DAL 2 AL 6 FEBBRAIO: “PICCOLI CRIMINI CONIUGALI”
- 1 Febbraio 2005
- Generale
Ritornano sul palcoscenico del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
la raffinatezza e l’intensità espressiva di due grandi protagonisti
delle nostre scene come Andrea Jonasson e Gianpiero Bianchi. Ritorna a
coinvolgerci la drammaturgia emozionante e intelligente di uno dei più
accreditati autori del nostro tempo, il francese Eric-Emmanuel Schmitt:
il tutto concertato dalla profonda esperienza di Sergio Fantoni che
firma la regia dello spettacolo.
È molto atteso il debutto di Piccoli crimini coniugali testo di Schmitt portato in scena per la prima volta in Italia da La Contemporanea srl con il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia: una nuova produzione che lo Stabile regionale affronta nel segno dell’attenzione verso la drammaturgia dei nuovi autori, capaci di raccontare con sensibilità e acutezza il tempo e le inquietudini che ci appartengono.
Eric-Emmanuel Schmitt ha già conquistato il pubblico dello Stabile regionale in passato con Il Visitatore, diretto da Calenda con Turi Ferro e Kim Rossi Stuart e con Variazioni Enigmatiche interpretato da Glauco Mauri e Roberto Sturno e ospite del cartellone nel 2001.
Le premesse per un altro appuntamento di teatro di grande emozione ci sono tutte: a partire dal tema su cui l’autore sceglie di riflettere e che percorre tutte le sue opere, osservato dalle angolazioni più disparate.
Chi è veramente la persona che amiamo? Sembra chiedersi ora l’autore, ponendo al centro di Piccoli crimini coniugali la realtà di una coppia matura. Sposati da quindici anni Lisa e Gilles hanno conosciuto i palpiti dell’amore che sboccia, la sicurezza di una rodata e borghese vita a due, ma hanno potuto anche sentire i sintomi della crisi introdursi nel loro menage, hanno capito come la quotidianità possa offuscare i sogni, gli entusiasmi dei primi giorni, hanno imparato a sopportare la noia, il senso di solitudine, le reciproche chiusure… Fino quasi a non riconoscersi più, fino a convivere senza comprendere il cuore l’uno dell’altro.
«Ti adoravo e mi scordavo di dirtelo»: la chiave della loro crisi potrebbe essere in quest’ammissione dolorosa eppure così “naturale” di Gilles, come pure in mille altri piccoli, ma forse importantissimi motivi, su cui per comodità, per fretta, per paura, spesso si sorvola.
Schmitt decide di non sorvolare, di affrontare l’argomento - continuamente e vacuamente sezionato da fin troppe inchieste di giornalisti e sociologi – ponendoci davanti a un serrato confronto fra Gilles e Lisa, un confronto da cui sarà impossibile non restare coinvolti.
La macchina drammaturgica costruita da Schmitt infatti è impeccabile, efficace, ricca di ritmo; ci sono inattesi colpi di scena, un gioco di bugie e disvelamenti che tramuta l’idilliaco quadro borghese da cui lo spettacolo prende il via in un orizzonte sempre più inquietante, misterioso e contemporaneamente “vero”. Per Gilles e Lisa inventa un dialogo tenero e violento, appassionato e dolente, in perfetto equilibrio fra cinismo e sensibilità, commozione e ironia che li porterà a guardarsi dentro senza pudore, a svelare le pieghe più intime del loro legame.
Il plot rimane avvolto nel mistero che fino all’ultimo l’autore ha protetto attraverso meccanismi quasi da “giallo”, limitandoci a introdurre la storia che inizia da un banale incidente domestico accaduto a Gilles. Ciò gli procura una totale amnesia: per recuperare, i medici gli permettono di ritornare a casa “fra le cose di sempre”, dolcemente accudito dalla moglie Lisa che lui però non riconosce. Lisa si adegua delicatamente alla situazione, cerca di smorzare le tensioni, ma l’ansia di sapere, di ricordare il passato del marito porta presto il loro dialogo a toni allusivi, di profonda intensità.
Guidati dalla grande esperienza di Sergio Fantoni, ammireremo in scena negli impegnativi ruoli di Lisa e Gilles due interpreti di altissimo livello: Andrea Jonasson e Gianpiero Bianchi offriranno il loro appassionato talento, la loro eleganza e la loro sensibilità a queste due toccanti figure del nostro tempo.
Prodotto da La Contemporanea con il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, Piccoli crimini coniugali sia avvale delle scene e del disegno luci di Nicolas Bovey e delle scene di Cesare Picco. Il regista Fantoni ha firmato anche la versione italiana del testo.
Lo spettacolo è in abbonamento per il percorso “Prosa”; i biglietti ancora disponibili sono in vendita a 27,50 euro (Platea A), a euro 24 (Platea B), a 19 euro (Platea C) e a 14 euro (Gallerie), con riduzione per chi non supera i 25 anni d’età.
È molto atteso il debutto di Piccoli crimini coniugali testo di Schmitt portato in scena per la prima volta in Italia da La Contemporanea srl con il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia: una nuova produzione che lo Stabile regionale affronta nel segno dell’attenzione verso la drammaturgia dei nuovi autori, capaci di raccontare con sensibilità e acutezza il tempo e le inquietudini che ci appartengono.
Eric-Emmanuel Schmitt ha già conquistato il pubblico dello Stabile regionale in passato con Il Visitatore, diretto da Calenda con Turi Ferro e Kim Rossi Stuart e con Variazioni Enigmatiche interpretato da Glauco Mauri e Roberto Sturno e ospite del cartellone nel 2001.
Le premesse per un altro appuntamento di teatro di grande emozione ci sono tutte: a partire dal tema su cui l’autore sceglie di riflettere e che percorre tutte le sue opere, osservato dalle angolazioni più disparate.
Chi è veramente la persona che amiamo? Sembra chiedersi ora l’autore, ponendo al centro di Piccoli crimini coniugali la realtà di una coppia matura. Sposati da quindici anni Lisa e Gilles hanno conosciuto i palpiti dell’amore che sboccia, la sicurezza di una rodata e borghese vita a due, ma hanno potuto anche sentire i sintomi della crisi introdursi nel loro menage, hanno capito come la quotidianità possa offuscare i sogni, gli entusiasmi dei primi giorni, hanno imparato a sopportare la noia, il senso di solitudine, le reciproche chiusure… Fino quasi a non riconoscersi più, fino a convivere senza comprendere il cuore l’uno dell’altro.
«Ti adoravo e mi scordavo di dirtelo»: la chiave della loro crisi potrebbe essere in quest’ammissione dolorosa eppure così “naturale” di Gilles, come pure in mille altri piccoli, ma forse importantissimi motivi, su cui per comodità, per fretta, per paura, spesso si sorvola.
Schmitt decide di non sorvolare, di affrontare l’argomento - continuamente e vacuamente sezionato da fin troppe inchieste di giornalisti e sociologi – ponendoci davanti a un serrato confronto fra Gilles e Lisa, un confronto da cui sarà impossibile non restare coinvolti.
La macchina drammaturgica costruita da Schmitt infatti è impeccabile, efficace, ricca di ritmo; ci sono inattesi colpi di scena, un gioco di bugie e disvelamenti che tramuta l’idilliaco quadro borghese da cui lo spettacolo prende il via in un orizzonte sempre più inquietante, misterioso e contemporaneamente “vero”. Per Gilles e Lisa inventa un dialogo tenero e violento, appassionato e dolente, in perfetto equilibrio fra cinismo e sensibilità, commozione e ironia che li porterà a guardarsi dentro senza pudore, a svelare le pieghe più intime del loro legame.
Il plot rimane avvolto nel mistero che fino all’ultimo l’autore ha protetto attraverso meccanismi quasi da “giallo”, limitandoci a introdurre la storia che inizia da un banale incidente domestico accaduto a Gilles. Ciò gli procura una totale amnesia: per recuperare, i medici gli permettono di ritornare a casa “fra le cose di sempre”, dolcemente accudito dalla moglie Lisa che lui però non riconosce. Lisa si adegua delicatamente alla situazione, cerca di smorzare le tensioni, ma l’ansia di sapere, di ricordare il passato del marito porta presto il loro dialogo a toni allusivi, di profonda intensità.
Guidati dalla grande esperienza di Sergio Fantoni, ammireremo in scena negli impegnativi ruoli di Lisa e Gilles due interpreti di altissimo livello: Andrea Jonasson e Gianpiero Bianchi offriranno il loro appassionato talento, la loro eleganza e la loro sensibilità a queste due toccanti figure del nostro tempo.
Prodotto da La Contemporanea con il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, Piccoli crimini coniugali sia avvale delle scene e del disegno luci di Nicolas Bovey e delle scene di Cesare Picco. Il regista Fantoni ha firmato anche la versione italiana del testo.
Lo spettacolo è in abbonamento per il percorso “Prosa”; i biglietti ancora disponibili sono in vendita a 27,50 euro (Platea A), a euro 24 (Platea B), a 19 euro (Platea C) e a 14 euro (Gallerie), con riduzione per chi non supera i 25 anni d’età.
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28 Gennaio 2005
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