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  • Crediti

    a cura di Franco Però

    di e con Mauro Covacich

    foto di scena di Simone Di Luca

    produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

In una scenografia che richiama un’aula scolastica gli spettatori saranno allievi di un docente molto speciale, Mauro Covacich che terrà una lezione raffinata su Italo Svevo.

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PREZZO DEI BIGLIETTI

Posto unico Interi € 19 | Ridotti € 16 | 1★

Last minute € 15

 

Prenotazioni stelle 5/10 h. 10.00

Vendita biglietti 7/10 h. 10.00

 

Si ricorda che dal 6 agosto 2021 l’accesso agli spettacoli aperti al pubblico è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 (Green Pass).

Mercoledì 13 Ottobre
21:00
Giovedì 14 Ottobre
21:00
Martedì 19 Ottobre
19:30
Mercoledì 20 Ottobre
21:00
Giovedì 21 Ottobre
21:00
Venerdì 22 Ottobre
19:30
Sabato 23 Ottobre
21:00
Domenica 24 Ottobre
17:00
Lunedì 25 Ottobre
21:00
Martedì 26 Ottobre
19:30

Personaggio monumentale, tardivamente riconosciuto e clamorosamente antesignano, Svevo richiede al lettore particolare sensibilità. Non basta concentrarsi sulle sue pagine, bisogna partire da lontano, conoscere la Trieste dalle molte anime in cui Svevo è radicato.

È necessario analizzare “La coscienza di Zeno” nel sistema della coeva letteratura europea e superarne le letture di cliché. Mauro Covacich saprà offrire le chiavi per addentrarsi in questo universo. Triestino di nascita, scrittore che pur seguendo la propria luminosa carriera nazionale e internazionale, conosce bene la fertile complessità che Aaron Hector Schmitz ha incastonato, come in un rebus, nel suo nom de plume: Italo Svevo.

Scrive Mauro Covacich «Passava a prenderci col suo autobus. Era riuscito a farsi dare il turno del mattino. Salivamo e lui era lì, bello nella sua divisa, che guidava. Mia sorella alle elementari, io alle medie. Scuola Italo Svevo. In via Italo Svevo. Cosa sapeva mio padre di Italo Svevo? Poco, credo. Non ho fatto in tempo a chiederglielo. Ma anche di me non sa niente. Non sa cosa sono diventato. E neanch’io so cos’è diventato lui. Eppure mi capita spesso di vederlo, che mi controlla col suo sguardo beffardo, se le sparo troppo grosse, se sono troppo complicato. Ci parliamo, anche. Ora ad esempio potrebbe dire: «Vara che no xe una seduta spiritica, xe una lezion. Okay, papà».

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