“DAL WALZER ALLO SWING” CON L'ORCHESTRA FILARMONIA VENETA
  • 23 Dicembre 2004
  • Generale
Ritorna al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia il tradizionale concerto Dal walzer allo swing diretto dal Maestro Romolo Gessi, protagonisti ancora una volta la grande musica fra fine ottocento e il secolo scorso, i ritmi appassionati del walzer e quelli più sincopati e vivaci dello swing americano.

A eseguire l’affascinante programma  sarà una pregevole formazione – l’Orchestra Filarmonia Veneta – di cui sarà ospite per il concerto triestino un solista di  primo livello quale il Maestro Nazzareno Carusi, che applaudiremo al pianoforte.

Il concerto – organizzato dall’Associazione Internazionale dell’Operetta e dal Teatro Stabile regionale in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Trieste, la Fondazione CRTrieste, l’Associazione Musicale Aurora Ensemble – avrà inizio alle ore 20.30. I biglietti sono ancora disponibili ai consueti punti vendita a 7 euro (con riduazione a 5 euro per gli abbonati del Teatro Stabile regionale).

Un secolo esatto separa la nascita di Johann Stauss Senior, avvenuta nel 1804, dalla scomparsa di Antonin Dvořák e dalla contemporanea nascita di Glenn Miller: cent’anni di storia densa di avvenimenti, di innovazioni e profondi mutamenti, che si riflettono inevitabilmente anche sui diversi stili musicali di questi compositori, passando dai fasti dell’impero asburgico al ritmo sincopato del jazz. Tutto questo ci sarà narrato dal concerto Dal walzer allo swing.
Strauss è considerato, insieme a Lanner, l’ideatore del Wiener Walzer. Tra gli oltre centotrenta valzer da lui composti quello intitolato Loreley Rhein Klänge è certamente il più famoso, con i caratteristici richiami del corno e le sue forti contrapposizioni dinamiche, evocanti il magico mondo delle ninfe che, secondo la leggenda, popolavano le acque del fiume Reno.

L’orchestra sarà poi impegnata in Unter dem Doppeladler, Sotto l’aquila a due teste, la brillante marcia di Josef Wagner, dedicata al simbolo araldico dell’impero austroungarico, mentre Donauwellen, Onde del Danubio – che seguirà – è uno dei valzer più rappresentativi di Josif Ivanovici, composto durante la permanenza dell’autore nel porto fluviale di Galati, nell’odierna Romania. La sua indimenticabile linea melodica, che contrappone momenti malinconici ad altri ricchi di brio, rievoca splendidamente l’immagine del corso del fiume che, dopo aver attraversato Vienna e Budapest, si avvia solenne verso il grande delta sul Mar Nero. Con la Suite ceka, Dvořák riunisce melodie e danze della sua terra natale e il concerto si avvia verso la sua parte centrale: scritta nel 1879, subito dopo la prima raccolta delle Danze slave, la Suite alterna pagine di intensa poesia a cellule ritmiche spigliate, dal periodo irregolare a gruppi dispari, tipico della musica popolare boema.

Ottant’anni or sono, nel 1924, all’Aeolian Hall di New York si tenne un memorabile concerto intitolato “An Experiment in Modern Music”. Il programma prevedeva opere di musicisti affermati, tra i quali Irving Berlin e Victor Herbert e la prima assoluta di una nuova American Rhapsody di George Gershwin, con l’autore stesso al pianoforte. All’ultimo momento, Gershwin cambiò il titolo in uno più originale, che richiamasse sia il mondo dei colori e della pittura, che amava profondamente, sia una delle particolarità del jazz, la cosiddetta blue note: era nata la Rhapsody in Blue e fu un successo straordinario. Nella seconda parte del concerto ascolteremo questo meraviglioso brano.

Nel volgere di qualche decennio, il ritmo dello swing si affermò ovunque. E se il secolo precedente era stato caratterizzato dalla prevalenza della scrittura musicale per gli strumenti ad arco il nuovo sound puntava decisamente sull’apporto dei fiati e delle percussioni. Non si era mai visto prima di allora dirigere un’orchestra suonando il trombone: eppure Miller non solo lo fece ma riuscì a lanciare un nuovo modo di far musica con i suoi brani originali, tra i quali spicca l’intramontabile Moonlight Serenade, e gli innumerevoli arrangiamenti, da St. Loius Blues a Chattanooga Choo Choo. All’apice del successo, arruolato per prestare servizio militare durante la seconda guerra mondiale, fondò e diresse la Jazz Band dell’aviazione statunitense e interalleata fino al 15 dicembre del 1944. In quel fatidico giorno, l’aereo del maggiore Miller si alzò in volo dalla base di inglese di Bedford, per una missione, svanendo nella nebbia, per sempre.: la brillante conclusione del concerto sarà affidata a queste indimenticabili pagine.

Congratulazioni

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