“RE LEAR” INAUGURA LA STAGIONE DI PROSA 2004-2005
- 17 Ottobre 2004
- Generale
Un testo come Re Lear, capace di coniugare armoniosamente
ricchezza di significati e forza emotiva, è sembrato il più adatto a
suggellare il cinquantesimo anno d’attività del Teatro Stabile del
Friuli-Venezia Giulia: è dunque il capolavoro shakespeariano – nuovo
importante impegno produttivo dello Stabile regionale – ad inaugurarne
la Stagione di Prosa 2004-2005.
Lo spettacolo – diretto da Antonio Calenda – andrà in scena al Politeama Rossetti di Trieste a partire da domenica 17 ottobre, quando l’aprirsi del sipario sulla scena essenziale e metaforica del Re Lear segnerà l’apertura del nuovo cartellone.
Re Lear è stato ideato e provato al Politeama Rossetti nella passata primavera e dopo l’applaudito esordio al 56°Festival Shakespeariano al Teatro Romano di Verona, ritorna sul maggior palcoscenico regionale, forte di un cast che riunisce alcuni fra i migliori interpreti che il teatro italiano oggi possa vantare.
Roberto Herlitzka – che gli spettatori dello Stabile hanno ammirato spesso e, di recente, molto amato ne La Mostra di Claudio Magris, e che ha ricevuto nelle ultime due stagioni i premi più prestigiosi per il suo impegno teatrale e cinematografico – offre all’anziano Re tutte le sfumature che trascolorano fra fragilità e violenza, tenerezza e dolore. Accanto a lui Daniela Giovanetti dà vita al complesso personaggio di Cordelia, alla sua purezza, a quell’“Ama e taci” che segue fino alla fine come unica regola di vita. Luca Lazzareschi offre alla fondamentale figura di Edgar la propria intensità drammatica mentre Edmund, suo fratellastro e antagonista, si avvale del generoso e appassionato talento di Alessandro Preziosi.
E di grande spessore saranno le prove di Giorgio Lanza, teso ad affrontare un Gloucester in cui specularmente si riflettono i tormenti di Lear, di Rossana Mortara, di Osvaldo Ruggieri, tutti attori di riferimento dello Stabile, cui il regista ha chiesto un impegno interpretativo e d’analisi notevole.
Calenda ha infatti puntato su una lettura essenziale, lontana da clichés, che sapesse mettere in luce soprattutto la polisemia del testo, il meraviglioso, misterioso profilo di ogni personaggio e che ricreasse quell’universo irto di contraddizioni, in cui la verità, la giustizia sono mete raggiungibili solo attraverso la cecità e la follia. Un universo in cui la figura poetica di Lear appare dignitosa ma abbandonata, indifesa come un grande albero sradicato.
«(…) La tua sincerità sia dunque la tua dote: e infatti, per i sacri raggi del sole, per i misteri di Ecate e della notte, per tutti gli influssi delle sfere per cui esistiamo e cessiamo di esistere, qui io ripudio ogni mia cura paterna, affinità e legame di sangue, e d’ora in poi ti avrò sempre straniera al mio cuore e a me». Re Lear rivolge parole durissime alla propria figlia prediletta, Cordelia: la sua sola colpa è quella di non saper dar voce al proprio amore, usando i termini, la retorica che il padre vorrebbe e secondo cui egli intende misurare l’affetto della propria prole. Lear non immagina quale vuoto, o peggio, quali trame infide possano celarsi dietro le parole: e quindi si spoglia di ogni avere e autorità in favore delle figlie meno meritevoli.
È questo il nodo da cui scaturisce la tragedia del Re Lear di Shakespeare: uno dei maggiori capolavori della cultura occidentale – paragonato dalla critica moderna alla perfezione della Nona Sinfonia di Beethoven, del Parsifal wagneriano o del Giudizio Universale di Michelangelo – e contemporaneamente testo vivo, moderno, palpitante, veramente capace di “parlare” alle nostre platee.
«Re Lear – commenta Antonio Calenda – testimonia con sorprendente intensità il contrasto fra significante e significato, fra parola e sentimento, fra convenienza e sincerità… Un conflitto molto radicato in un mondo come il nostro, sempre più spesso dimentico dei valori profondi e incline a giustificare qualsiasi cosa – la guerra, la violenza, la disonestà – attraverso una ridda di parole vuote».
Il regista si è avvalso per l’allestimento della collaborazione dello scenografo Bruno Buonincontri e di Germano Mazzocchetti per le musiche di scena; Nino Napoletano ha curato il disegno luci dello spettacolo e il maestro d’armi Jerry Ferlan ha seguito gli attori che si battono in un duello che nello spettacolo allude a un combattimento kendo.
Particolarmente apprezzati – fin dall’esordio estivo a Verona – gli interpreti del Re Lear: Roberto Herlitzka (Lear, Re di Britannia), Daniela Giovanetti (Cordelia, figlia di Lear), Rossana Mortara (Gonerilla, figlia di Lear), Arianna Ninchi (Regana, figlia di Lear), Sebastiano Colla (Re di Francia/ Ufficiale al servizio di Edmund/ Gentiluomo, al Servizio di Cordelia), Adriano Braidotti (Duca di Borgogna), Marco Casazza (Duca di Cornovaglia, marito di Regana), Stefano Alessandroni (Duca di Albany, marito di Gonerilla), Osvaldo Ruggieri (Conte di Kent), Giorgio Lanza (Conte di Gloucester), Luca Lazzareschi (Edgar, figlio di Gloucester), Alessandro Preziosi (Edmund, figlio bastardo di Gloucester), Francesco Benedetto (Oswald, maggiordomo di Gonerilla), Claudio Tombini (Matto), Luciano Pasini (Cavaliere al Seguito di Lear ).
Per lo Stabile regionale questo allestimento del Re Lear rappresenta un nuovo importante passo nel percorso di ricerca che da anni ormai Antonio Calenda ha legato al teatro elisabettiano, ed ha significativi precedenti in lavori molto apprezzati come Riccardo III (1996) con Franco Branciaroli, Amleto (1998) con Kim Rossi Stuart, Otello (2002) con Michele Placido e Sergio Romano, Giulio Cesare di Shakespeare per Giorgio Albertazzi (2002), fino al recentissimo Riflessioni dul Sogno d’una notte di mezza estate, laboratorio dedicato a giovani attori professionisti.
In occasione dello spettacolo sono state organizzate diverse manifestazioni collaterali, tutte a ingresso libero: lunedì 18 ottobre alcuni interpreti del Re Lear leggeranno testi classici e moderni nell’ambito della premiazione del Premio per l’Innovazione Start Cup Trieste 2004.
L’appuntamento è all’Aula Magna dell’Università, in Piazzale Europa 1, alle ore 17.30. Matedì 19 ottobre alle ore 18 nel Foyer del Politema Rossetti la Compagnia del Re Lear e Antonio Calenda incontreranno il pubblico nel corso di una conferenza condotta da Peter Brown, direttore della British School di Trieste.
Giovedì 21 ottobre infine, alle ore 17.30, sempre nell’Aula Magna dell’Università di Trieste si terrà una conferenza sul tema Aristofane a teatro - Il nuovo Aristofane di Benedetto Marzullo: interverranno Antonio Calenda, Benedetto Marzullo, Silvana Monti, Andrea Tessier, mentre a Roberto Herlitzka saranno affidate alcune letture.
Dopo il Politeama Rossetti di Trieste, Re Lear sarà in tournée nazionale e toccherà i maggiori teatri italiani.
A Trieste, lo spettacolo andrà in scena secondo il seguente calendario: Turno Prime domenica 17 ottobre ore 20.30, la recita del TURNO A sarà anticipata a lunedì 18 ottobre alle ore 20.30, lo spettacolo per il TURNO B sarà programmato martedì 19 ottobre alle ore 20.30. Restano invece invariate le date per il TURNO E che rimane programmato per mercoledì 20 ottobre alle ore 16, per il TURNO C (sabato 23 ottobre, ore 20.30) e per il TURNO D (domenica 24 ottobre ore 16).
Sono ancora in vendita posti per lo spettacolo: la campagna abbonamenti alla Prosa si chiuderà con l’ultima replica del Re Lear, domenica 24 ottobre 2004.
Per ulteriori informazioni e acquisti ci si può rivolgere al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia (tel. 040/3593511) e presso la Biglietteria del Politeama Rossetti e il nuovo Ticket Point di Corso Italia Informazioni e possibilità di acquistare biglietti anche sul sito www.ilrossetti.it.
Lo spettacolo – diretto da Antonio Calenda – andrà in scena al Politeama Rossetti di Trieste a partire da domenica 17 ottobre, quando l’aprirsi del sipario sulla scena essenziale e metaforica del Re Lear segnerà l’apertura del nuovo cartellone.
Re Lear è stato ideato e provato al Politeama Rossetti nella passata primavera e dopo l’applaudito esordio al 56°Festival Shakespeariano al Teatro Romano di Verona, ritorna sul maggior palcoscenico regionale, forte di un cast che riunisce alcuni fra i migliori interpreti che il teatro italiano oggi possa vantare.
Roberto Herlitzka – che gli spettatori dello Stabile hanno ammirato spesso e, di recente, molto amato ne La Mostra di Claudio Magris, e che ha ricevuto nelle ultime due stagioni i premi più prestigiosi per il suo impegno teatrale e cinematografico – offre all’anziano Re tutte le sfumature che trascolorano fra fragilità e violenza, tenerezza e dolore. Accanto a lui Daniela Giovanetti dà vita al complesso personaggio di Cordelia, alla sua purezza, a quell’“Ama e taci” che segue fino alla fine come unica regola di vita. Luca Lazzareschi offre alla fondamentale figura di Edgar la propria intensità drammatica mentre Edmund, suo fratellastro e antagonista, si avvale del generoso e appassionato talento di Alessandro Preziosi.
E di grande spessore saranno le prove di Giorgio Lanza, teso ad affrontare un Gloucester in cui specularmente si riflettono i tormenti di Lear, di Rossana Mortara, di Osvaldo Ruggieri, tutti attori di riferimento dello Stabile, cui il regista ha chiesto un impegno interpretativo e d’analisi notevole.
Calenda ha infatti puntato su una lettura essenziale, lontana da clichés, che sapesse mettere in luce soprattutto la polisemia del testo, il meraviglioso, misterioso profilo di ogni personaggio e che ricreasse quell’universo irto di contraddizioni, in cui la verità, la giustizia sono mete raggiungibili solo attraverso la cecità e la follia. Un universo in cui la figura poetica di Lear appare dignitosa ma abbandonata, indifesa come un grande albero sradicato.
«(…) La tua sincerità sia dunque la tua dote: e infatti, per i sacri raggi del sole, per i misteri di Ecate e della notte, per tutti gli influssi delle sfere per cui esistiamo e cessiamo di esistere, qui io ripudio ogni mia cura paterna, affinità e legame di sangue, e d’ora in poi ti avrò sempre straniera al mio cuore e a me». Re Lear rivolge parole durissime alla propria figlia prediletta, Cordelia: la sua sola colpa è quella di non saper dar voce al proprio amore, usando i termini, la retorica che il padre vorrebbe e secondo cui egli intende misurare l’affetto della propria prole. Lear non immagina quale vuoto, o peggio, quali trame infide possano celarsi dietro le parole: e quindi si spoglia di ogni avere e autorità in favore delle figlie meno meritevoli.
È questo il nodo da cui scaturisce la tragedia del Re Lear di Shakespeare: uno dei maggiori capolavori della cultura occidentale – paragonato dalla critica moderna alla perfezione della Nona Sinfonia di Beethoven, del Parsifal wagneriano o del Giudizio Universale di Michelangelo – e contemporaneamente testo vivo, moderno, palpitante, veramente capace di “parlare” alle nostre platee.
«Re Lear – commenta Antonio Calenda – testimonia con sorprendente intensità il contrasto fra significante e significato, fra parola e sentimento, fra convenienza e sincerità… Un conflitto molto radicato in un mondo come il nostro, sempre più spesso dimentico dei valori profondi e incline a giustificare qualsiasi cosa – la guerra, la violenza, la disonestà – attraverso una ridda di parole vuote».
Il regista si è avvalso per l’allestimento della collaborazione dello scenografo Bruno Buonincontri e di Germano Mazzocchetti per le musiche di scena; Nino Napoletano ha curato il disegno luci dello spettacolo e il maestro d’armi Jerry Ferlan ha seguito gli attori che si battono in un duello che nello spettacolo allude a un combattimento kendo.
Particolarmente apprezzati – fin dall’esordio estivo a Verona – gli interpreti del Re Lear: Roberto Herlitzka (Lear, Re di Britannia), Daniela Giovanetti (Cordelia, figlia di Lear), Rossana Mortara (Gonerilla, figlia di Lear), Arianna Ninchi (Regana, figlia di Lear), Sebastiano Colla (Re di Francia/ Ufficiale al servizio di Edmund/ Gentiluomo, al Servizio di Cordelia), Adriano Braidotti (Duca di Borgogna), Marco Casazza (Duca di Cornovaglia, marito di Regana), Stefano Alessandroni (Duca di Albany, marito di Gonerilla), Osvaldo Ruggieri (Conte di Kent), Giorgio Lanza (Conte di Gloucester), Luca Lazzareschi (Edgar, figlio di Gloucester), Alessandro Preziosi (Edmund, figlio bastardo di Gloucester), Francesco Benedetto (Oswald, maggiordomo di Gonerilla), Claudio Tombini (Matto), Luciano Pasini (Cavaliere al Seguito di Lear ).
Per lo Stabile regionale questo allestimento del Re Lear rappresenta un nuovo importante passo nel percorso di ricerca che da anni ormai Antonio Calenda ha legato al teatro elisabettiano, ed ha significativi precedenti in lavori molto apprezzati come Riccardo III (1996) con Franco Branciaroli, Amleto (1998) con Kim Rossi Stuart, Otello (2002) con Michele Placido e Sergio Romano, Giulio Cesare di Shakespeare per Giorgio Albertazzi (2002), fino al recentissimo Riflessioni dul Sogno d’una notte di mezza estate, laboratorio dedicato a giovani attori professionisti.
In occasione dello spettacolo sono state organizzate diverse manifestazioni collaterali, tutte a ingresso libero: lunedì 18 ottobre alcuni interpreti del Re Lear leggeranno testi classici e moderni nell’ambito della premiazione del Premio per l’Innovazione Start Cup Trieste 2004.
L’appuntamento è all’Aula Magna dell’Università, in Piazzale Europa 1, alle ore 17.30. Matedì 19 ottobre alle ore 18 nel Foyer del Politema Rossetti la Compagnia del Re Lear e Antonio Calenda incontreranno il pubblico nel corso di una conferenza condotta da Peter Brown, direttore della British School di Trieste.
Giovedì 21 ottobre infine, alle ore 17.30, sempre nell’Aula Magna dell’Università di Trieste si terrà una conferenza sul tema Aristofane a teatro - Il nuovo Aristofane di Benedetto Marzullo: interverranno Antonio Calenda, Benedetto Marzullo, Silvana Monti, Andrea Tessier, mentre a Roberto Herlitzka saranno affidate alcune letture.
Dopo il Politeama Rossetti di Trieste, Re Lear sarà in tournée nazionale e toccherà i maggiori teatri italiani.
A Trieste, lo spettacolo andrà in scena secondo il seguente calendario: Turno Prime domenica 17 ottobre ore 20.30, la recita del TURNO A sarà anticipata a lunedì 18 ottobre alle ore 20.30, lo spettacolo per il TURNO B sarà programmato martedì 19 ottobre alle ore 20.30. Restano invece invariate le date per il TURNO E che rimane programmato per mercoledì 20 ottobre alle ore 16, per il TURNO C (sabato 23 ottobre, ore 20.30) e per il TURNO D (domenica 24 ottobre ore 16).
Sono ancora in vendita posti per lo spettacolo: la campagna abbonamenti alla Prosa si chiuderà con l’ultima replica del Re Lear, domenica 24 ottobre 2004.
Per ulteriori informazioni e acquisti ci si può rivolgere al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia (tel. 040/3593511) e presso la Biglietteria del Politeama Rossetti e il nuovo Ticket Point di Corso Italia Informazioni e possibilità di acquistare biglietti anche sul sito www.ilrossetti.it.
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