OTTAVIA PICCOLO IN “TERRA DI LATTE E MIELE”
  • 28 Gennaio 2005
  • Generale
Ritorna al pubblico di Trieste un’attrice molto amata per la sua grande bravura e la sua sensibilità che anche sta volta toccherà i  nostri cuori e le  nostre menti. Ottavia Piccolo, dà voce a Terra di latte e miele. Lo spettacolo, prodotto da La Contemporanea è in realtà un monologo scritto da Manuela Dviri, alla sua prima esperienza di scrittura teatrale e aiutata da Silvano Piccardi che ne firma anche la regia.

Con Terra di Latte e Miele, Ottavia Piccolo, da sempre impegnata per la pace, racconta un mondo tragicamente lontano dal nostro. Non vuole essere una bandiera o uno slogan politico, è un pezzo di vita vera, è la scoperta – dura, concreta - di cosa significhino per le persone in carne e ossa i grandi eventi che sconvolgono la loro e la nostra esistenza, e di cui paradossalmente la televisione, i giornali non ci sanno comunicare la vera, drammatica portata.
Sappiamo cosa succede nel cuore e nella mente di una persona “qualunque” che vive a Tel Aviv, o a Gerusalemme, o a Betlemme, o a Gaza, in una “qualunque” giornata di ordinaria carneficina? È da questa domanda che nasce l’idea del regista, idea che, dopo l’incontro con Manuela Dviri Vitali Norsa - giornalista e scrittrice ebrea, italiana di nascita e israeliana per scelta - è diventata realtà. Proprio grazie ai racconti della sua quotidianità a Tel Aviv è nato il testo di questo spettacolo: Ottavia Piccolo - interprete toccante e delicata, che ritorna al Rossetti - porta in scena il dramma di una donna che convive con la guerra, ma continua a lottare per la pace.

Terra di Latte e Miele è la definizione biblica della Terra Promessa, di Israele, e proprio qui, in un sabato prima della Pasqua del 2002 è ambientata la particolare giornata di Leah. La donna è sola in casa perché il marito, ebreo ortodosso, è andato in sinagoga. Lei approffitta della solitudine per lavorare al suo documentario, “Medio Oriente: guida al turista che non c’è” e per parlare al telefono con le sue amiche, Maria e Hanan, la prima è un’insegnante cattolica, la seconda una giornalista musulmana.  Tutto sembra essere tranquillo finché la tragedia di bombardamenti e rappresaglie dell’esercito israeliano ricomincia all’esterno della sua bella casa. Ciò avvia in Leah un viaggio interiore fatto di dubbi, di domande e di ricordi delle persone più amate: il padre, il marito e il figlio, simbolo di un futuro spezzato dalla guerra. Ma il doloroso tourbillon di pensieri viene improvvisamente bloccato da una sconvolgente telefonata...
 
Sarà un tourbillon di emozioni anche per il pubblico della Sala Bartoli, che dal 28 gennaio al 6 febbraio si troverà di fronte, non solo le immagini di una tragedia lontana data alla tv, ma un dramma di una donna vera, con una famiglia, un figlio ucciso, che, grazie a questo spettacolo è vicina a noi.

Ad animare la realistica scena firmata da Marco Capuana ci saranno dunque, Ottavia Piccolo e Enzo Curcurù (figlio di Leah), le musiche sono a cura di Luigi Cinque ed il filmato è di Miranda Nocelli, tutto per la regia di Silvano Piccardi che ha anche collaborato alla stesura del testo.
Lo spettacolo è in abbonamento per “altripercorsi”; i biglietti ancora disponibili sono in vendita a 15 euro (Interi), con riduzione Under 25 a euro 12,50.
 
Congratulazioni

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