COCHI E RENATO E LA LORO IRRESISTIBILE COMICITA' PER UNA SERA AL ROSSETTI
  • 9 Gennaio 2010
  • Generale

Va in scena al Politeama Rossetti, mercoledì 13 gennaio alle 20.30 Una coppia infedele di e con Aurelio Ponzoni e Renato Pozzetto, i celeberrimi Cochi e Renato, che da decenni conquistano e divertono le platee italiane, con sempre nuova verve comica.

 

Accanto a loro si esibiscono i Goodfellas, ad assicurare efficaci e dirompenti momenti musicali. Lo spettacolo è una produzione Altoverbano.

 

Cochi e Renato fanno ritorno sul palcoscenico dello Stabile regionale dopo il successo da tutto esaurito della stagione 2008-2009, e in Una coppia infedele propongono alle platee italiane tutto il meglio dei loro successi, in un’alternanza effervescente di canzoni demenziali, gag surreali, riflessioni insensate, battute fulminanti capaci di colpire pubblici di ogni età.

 

Cochi e Renato cambiarono il cabaret degli anni ’60 – anni in cui debuttarono al Derby di Milano – mettendosi sulla scia di Fo, Iannacci e Gaber. Da cabarettisti puri, inventavano uno stile personale nella Milano dei maestri: la loro «normalità» creava uno stile nuovo.

 

Ma in Una  coppia infedele c’è di più. C’è l’intenzione di graffiare, di andare oltre il revival. Oggi la loro normalità – che sta nell’accorta gestione e nel rinnovamento del repertorio – dice che il cabaret può uscire dalle secche in cui l’ha cacciato l’indigestione televisiva degli ultimi anni. E soprattutto che il cabaret può tornare a spaziare, inventando e raccontando storie, mescolando i linguaggi, sovvertendo sensi e significati.

 

La comcità poetica e surreale che è stata ed è la loro cifra passò dal successo al Derby alle grandi trasmissioni RAI, come Canzonissima (1974). Sono  ormai parte dell’immaginario comune alcune loro canzoni, come La gallina, Canzone intelligente e E la vita, la vita, e soprattutto la loro personalissima interpretazione di Come porti i capelli bella bionda.

 

Cochi e Renato si conobbero da ragazzini: la loro è un’intesa fortissima, nata anche sul piano del cabaret già quando le loro famiglie erano sfollate durante la guerra. Fu allora che iniziarono a costruirsi un piccolo repertorio giusto per distrarsi dalla scuola. Entrambi iscritti all'Istituto Cattaneo di Milano, seppur in indirizzi diversi (Renato geometra e Cochi ragioniere), esordirono “in pubblico” frequentando l’Osteria dell’Oca di Milano, una cosiddetta “trattoria degli artisti”, dove un loro amico, Piero Manzoni, esponeva i suoi quadri mentre Cochi e Renato intrattenevano i presenti con qualche canzone popolare. Poi ci fu il “Cab 64” di Tinin Mantegazza: fra i frequentatori del locale, Enzo Jannacci, che fa amicizia con loro aiutandoli nei testi. La comicità di Cochi e Renato è stata composta sin dall'inizio da un umorismo decisamente nuovo, con idee stravaganti, quasi surreali. Le loro canzoni, spesso scritte a sei mani con Iannacci, sceneggiavano quelle popolari milanesi, a volte con risultati veramente folli.

La decisione di dedicarsi completamente allo spettacolo avvenne quando Jannacci e tutto il gruppo di amici (Lino Toffolo, Felice Andreasi, Bruno Lauzi), arrivarono al Derby Club di Milano, creando un lavoro di squadra, definito Il Gruppo Motore, diventato in breve tempo il punto riferimento del cabaret in Italia. Cochi e Renato diventarono famosissimi, e il loro repertorio crebbe, con canzoni come Ho soffritto per te, A me mi piace il mare, Lisa Beat, La gallina, È capitato anche a me, Un pezzo di pane, Gli indiani, divertenti quanto originali, debitori di un certo umorismo alla Campanile e al teatro di Ionesco.

 

In televisione furono applauditi a partire dalla fine degli anni Sessanta e raggiunsero il successo vero con due programmi dove furono liberi di improvvisare e di avere controllo sui loro testi: nel 1972 è affidato loro Il buono e il cattivo, e nel 1973 un programma oggi di culto come Il Poeta e il Cont

Congratulazioni

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