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Crediti
Di: Ferenc Molnar
Adattamento: Fausto ParavidinoTraduzione: Ada Salvatore
Regia: Fausto Paravidino - Aiuto regista: Maria Teresa Berardelli
Interpreti principali: la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Interpreti: la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia:
Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos
e Federica De Benedittis (attrice ospite)Scene: Laura Benzi
Foto di scena: Simone Di LucaCostumi: Sandra Cardini
Suono e video: Daniele Natali
Luci: Alessandro Macorigh
Produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Repliche: 6
Cena di lusso a casa di un direttore di banca: ospiti illustri, abiti eleganti, brillante conversazione. E proprio mentre il padrone di casa celebra con un discorso i propri successi, un’interruzione educata ma ferma: il signore è accompagnato al commissariato.
Ferenc Molnàr – autore acuto e raffinato – inventa in Souper una pièce pungente, dagli accenti attuali che – per la regia di Fausto Paravidino e nell’interpretazione dell’intera Compagnia del Teatro Stabile – è stato uno degli spettacoli più amati della stagione 2015-2016. Per questo motivo Souper nell’ambito tour nazionale ritorna per alcune repliche alla Sala Bartoli.
Fausto Paravidino – autore e regista di notevole talento – ha firmato un’edizione di classe e piena di sorprese guidando gli attori, fasciati in costumi da gran sera, in una recitazione grottesca ed espressiva che valorizza la perfetta macchina testuale.
Con una capacità straordinaria nel costruire dialoghi che, attraverso la massima levità, in un momento spalancano davanti agli occhi dello spettatore mondi ben più grevi, Molnàr - celebre per essere l’autore de I ragazzi della via Pàl - si rivela, in Souper, drammaturgo tagliente e presago, elegantemente provocatore e capace di dipingere una società in cui la corruzione sembra il tratto essenziale. Una corruzione che non lascia scoperta alcuna ruota dell’ingranaggio entro cui la Classe Dominante si muove. È un mondo lontano dal nostro quotidiano? A vedere le reazioni dei singoli personaggi ai vari coups de scène che si susseguono nella serata, non sembra proprio. La casta, gli interessi, i tradimenti, i regali, i ricatti, il gioco degli amanti e degli affari non sono affatto così lontani da noi.
«L’attualità è nel testo e non credo che vada particolarmente forzata – commenta infatti il regista – perché l’attualità vera a teatro annoia… Invece è più divertente trovare l’attualità nei testi scritti tanto tempo fa: si fa il percorso inverso. Si guarda la nostra attualità del momento e si scopre che non è attualità per niente, che più o meno siamo fatti sempre così! L’effetto che si ottiene è di perdere quella specie di presunzione per cui crediamo di essere speciali… Ad esempio siamo - giustamente - così sconvolti dalla nostra corruzione, che sembra sia stata inventata adesso. E invece c’è una notizia più cattiva: che i meccanismi della nostra corruzione sono così antichi che ci si scrivevano sopra commedie nel primo Novecento facendoci grandi sghignazzate. Ecco la vera componente d’attualità. Mi sembra fra l’altro che, disgraziatamente, questi personaggi di Molnar siano dentro meccanismi di corruzione “legale”, sembrano autopercepirsi come brave persone, non hanno il gusto di sentirsi dei gangster! Chi ci ricordano? L’operazione che ho fatto è di cercare di permettere a questo testo di parlarci, senza attualizzarlo… I personaggi non si danno più del “voi” ma del “lei”: il resto è rimasto Molnàr».