NATALINO BALASSO E GABRIELE VACIS PRESENTANO ALLO STABILE REGIONALE IL LORO "VIAGGIATORI DI PIANURA"
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20 Febbraio 2009
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Generale
«L’acqua del mondo si sposta da una
parte all’altra, s’innamora della luna sballottando i nostri destini.
Il mare è uno solo e ha i fiumi per chioma, e noi, come al solito,
cerchiamo nelle cose un ordine che ci faccia aggrappare alla salvezza» Natalino Balasso introduce con queste parole Viaggiatori di pianura il suo lavoro più recente di cui è autore – assieme al regista Gabriele Vacis – e interprete assieme a un cast di primo livello.
Lo spettacolo sarà in scena per soli due giorni – il 23 e 24 febbraio – al Politeama Rossetti per il cartellone altripercorsi dello Stabile regionale.
Chi conosce il notevole e singolare talento di Balasso e l’incisiva e
interessante personalità di Vacis (fondatore del Teatro Settimo, culla
negli anni Ottanta della nuova tendenza del teatro di affabulazione e
delle sperimentazioni di artisti eccellenti quali Marco Paolini, Laura
Curino, Eugenio Allegri), già immagina di doversi aspettare uno
spettacolo particolare.
Viaggiatori di pianura lo è
senza dubbio, fin dal tema scelto: l’acqua. Non si tratta però di acqua
ristoratrice, trasparente e generatrice di vita: tutt’altro. Agli
autori è interessata l’acqua che distrugge, che sfugge al controllo
dell’uomo e allaga, spiana, inonda…
Lo spettacolo si ambienta su un treno ad alta velocità che attraversa
la pianura: quattro viaggiatori fanno conoscenza e, chiacchierando,
scoprono di avere qualcosa in comune. Ognuno di loro, in tempi e luoghi
diversi è scampato alla furia dell’acqua: i loro racconti si sviluppano
e ingigantiscono come quelli dei pescatori, ciascuno vorrebbe aver
avuto l’avventura più spaventosa, corso il pericolo maggiore.
C’è Regina, una signora matura, cui Laura Curino
dona la cadenza lenta di chi è nato nella pianura padana: si è sposata
il 18 novembre 1951, proprio il giorno in cui il Po ha rotto gli indugi
e gli argini allagando ogni cosa, e il suo cuore ancora è abitato dallo
stupore e dallo shock di aver visto persone e cose inghiottite per
sempre dai flutti. Accanto a lei siede Ce-dric Lafontaine, veneto di
terza generazione e scatenato chitarrista in un complesso blues di New
Orleans: un simile personaggio non poteva che avere la verve e lo
spirito di Natalino Balasso. A
lui è toccato l’incontro violento con l’uragano Katrina che ha
interrotto un suo concerto: a salvarlo sono le impensate doti di
galleggiamento del contrabbasso, a cui si aggrappa assieme al collega
strumentista. Il giovane Christian Burruano
interpreta invece l’animatore di un villaggio turistico a Pi Pi Iland,
nell’Oceano Indiano: altro matrimonio infausto, il suo, celebrato il
giorno di Natale 2004, la vigilia dello spaventoso Tsunami che ha
sconvolto quella parte del mondo… Assieme a questi tre “sopravvissuti”
viaggia un quarto personaggio, che ha il volto di Lyiu Jin, ed è
destinato a scompigliare i fili della trama e a restare – fino
all’ultimo – nel mistero.
«Sono convinto – ha spiegato Vacis in una recente intervista – che le
guerre del ventunesimo secolo saranno combattute per l’acqua. A noi
sembra inesauribile, ma non è vero (…) L’acqua è l’elemento più
importante, il nostro stesso corpo è composto per lo più di acqua:
parlarne è come affrontare l’elemento primordiale da cui tutto ha
origine».
La metafora dell’acqua ha dunque molto rilievo nello spettacolo, anche
se passa attraverso storie piccole, raccontate spesso con accenti
ironici, che poi si compongono sorprendentemente in un unico e più
vasto quadro. È una linea tipica del teatro di narrazione di Vacis, che
non rinuncia mai a un impegno, a una riflessione… «Altri miei
spettacoli sono stati più espliciti da questo punto di vista – ha
commentato il regista – ma certamente anche Viaggiatori di pianura si
può annoverare in questo filone, anche perché il teatro civile che
faccio io racconta delle storie, non dà mai giudizi. Con Viaggiatori di
pianura poi, stiamo recuperando una dimensione che mi era cara
all’inizio, una sorta di coniugazione fra parola e immagine. Il teatro
evoca più che mostrare: ecco che qui diventano importanti anche le
scenofonie, perché stiamo sperimentando una narrazione fatta di
richiami, ambienti, atmosfere, sensazioni».
Per l’allestimento, Vacis ha collaborato con Roberto Tarasco per la
scenofonia e con Lucio Diana per le scene. Viaggiatori di pianura è una
produzione del Teatro regionale alessandrino.
Le repliche a Trieste sono due soltanto, lunedì 23 e martedì 24 febbraio con inizio sempre alle ore 20.30.
L’ufficio stampa