VA IN SCENA OGGI “IL TRIONFO DELL'AMORE”
  • 8 Dicembre 2004
  • Generale
Con Il Trionfo dell’Amore di Marivaux – che va in scena in esclusiva regionale al Politeama Rossetti da mercoledì 8 dicembre, per la Stagione Prosa dello Stabile regionale – ritornano sul palcoscenico del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia amatissimi protagonisti quali Paola Gassman e Ugo Pagliai a cui si aggiunge l’intensità espressiva di Mascia Musy. Una coppia importante della scena italiana, quella “Pagliai-Gassman”, che il pubblico dello Stabile regionale ha applaudito con particolare emozione accanto a Vittorio Gassman nei suoi ultimi spettacoli realizzati proprio a Trieste, come il recital "Dante e Bugie Sincere" dedicato alla vita di Kean.

Il Trionfo dell’Amore di Marivaux, firmato da Luca De Fusco e prodotto dal Teatro Stabile del Veneto - Teatro Biondo Stabile di Palermo, ci pone davanti a una commedia delicata, colta e romantica, uno degli esempi migliori dello stile di questo autore francese. Da un lato il “marivaudge” – come fu definita la raffinatissima tecnica di scrittura usata da Marivaux nelle sue commedie – poi l’eleganza degli intrecci, l’ineccepibile disegno dei personaggi, delle loro luci e delle loro ombre; dall’altro invece il ritmo incalzante e preciso dell’azione, la fantasia delle trame, l’innovazione e la sottile (ma decisamente presente) linea di comicità… La drammaturgia di Marivaux si sviluppa fra questi due poli e intreccia l’una all’altra tali dimensioni, facendo di ognuna un elemento necessario e irrinunciabile. Nel metterlo in scena, ogni regista si trova a dover scegliere fra l’una o l’altra dimensione: far prevalere l’eleganza e il grande acume dei ritratti psicologici, oppure la comicità, il senso del gioco?

Luca De Fusco per quest’edizione de Il trionfo dell’amore sembra aver scelto la seconda via. Una scelta legittima: la commedia di Marivaux infatti – con una chiarezza che raramente troviamo nella drammaturgia – è tutta costruita come un gioco, un “jeux” molto teatrale e che di teatro si nutre... L’intero plot fa metaforicamente riferimento alla querelle fra “antichi” e “moderni” che animava il dibattito fra gli intellettuali del Settecento: materia degli “antichi” erano il neoclassico, gli argomenti alti e l’astrazione dalla realtà coeva. I “moderni” propendevano invece per un più stretto e naturale riferimento alla vita reale e anche nel loro teatro (quello di Molière e Marivaux) i protagonisti erano personaggi comuni, le passioni che li muovevano erano semplici e condivisibili, terrene.

Ne Il trionfo dell’amore l’autore immagina che la principessa Leonide si innamori del principe che le contende il trono: lo troverà nella “casa eremo” di Ermocrate, un filosofo misantropo. Lì, alternando travestimenti maschili e femminili Leonide riesce a sedurre l’arcigno padrone di casa e la sua bisbetica sorella Leontine, nonché il giovane che da sempre è il suo vero obiettivo. Fugge poi dalla “casa eremo” portando con sé l’amato e abbandonando di nuovo alla loro solitudine i due proprietari dell’eremo. A fare da sfondo alla vicenda è l’antica Sparta. Ovviamente Ermocrate rappresenta il punto di vista degli “antichi”, predicando l’astinenza dalle passioni terrene, la solitudine e la totale dedizione alla filosofia; Leonide invece è una ventata di energia e colore che scompiglia il suo mondo di ruderi. La principessa gioca con i travestimenti, ha una grande propensione per l’amore e la seduzione: quale miglior ambasciatore per i “moderni”? In una scena che il regista ha voluto alludesse al teatro – giusta cornice per questo grande gioco di apparenze e disillusioni – la commedia procede fra la fantasia della principessa e la lugubre severità dei filosofi che però alla fine si lasciano convincere e inteneriscono abbandonando i loro pepli classici e accostandosi per la prima volta ai belletti e agli sgargianti costumi settecenteschi.

Il trionfo dell’amore – nella traduzione e adattamento di Francesca Adilardi e Luca De Fusco – si avvale delle interpretazioni di Ugo Pagliai nei panni del filosofo Hérmocrate, Paola Gassman che da vita a Léontine, sorella di Hérmocrate. La protagonista, Léonide, principessa di Sparta è Mascia Musy a cui si affiancano Giorgia Penzo (Corine, dama del seguito di Léonide), Alberto Fasoli (Arlecchino, servitore di Hérmocrate), Sergio Grossini (Dimas, giardiniere di Hérmocrate), Valentino Villa (Agis, figlio di Cléomène).

Hanno collaborato con il regista Luca De Fusco, lo scenografo Antonio Fiorentino, il costumista Giuseppe Crisolini Malatesta, Antonio Di Pofi per le musiche ed Emidio Benezzi per la creazione delle luci.

Biglietti sono ancora in vendita al prezzo di € 27,50 (Platea A), di € 24 (Platea B), di € 19 (Platea C), di €14 per le gallerie. Sono previste riduzioni per chi non supera i 25 anni d’età. Informazioni e acquisti di biglietti, presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il nuovo Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso le consuete agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario). Informazioni e acquisti anche sul sito www.ilrossetti.it. e al CallTicket (telefonando allo 040-986.986.6 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 21 e il sabato fino alle 17.30, disponendo di una carta di credito). Solo informazioni invece al numero del Teatro Stabile: 040/3593511.
Congratulazioni

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