DAL 5 GENNAIO È IN SCENA “LA BROCCA ROTTA”
- 3 Gennaio 2005
- Generale
Si apre con una delle più belle commedie mai scritte – La brocca rotta di Heinrich von Kleist – il nuovo anno al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia.
La applaudiremo – nell’eccellente versione firmata da Cesare Lievi, annoverata dal pubblico e dalla critica fra le migliori produzioni dell’ultima stagione teatrale italiana – da mercoledì 5 a domenica 9 gennaio 2005, protagonisti Franca Nuti (Marta Rull) e Gian Carlo Dettori (il giudice Adamo).
Di primo livello anche il resto della compagnia che affianca questi due grandi e raffinati maestri della nostra scena: Sandra Toffolatti (Eva, figlia di Marta), Marco Balbi (consigliere Walter), Emanuele Carucci Viterbi (cancelliere Licht), Leonardo de Colle (Ruprecht, fidanzato di Eva), Piero Domenicaccio (Viet Tümpel, contadino, padre di Ruprecht), Giuseppina Turra (Brigida), Paola Di Meglio e Carlotta Viscovo (rispettivamente prima e seconda serva).
Firmano l’allestimento assieme a Lievi – la cui sensibilità e competenza assicurano una pregevole regia e traduzione all’opera – Maurizio Balò per le scene e i costumi e Gigi Saccomandi per le luci.
La brocca rotta è nata quasi per scherzo: Heinrich von Kleist infatti iniziò a scriverla nel 1803, in seguito a una scommessa con alcuni amici che si sfidarono a tradurre il soggetto di un quadro ognuno in una diversa forma letteraria. Ma la dimensione dello “scherzo” va oltre la genesi dell’opera: La brocca rotta infatti è interamente costruita come un gioco di simulazioni e sotterfugi fra i personaggi, che – per motivi diversi – mirano a oscurare un fatto, dando ad intendere di volerlo invece chiarire.
Il giudice Adam insidia di notte la bella Eva: lei gli resiste, lui fugge ma incappa nel fidanzato della ragazza che lo picchia di santa ragione. Nel tafferuglio viene rotta una brocca di valore e Marta, la madre di Eva, pretende un risarcimento e che sia fatta luce sulla vicenda: da qui il “processo per indizi” che è alla base della commedia. Fin dall’inizio il pubblico è al corrente di quale sia la verità: il divertimento allora sta proprio nell’osservazione delle dinamiche attraverso cui i protagonisti manipolano la realtà, la rendono confusa.
Un altro piano di “gioco” per Kleist è quello della lingua: un mezzo da tutti ritenuto attendibile ma contemporaneamente da tutti usato per camuffare il vero e occultare i propri scopi. E in questa “inattendibilità della comunicazione” – oltre che nella critica dell’autore a una giustizia che è fondamento dell’ordine sociale, ma si rivela fragile e amministrata da uomini imperfetti e corruttibili – s’individuano stretti parallelismi con la società attuale, dominata dalla retorica vuota e da una giustizia troppo spesso torbida e inaffidabile…
Comunque sia, il grande autore romantico suggerisce tali riflessioni attraverso una commedia di rara perfezione che inspiegabilmente è poco frequentata in Italia: accuratissima – e da non perdere dunque – l’edizione di Cesare Lievi che si attiene con molto rispetto alle indicazioni kleistiane (rappresentando lo spettacolo come un atto unico, ripristinando la scena finale che avvolge Eva di una luce ambigua.
Dopo la Caterina di Heilbronn (applaudita nel 1998 anche al Politeama Rossetti), il regista ritorna all’opera kleistiana con uno spettacolo che coniuga armoniosamente il divertimento e la “suspance”, alla tendenza “metafisica” dell’autore tedesco, che sembra voler dimostrare come anche nell’uomo più insospettabile possa emergere una natura criminale.
Produzione del CTB-Centro Teatrale Bresciano e ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione, La brocca rotta debutta al Politeama Rossetti di Trieste mercoledì 5 gennaio 2005 e replica fino a domenica 9 negli orari consueti (serali alle ore 20.30 mercoledì, giovedì, venerdì e sabato e pomeridiane giovedì e domenica alle ore 16).
Lo spettacolo è in abbonamento per il percorso “Prosa”; i biglietti ancora disponibili sono in vendita a 27,50 euro (Platea A), a euro 24 (Platea B), a 19 euro (Platea C) e a 14 euro (Gallerie), con riduzione per chi non supera i 25 anni d’età.
Acquisti presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il nuovo Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso le consuete agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario). È attivo inoltre per acquistare al telefono il servizio CallTicket: disponendo di una carta di credito si può telefonare allo 040 986.986.6 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 21, mentre il sabato fino alle 17.30. Informazioni e acquisti anche sul sito www.ilrossetti.it. Solo informazioni al numero del teatro, 040 3593511.
La applaudiremo – nell’eccellente versione firmata da Cesare Lievi, annoverata dal pubblico e dalla critica fra le migliori produzioni dell’ultima stagione teatrale italiana – da mercoledì 5 a domenica 9 gennaio 2005, protagonisti Franca Nuti (Marta Rull) e Gian Carlo Dettori (il giudice Adamo).
Di primo livello anche il resto della compagnia che affianca questi due grandi e raffinati maestri della nostra scena: Sandra Toffolatti (Eva, figlia di Marta), Marco Balbi (consigliere Walter), Emanuele Carucci Viterbi (cancelliere Licht), Leonardo de Colle (Ruprecht, fidanzato di Eva), Piero Domenicaccio (Viet Tümpel, contadino, padre di Ruprecht), Giuseppina Turra (Brigida), Paola Di Meglio e Carlotta Viscovo (rispettivamente prima e seconda serva).
Firmano l’allestimento assieme a Lievi – la cui sensibilità e competenza assicurano una pregevole regia e traduzione all’opera – Maurizio Balò per le scene e i costumi e Gigi Saccomandi per le luci.
La brocca rotta è nata quasi per scherzo: Heinrich von Kleist infatti iniziò a scriverla nel 1803, in seguito a una scommessa con alcuni amici che si sfidarono a tradurre il soggetto di un quadro ognuno in una diversa forma letteraria. Ma la dimensione dello “scherzo” va oltre la genesi dell’opera: La brocca rotta infatti è interamente costruita come un gioco di simulazioni e sotterfugi fra i personaggi, che – per motivi diversi – mirano a oscurare un fatto, dando ad intendere di volerlo invece chiarire.
Il giudice Adam insidia di notte la bella Eva: lei gli resiste, lui fugge ma incappa nel fidanzato della ragazza che lo picchia di santa ragione. Nel tafferuglio viene rotta una brocca di valore e Marta, la madre di Eva, pretende un risarcimento e che sia fatta luce sulla vicenda: da qui il “processo per indizi” che è alla base della commedia. Fin dall’inizio il pubblico è al corrente di quale sia la verità: il divertimento allora sta proprio nell’osservazione delle dinamiche attraverso cui i protagonisti manipolano la realtà, la rendono confusa.
Un altro piano di “gioco” per Kleist è quello della lingua: un mezzo da tutti ritenuto attendibile ma contemporaneamente da tutti usato per camuffare il vero e occultare i propri scopi. E in questa “inattendibilità della comunicazione” – oltre che nella critica dell’autore a una giustizia che è fondamento dell’ordine sociale, ma si rivela fragile e amministrata da uomini imperfetti e corruttibili – s’individuano stretti parallelismi con la società attuale, dominata dalla retorica vuota e da una giustizia troppo spesso torbida e inaffidabile…
Comunque sia, il grande autore romantico suggerisce tali riflessioni attraverso una commedia di rara perfezione che inspiegabilmente è poco frequentata in Italia: accuratissima – e da non perdere dunque – l’edizione di Cesare Lievi che si attiene con molto rispetto alle indicazioni kleistiane (rappresentando lo spettacolo come un atto unico, ripristinando la scena finale che avvolge Eva di una luce ambigua.
Dopo la Caterina di Heilbronn (applaudita nel 1998 anche al Politeama Rossetti), il regista ritorna all’opera kleistiana con uno spettacolo che coniuga armoniosamente il divertimento e la “suspance”, alla tendenza “metafisica” dell’autore tedesco, che sembra voler dimostrare come anche nell’uomo più insospettabile possa emergere una natura criminale.
Produzione del CTB-Centro Teatrale Bresciano e ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione, La brocca rotta debutta al Politeama Rossetti di Trieste mercoledì 5 gennaio 2005 e replica fino a domenica 9 negli orari consueti (serali alle ore 20.30 mercoledì, giovedì, venerdì e sabato e pomeridiane giovedì e domenica alle ore 16).
Lo spettacolo è in abbonamento per il percorso “Prosa”; i biglietti ancora disponibili sono in vendita a 27,50 euro (Platea A), a euro 24 (Platea B), a 19 euro (Platea C) e a 14 euro (Gallerie), con riduzione per chi non supera i 25 anni d’età.
Acquisti presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il nuovo Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso le consuete agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario). È attivo inoltre per acquistare al telefono il servizio CallTicket: disponendo di una carta di credito si può telefonare allo 040 986.986.6 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 21, mentre il sabato fino alle 17.30. Informazioni e acquisti anche sul sito www.ilrossetti.it. Solo informazioni al numero del teatro, 040 3593511.
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10 Gennaio 2005