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Crediti
Di: Margherita Hack, Sandra Cavallini
Liberamente ispirato a "Sette variazioni sul cielo" di Margherita Hack
Drammaturgia Fabio Massimo Iaquone, Sue Jane StokerRegia: (e creazioni video) Fabio Massimo Iaquone
Interpreti: Margherita Hack, Sandra Cavallini
Musiche dal vivo C-Project: Valentino Corvino - violino ed elettronica, Stefano Bussoli - percussioni, Andrea Agostini - tastiere, basso ed elettronicaScene: spazio scenico Cristian Taraborrelli
Musiche: Valentino Corvino
Produzione: Promo Music Srl (Bologna) - Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
Repliche: 1
Lo spettacolo venne proposto nell’ambito del Mittelfest di Cividale del Friuli. Margherita Hack (Firenze, 1922), astrofisico, accademico Linceo, si è occupata della struttura e dello stato evolutivo delle stelle. Tra le numerose pubblicazioni L’universo violento della radioastronomia (1983), L’universo alle soglie del Duemila (1992), Storia dell’astronomia dalle origini al 2000 e oltre (2002). Sandra Cavallini è stata attrice presso numerose compagnie quali la Compagnia teatro del Vicolo e Compagnia Teatro Aperto. Variazioni sul cielo è liberamente ispirato al libro di Margherita Hack Sette variazioni sul cielo (1999) e propone un percorso in cui musica e immagini colmano la distanza fra matematica, astrofisica e poesia, tra sogno e scienza.
(Paolo Quazzolo)
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LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO
Un’astrofisica di fama internazionale, entusiasmante “divulgatrice” di temi scientifici, intellettuale, ricercatrice ed ora... attrice. Sarà un privilegio per il pubblico dello Stabile regionale applaudire Margherita Hack nell’insolita veste di autrice e interprete – con Sandra Cavallini – di Variazioni sul cielo: uno spettacolo “per luci, suoni e sogni” messo in scena da Massimo Iaquone, videoartista che ha all’attivo ottime creazioni e importanti collaborazioni (fra gli altri con Giorgio Barberio Corsetti e Bob Wilson e con Lucio Dalla per le installazioni video del musical Tosca-Amore disperato).
Assoluta novità italiana, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e da Promo Music e presentato in anteprima (e con unanime plauso di pubblico e critica) al Mittelfest 2004, lo spettacolo parte dagli occhi azzurri della Hack, dal suo sguardo sull’universo e dalla sua storia di scienziata, per arrivare ad esplorare i confini del visibile. «Mi piace raccontare Margherita - dice Iaquone - vederla come Eva che è stata la prima donna a porsi delle domande».La sua saggezza e la sua passione ci accompagnano a fare della conoscenza un gioco attorno ai limiti dell’umano, con la delicatezza e la semplicità di chi accarezza il mistero senza violarlo o banalizzarlo, né rileggerlo con paura. Tutto ciò si traduce sulla scena in un intreccio di immagini spettroscopiche e oniriche, di parole, di suoni, in cui alla voce dell’astrofisica si fondono video, la recitazione della Cavallini, le musiche originali di Valentino Corvino eseguite dai C-Project...
Uno scrutare linceo che amplia gli orizzonti, fino a ipotizzare l’esistenza di un multiverso, uno spazio a grappolo infinito, in cui è possibile coesistere... anche con chi giura di avere visto gli extraterrestri. Un percorso ove musica e immagini abbracciano e colmano la distanza tra matematica, astrofisica e poesia, fra sogno e scienza: quella distanza che proprio nella persona di Margherita Hack risulta essere solo apparente.