzka e Simone Cristicchi.
Guido Corso, responsabile della Sede regionale Rai per il Friuli Venezia Giulia, ha illustrato la collaborazione significativa e inedita avviata con il Teatro Stabile regionale a partire dallo spettacolo inaugurale, mentre il direttore generale del Mittelfest Antonio Devetag ha evidenziato la sinergia fra lo Stabile e il Festival di Cividale che ha dato luogo nel luglio scorso all’applaudita anteprima di Una giovinezza enormemente giovane.
Due spettacoli dunque che partono dal territorio per affacciarsi sul mondo e per cui Antonio Calenda ha scelto come protagonisti da una parte – per Magazzino 18 – un talento emergente della scena italiana, Simone Cristicchi che con eclettismo e coraggiosa intelligenza dalla carriera cantautorale è passato al teatro e addirittura alla drammaturgia. Dall’altra, per Una giovinezza enormemente giovane ha coinvolto un maestro indiscusso come Roberto Herlitzka, attore dal profondo, misterioso spessore drammatico.
Magazzino 18 è incentrato su una pagina dolorosa e mai abbastanza conosciuta della storia d’Italia, che trova nel porto Vecchio di Trieste un proprio “simbolo”, appunto il “Magazzino 18” che dà il titolo allo spettacolo.
È un “luogo della memoria” particolarmente toccante: era infatti il deposito dove gli esuli – prossimi ad affrontare lunghi periodi in campo profughi o viaggi verso lontane mete – lasciavano le loro proprietà (effetti personali, mobili, fotografie, quaderni, stoviglie, utensili da lavoro che rimangono ancora lì accatastati) in attesa in futuro di rientrarne in possesso. Dopo la seconda guerra mondiale, con il trattato di pace del 1947, l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e circa 300 mila persone scelsero – davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni – di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane.
Non è difficile immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale sofferenza intere famiglie impacchettarono tutte le loro cose e si lasciarono alle spalle le loro città, le case, le radici. Davanti a loro si prospettavano difficoltà, povertà, insicurezza, spesso sospetto e una vita piena di nostalgia: la stessa che pervade la canzone di Simone Cristicchi Magazzino 18 e le altre create per lo spettacolo e intrecciate alle parti recitate in una fusione di canto e musica, parole, poesia e immagini storiche.
Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha scelto di essere parte di quest’avventura producendo – con Promo Music – uno spettacolo strettamente legato al territorio ma rilevante anche sul piano della pagina di storia del Novecento italiano che vi si affronta.
Un racconto – scritto dallo stesso Cristicchi con Jan Bernas – che prende forma sulla scena grazie all’esperienza registica di Antonio Calenda che fa del teatro lo strumento per una riflessione importante e necessaria su un passato da conoscere per affacciarsi al presente con consapevolezza e armonia.
Il pubblico seguirà l’avventura di uno sprovveduto archivista romano, inviato dal Ministero a redigere un inventarioin quel magazzino; incontrerà lo “spirito delle masserizie” e gli altri protagonisti le cui storie sono nascoste tra i loro privati, semplici oggetti. Diretto da Calenda Simone Cristicchi darà vita una dopo l’altra a tutte queste figure, cambiando registri vocali, atmosfere musicali, in una koinée di linguaggi che trasfigura il reportage storico in una forma nuova, forse in un “Musical-Civile”.
Sarà fondamentale l’apporto della FVG Mitteleuropa Orchestra, diretta dal Maestro Valter Sivilotti che eseguirà dal vivo la partitura dello spettacolo. Assieme a Cristicchi sul palco, il coro di bambini della scuola StarTs Lab (che opera in seno al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia) parteciperà ad alcune delle canzoni e a scene toccanti dello spettacolo.
Le scene sono di Paolo Giovanazzi, le luci di Nino Napoletano.
Magazzino 18 va in scena grazie alla collaborazione con la Rai Sede Regionale per il Friuli Venezia Giulia che ha messo a disposizione e realizzato immagini video: in particolare le sequenze usate all’inizo dello spettacolo, in cui appare il Magazzino 18 così com’è oggi.
Una giovinezza enormemente giovane che debutta il 24 ottobre alla Sala Bartoli, è uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso l’evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisce la capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.
Il progetto che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – con la collaborazione di Mittelfest 2013 e il sostegno della Fondazione CRTrieste – costruisce su Pier Paolo Pasolini, si sviluppa attorno all’idea – condivisa dall’autore Gianni Borgna e dal regista Antonio Calenda – di riflettere, attraverso le parole di Pasolini, sul mondo attuale. Ne nasce una messninscena rievocativa ma anche profondamente evocativa della sua capacità di “vedere politicamente” la società ed i suoi mutamenti.
Un “vedere politicamente” di cui l’autore del monologo Gianni Borgna, è testimone culturale. Egli infatti – da segretario della FIGC romana – ebbe modo di essere molto vicino a Pasolini. Successivamente Borgna si è dedicato con attenzione allo studio della figura e del pensiero pasoliniano, di cui è profondamente competente (basti ricordare il saggio firmato a quattro mani con Adalberto Baldoni Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra e il suo impegno, recentemente, nel far riaprire il caso sulla morte dell’intellettuale presso la Procura della Repubblica di Roma).
«In una metafisica evocazione della morte di Pasolini – spiega Antonio Calenda – immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere sé stesso massacrato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe 91 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano, profetico sul piano sociale e politico, e assieme una ricapitolazione dei momenti più importanti della sua testimonianza civile e poetica nell’ambito della grande tradizione italiana».
I riferimenti a tale pensiero pasoliniano, e al corpo della sua opera letteraria pervaderanno dunque il monologo, che Antonio Calenda ha scelto di affidare a Roberto Herlitzka, uno degli interpreti di più intenso spessore poetico e drammatico della scena italiana, recentemente insignito del Nastro d’Argento alla carriera, riconoscimento che si aggiunge ai numerosi premi ottenuti nella sua lunga attività artistica tra cinema e teatro. Un attore che già nell’aspetto morfologico evoca un’appartenenza al mondo pasoliniano e che con lo Stabile del Friuli Venezia Giulia ha grande intrinsecità.
Le scene sono di Paolo Giovanazzi, le luci di Nino Napoletano.
Una giovinezza enormemente giovane ha debuttato con successo in anteprima nell’ambito di Mittelfest 2013, sancendo – nel nome di un intellettuale tanto significativo per il Friuli – una sinergia fra due eccellenze culturali della regione.
In cocomitanza con gli eventi d’apertura della stagione vanno infine segnalati due appuntamenti collaterali.
Martedì 22 ottobre alle ore 18.30 nel foyer “Vittorio Gassman”, verrà inaugurata un’esposizione di quadri di Gaetano Palumbo. Artista molto interessante, la cui produzione attuale – traiamo dalle note alla mostra di Carlo Prinzhofer – «lo assegna, a buon diritto, ad una chiara e significativa rappresentatività Pop tutta dedita a cogliere (con ironia e avolte con malinconia) figure di una umanità di oggi e di ieri, figure che nel suo percorso esistenziale e nel suo immaginario hanno lasciato tracce indelebili». Il teatro ospiterà una ventina di opere che ritraggono importanti figure del teatro e della cultura. L’ingresso è libero.
Venerdì 25 ottobre alle 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro sull’opera di Pier Paolo Pasolini nel corso del quale sarà presentato il libro Pasolini e il Teatro alla presenza dei co-curatori Stefano Casi e Angela Felice e naturalmente del regista dello spettacolo, Antonio Calenda. Anche qui l’ingresso sarà libero.
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