“IL COMICO E LA SPALLA” IN SCENA AL POLITEAMA ROSSETTI DAL 13 AL 17 APRILE
  • 12 Aprile 2005
  • Generale
Unisce molti preziosi talenti, l’allestimento de Il comico e la spalla, prodotto dal Teatro Stabile di Catania e atteso al Politeama Rossetti per il cartellone “Prosa” del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia da mercoledì 13 a domenica 17 aprile 2005.
Lo spettacolo infatti nasce dalla penna di un grande autore contemporaneo quale Vincenzo Cerami e si avvale delle firme altrettanto prestigiose di Jean-Claude Penchenat per la regia, di Roberto Moscoso per le scene e i costumi e di Nicola Piovani per le musiche (che sono rese dal vivo in scena, dal fisarmonicista Fabio Ceccarelli).
Soprattutto, è affidato alla sensibilità e all’esperienza di due interpreti di notevole scuola come Tuccio Musumeci e Pippo Patavina, cui si affiancano Anna Malvica e Clotilde Sabatino.

Un atto d’amore verso due figure - il comico e la spalla - che appartengono alla cultura e alla tradizione dello spettacolo italiano e radicano i loro archetipi nel mondo della farsa più antica, poi della commedia dell’arte e tracciano un fil rouge attraverso i secoli, fiorendo nel varietà, nel cinema e nella televisione. Un atto di fiducia verso il teatro che – anche quando pone sul palcoscenico figure lievi, che appartengono all’ambito della comicità – è sempre in grado di offrire agli occhi del pubblico una profonda e significativa metafora della vita. Vincenzo Cerami sviluppa lungo queste due dimensioni il testo de Il comico e la spalla, che parte raccontando il divertente e burrascoso rapporto fra due anziani artisti, dal loro bagaglio di memorie comuni, reciproche dipendenze, taciute frustrazioni, per tracciare un profondo e toccante ritratto di due figure di grande umanità.

Alfio e Carmelo: un binomio che sulle scene da anni raccoglie enorme successo e che dietro le quinte cela un mondo di piccole tumultuose rivalità e di grandi, inscindibili e affettuose simbiosi. Sono loro al centro dell’invenzione di Cerami. Nel primo atto, la pièce ce li presenta nel pieno della loro attività: in scena, i due comici stanno interpretando uno spettacolo esilarante ma dal tragico finale, in cui Carmelo – la spalla – frustrato dalla sua posizione rispetto ad Alfio, uccide il collega.
Nel secondo atto, Alfio e Carmelo sono ritratti invece nella loro realtà di persone, spogliati dei loro ruoli e dei costumi sono semplicemente Ernesto ed Orazio. Continuano però intimamente ad essere “il comico e la spalla”: nel loro dialogo riecheggiano le battute, le intenzioni, i sottili reciproci attacchi che già abbiamo sentito sulla scena e che evidentemente fanno ormai parte della loro esistenza, dell’universo chiuso che negli anni si sono costruiti, e dove rimangono protetti ma anche “impermeabili” rispetto a ciò che accade nel resto del mondo.

Il mondo “esterno” giunge loro attraverso il simpatico contrappunto di Marta, la padrona della pensione in cui alloggiano, ma nel secondo tempo i due protagonisti dovranno resistere a una prova ben più forte: l’impeto imprevedibile della bella figlia di Orazio, che un gioco crudele del destino, vorrebbe ora amante di Ernesto. Ma nemmeno un colpo così violento, una folata così palpitante di vita “vera” e di sentimento come è quello incarnato dalla giovane donna, riescono a scalfire il rapporto fra i due, che scricchiola, si colora di smarrimento, di conflittualità ma alla fine si ricompone. Ed Ernesto e Orazio – imprigionati ormai definitivamente nelle dinamiche di palcoscenico – finiscono per ridere anche di questa delicata e privata situazione.

Una commedia per ridere e per riflettere dunque, quella che ci propone Il comico e la spalla. Il pubblico dello Stabile regionale ha già avuto modo di apprezzare in passato i frutti della creatività di Vincenzo Cerami – fra gli scrittori più accreditati del nostro tempo – e di Nicola Piovani: se con il film da Oscar La vita è bella la loro popolarità è salita alle stelle, a Trieste il loro talento era già stato applaudito sul palcoscenico in Canti di scena e Il signor Novecento.

Il regista francese Penchenat – fondatore con Ariane Mnouchkine negli anni Sessanta  del celeberrimo Théâtre du Soleil – regala allo spettacolo un accento d’essenzialità che lo arricchisce molto.

Tuccio Musumeci (che nelle passate stagioni è stato ospite del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia per I vicerè di De Roberto e più recentemente in Annata Ricca di Nino Martoglio) interpreta Alfio-Orazio, mentre a Pippo Pattavina (applaudito a Trieste ne La governante di Brancati e nello shakespeariano Molto rumore per nulla) spetta il compito di portare sulla scena Carmelo-Ernesto. La vivacità espressiva di Marta, la padrona di casa è invece affidata a Anna Malvica, mentre il ruolo delicato e intenso di Cristina è interpretato da Clotilde Sabatino.

Fabio Ceccarelli – significativamente presente in scena - fa vibrare dal vivo il sapiente commento musicale all’azione composto da Piovani.
Ha curato le luci dello spettacolo Fabio Buzzanca.

Il comico e la spalla – novità assoluta di Vincenzo Cerami – è in scena al Politeama Rossetti da mercoledì 13 a domenica 17 aprile, in abbonamento per la stagione “Prosa”, che si concluderà con lo spettacolo di produzione Persiani.


I biglietti ancora disponibili sono in vendita a 27,50 euro (Platea A), a euro 24 (Platea B), a 19 euro (Platea C) e a 14 euro (Gallerie), con riduzione per chi non supera i 25 anni d’età.

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