IL TEATRO STABILE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA AL DUOMO DI MILANO
18 Aprile 2005
Generale
A quarant'anni dalla prima rappresentazione, a sessant'anni dalla fine
della guerra e ad un decennio dalla scomparsa di Padre David Maria
Turoldo viene riproposta sulle scene d'Italia Salmodia della Speranza.
L’opera viene presentata sulla scena grazie all’iniziativa e
all’impegno dell’Associazione Salmodia della Speranza Onlus – cui
partecipano diverse realtà - e del Teatro Stabile del Friuli-Venezia
Giulia che produce lo spettacolo: ne sono interpreti Moni Ovadia e
Maddalena Crippa con la supervisione artistica di Giulio Mandelli, le
musiche di Gaetano Liguori, la co-regia e le luci di Gigi Saccomandi,
la realizzazione video di Luca Scarsella.
Il debutto sarà giovedì 21 aprile 2005 alle ore 21 al Duomo di Milano.
L’iniziativa sarà presentata a Milano in conferenza stampa martedì 19
aprile alle ore 12.
Per lo Stabile regionale – che già negli anni sessanta e poi nel 1993
ha messo in scena testi di Turoldo, rispettivamente Il matrimonio di
Lorenzo e Amici, devo dirvi – ha un significato particolare affrontare
la prosa di questo grande uomo, artista e intellettuale friulano.
La riproposta di Salmodia della Speranza
rappresenta un evento storico-artistico che pone la figura e l’opera di
Padre Turoldo all'attenzione dei mass-media e del pubblico, soprattutto
giovane, che verranno coinvolti sul territorio, dove si manifesta la
società civile.
Mettere in scena oggi, a quarant'anni di distanza, la liturgia di Salmodia della Speranza
significa comunicare un invito forte e concreto a non dimenticare le
cause di quella "follia" che ancora contagia altri paesi lontani e
richiama ogni giorno anche la nostra personale e sociale
responsabilità: la lotta dell'uomo, dell'umanità intera per la
liberazione, contro il male dentro e fuori di noi.
La prima teatrale di Salmodia della Speranza
si svolse a Sesto san Giovanni il 22 aprile 1965 in occasione delle
celebrazioni "unitarie" per il ventennale della Liberazione.
Il legame fra Sesto e Padre Turoldo si fondò sull'amicizia, profonda e
duratura, tra lui e tanti cittadini sestesi che lo coinvolsero in molte
pagine della storia di questa città. L'affetto per lui e l'impegno alla
fedeltà al suo alto insegnamento - "non perdere mai la speranza specie
nei momenti difficili" - hanno spinto i promotori di questo Evento
2005, a riprendere in mano, a quarant'anni di distanza, quel testo come
una fiaccola da far risplendere ancora sulle scene per il suo valore
poetico, oltre che civile e religioso.
Un messaggio che oggi suona ancora più universale e profetico,
strutturato sui momenti liturgici della Messa (Introito, Kyrie Eleison,
Offertorio, Consacrazione, Comunione, Ite Missa Est) e che attraversa
la drammatica esperienza dell'Europa prima e durante la Seconda Guerra
Mondiale: l'ascesa al potere dei dittatori, il nazismo, il razzismo, il
grande conflitto, la Resistenza.
La qualità sacrale e spirituale tipica delle opere turoldiane si
manifesta con la cadenza del genere "salmico"; canti ispirati
cristianamente, in parte recepiti dalle lettere dei condannati a morte
della Resistenza. Un percorso esistenziale che partendo dalle lotte e
dagli odi che lacerano il paese, attraverso il perdono finale giunge ad
invocare la perenne rigenerazione dell'umanità.
Il testo turoldiano, dopo il debutto al Duomo di Milano il 21 aprile, replicherà a Sesto San Giovanni il 23 aprile.