“PFM CANTA DE ANDRÈ” IL 1° APRILE AL POLITEAMA ROSSETTI
  • 31 Marzo 2005
  • Generale
La PFM - Premiata Forneria Marconi – sarà in scena al Politeama Rossetti ospite dello Stabile regionale “fuori abbonamento” venerdì 1 aprile alle ore 21. Il concerto celebra il venticinquesimo anniversario dell’ incontro del gruppo con uno dei più grandi cantautori italiani: Fabrizio De Andrè.

Era il 1979 quando il gruppo intraprese il fortunato tour De Andrè-PFM da cui, dopo poco uscì un altrettanto fortunato doppio album. Per ricordare questo straordinario successo il mitico gruppo ha ideato un concerto che ha toccato alcune delle più belle città italiane tra cui Firenze, Roma, Torino. Ora è la volta di Trieste.

Gli amanti del grande Faber non dovranno assolutamente perdere l’appuntamento PFM canta De Andrè, perché, proprio in omaggio a lui e alla sua poesia, saranno proposte le più famose e belle canzoni da lui scritte.

Per coloro che amano la musica italiana, ma anche il grande rock di respiro internazionale, la PFM ha un senso importante. Nomi come Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Fabio Premoli, Giorgio Piazza e Mauro Pagani sono per loro sinonimo di esperienze musicali di qualità, di sperimentazioni ricche d’intuizioni e prive di pregiudizi, di creazioni senza tempo che hanno entusiasmato generazioni di spettatori, gettando le radici del rock italiano.

E per chi fin dall’anno della fondazione – quel 1970 in cui la band beat I Quelli (che agli albori prevedeva addirittura Teo Teocoli quale voce del gruppo) si trasforma per dare vita alla Premiata Forneria Marconi – ha seguito l’evoluzione del leggendario complesso, altrettanto significativo è il traguardo del 1979. È infatti l’anno in cui la PFM (ormai sulla cresta dell’onda, applaudita a livello internazionale e forte di riconoscimenti davvero “storici”, come la scalata della classifica Billboard negli Stati Uniti) sceglie di avviare un’inedita collaborazione artistica con Fabrizio De Andrè.

Un gruppo rock e un cantautore: progetto ardito, ma assolutamente memorabile. Gli esiti dell’iniziativa sono talmente positivi da dare origine a due dischi live, il primo documenta il bellissimo tour che unisce per diversi mesi De Andrè e PFM; a seguire l’LP De Andrè e PFM in concerto vol.2. La musica del gruppo offre luce nuova alle più amate canzoni del cantautore, mentre a De André la PFM deve l’attenzione ai testi, che da questo momento assumono per il gruppo un rilievo mai esperito prima. La spregiudicatezza della scelta sono stati dunque largamente ricompensati…

E la forza, l’emozione di quest’esperienza vivono ancora oggi: l’autore di Bocca di rosa, de La canzone di Marinella, de La guerra di Piero non c’è più, ma nelle piazze, nei teatri le sue note coinvolgono, commuovono ancora, come durante quei magici concerti del 1979.

 
Nel 2004 infatti, a 25 anni dallo storico incontro, la PFM decide di fare omaggio all’amico Faber e parte con un tour intitolato PFM canta De André: è un susseguirsi di successi che conduce fino al Politeama Rossetti, dove – a oltre un anno dall’inizio del “giro” – è programmato un nuovo concerto.

«Mi ispirai ad alcune riflessioni della nostra ultima tourneé americana – ricorda Franz Di Cioccio, cui si deve l’idea originaria dell’unione con De Andrè – la voglia di sperimentare la nostra capacità espressiva a servizio di canzoni e poesie. In Usa erano frequenti le collaborazioni, Dylan con The band, Jackson Brown con gli Eagles, insomma un modo di sublimare forme di espressioni musicali in un unico affresco. Noi, artigiani della musica, (il nostro nome trae lo spunto dalla manualità, come in una bottega artigiana), ed il poeta cantante. Mi sembrava la più bella cosa per chiudere un decennio di utopia».

Per la PFM fu dunque naturale scegliere De André: «De André in quel decennio – continua infatti Di Cioccio – sia come autore che come musicista, ebbe un ruolo primario. Incarnava ciò che di poetico ognuno di noi si portava dentro. Le sue storie erano frustate ai benpensanti, erano la lente per guardare in fondo alle nostre coscienze, erano lo specchio dove erano riflessi anche i destini degli ultimi e dei più emarginati. Fabrizio era capace di rimodellare la realtà sofferente e farla diventare poesia. Come musicista ha sempre cercato una sponda collaborativa insieme ai suoi compagni di viaggio, con l’idea di non essere schiavo di mode e modi, ma seguendo un percorso più vicino ai canoni dell’avventura e della curiosità. La non ripetitività nell’arte è sempre un buon esercizio per salvaguardare la creatività. PFM ha sempre fatto ogni disco differente dal precedente e anche Fabrizio aveva questa strana, sana attitudine».
Sono ancora disponibili biglietti per tutte le sezioni: platea A € 30 (interi), € 27 (ridotti); platea B € 26 (interi), € 24 (ridotti); platea C € 22 (interi), € 20 (ridotti); gallerie € 15 (interi), € 13 (ridotti); loggione €7,50.
 
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