Va
in scena al Politeama Rossetti, mercoledì 13 gennaio alle 20.30 Una coppia
infedele di e con Aurelio Ponzoni e
Renato Pozzetto, i celeberrimi Cochi e Renato, che da decenni conquistano e
divertono le platee italiane, con sempre nuova verve comica.
Accanto
a loro si esibiscono i Goodfellas, ad assicurare efficaci e dirompenti momenti
musicali. Lo spettacolo è una produzione Altoverbano.
Cochi
e Renato fanno ritorno sul palcoscenico dello Stabile regionale dopo il
successo da tutto esaurito della stagione 2008-2009, e in Una coppia
infedele propongono alle platee
italiane tutto il meglio dei loro
successi, in un’alternanza effervescente di canzoni demenziali, gag surreali,
riflessioni insensate, battute fulminanti capaci di colpire pubblici di ogni
età.
Cochi
e Renato cambiarono il cabaret degli anni ’60 – anni in cui debuttarono al
Derby di Milano – mettendosi sulla scia di Fo, Iannacci e Gaber. Da
cabarettisti puri, inventavano uno stile personale nella Milano dei maestri: la
loro «normalità» creava uno stile nuovo.
Ma
in Una coppia infedele c’è di più. C’è l’intenzione di graffiare, di andare
oltre il revival. Oggi la loro normalità – che sta nell’accorta gestione e nel
rinnovamento del repertorio – dice che il cabaret può uscire dalle secche in
cui l’ha cacciato l’indigestione televisiva degli ultimi anni. E soprattutto
che il cabaret può tornare a spaziare, inventando e raccontando storie,
mescolando i linguaggi, sovvertendo sensi e significati.
La comcità poetica e
surreale che è stata ed è la loro cifra passò dal successo al Derby alle grandi
trasmissioni RAI, come Canzonissima (1974). Sono
ormai parte dell’immaginario comune alcune loro canzoni, come La
gallina, Canzone intelligente e E la vita, la vita, e soprattutto la loro personalissima
interpretazione di Come porti i capelli bella bionda.
Cochi e Renato si
conobbero da ragazzini: la loro è un’intesa fortissima, nata anche sul piano
del cabaret già quando le loro famiglie erano sfollate durante la guerra. Fu
allora che iniziarono a costruirsi un piccolo repertorio giusto per distrarsi
dalla scuola. Entrambi iscritti all'Istituto Cattaneo di Milano,
seppur in indirizzi diversi (Renato geometra e Cochi ragioniere), esordirono
“in pubblico” frequentando l’Osteria dell’Oca di Milano, una cosiddetta “trattoria degli artisti”,
dove un loro amico, Piero Manzoni, esponeva i suoi quadri mentre Cochi e Renato
intrattenevano i presenti con qualche canzone popolare. Poi ci fu il “Cab 64”
di Tinin Mantegazza: fra i frequentatori del locale, Enzo Jannacci, che fa amicizia con loro aiutandoli nei testi. La
comicità di Cochi e Renato è stata composta sin dall'inizio da un umorismo
decisamente nuovo, con idee stravaganti, quasi surreali. Le loro canzoni,
spesso scritte a sei mani con Iannacci, sceneggiavano quelle popolari milanesi,
a volte con risultati veramente folli.
La decisione di
dedicarsi completamente allo spettacolo avvenne quando Jannacci e tutto il
gruppo di amici (Lino Toffolo, Felice
Andreasi, Bruno Lauzi),
arrivarono al Derby Club di Milano, creando un lavoro di squadra, definito Il
Gruppo Motore, diventato in breve
tempo il punto riferimento del cabaret in Italia. Cochi e Renato diventarono
famosissimi, e il loro repertorio crebbe, con canzoni come Ho soffritto per
te, A me mi piace il mare, Lisa Beat, La gallina, È
capitato anche a me, Un pezzo di
pane, Gli indiani, divertenti quanto originali, debitori di un certo
umorismo alla Campanile e al teatro di Ionesco.
In televisione furono applauditi a partire dalla fine degli anni Sessanta e raggiunsero il successo vero con due programmi dove furono liberi di improvvisare e di avere controllo sui loro testi: nel 1972 è affidato loro Il buono e il cattivo, e nel 1973 un programma oggi di culto come Il Poeta e il Cont
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Largo Giorgio Gaber, 1 - 34126 TriesteTel.: 040 3593511
E-mail: [email protected] P. IVA 00054990320