-
Crediti
Di: Luigi Pirandello
Regia: Giuseppe di Martino
Interpreti: Ottorino Guerrini, Marisa Fabbri, Anna Miserocchi, Rino Romano, Eliana de Vida, A. Marini, Clara Colosimo, Carlo Bagno, Luciano Albertini, Nais Lago, Omera Lazzari, Margherita Guzzinati, Dario Mazzoli, Lidia Braico, Clara Carnieli, Giampaolo Coral, Alberto Ricca, Egidio Rugliano, Giorgio Valletta, Lino Savorani, Mimmo Lo Vecchio, Aurelio Mini, Leandro Fonda, Carlo Cherubini,
Dario Penne, Ciro Gallo, Ennio Viscovich, Giovanni Urbani, Angelo Di Donato, Omero AntonuttiScene: Gianfranco Padovani
Produzione: Teatro Stabile della Città di Trieste
Repliche: 20
Sei personaggi in cerca d’autore è forse uno dei testi letterario-drammatici più significativi di tutta la produzione di Luigi Pirandello (Agrigento 1867 - Roma 1936). Andata in scena nel 1921 fra le contestazioni di parte del pubblico, l’opera non presenta divisioni né in atti, né in scene. Durante una prova de Il giuoco delle parti si presentano a teatro sei personaggi i quali, fra l’incredulità e lo scetticismo del capocomico e degli attori, propongono di mettere in scena una nuova pièce, direttamente tratta dalle drammatiche vicende della loro vita. Suo malgrado, il capocomico rimane affascinato dalla materia teatrale propostagli e decide di farla recitare ai suoi attori. Ma qui si apre il dramma: i sei personaggi non si riconoscono nella recitazione degli attori, poiché solo essi possono rappresentare, o meglio vivere, la loro tragica realtà.
LO SPETTACOLO E LA CRITICA
Lo spettacolo venne proposto per commemorare il 25° anniversario della morte di Pirandello. Le accoglienze furono estremamente positive. «Uno spettacolo fedele, storicamente esemplare nella sua fedeltà di lettura e nella pertinenza dei richiami scenografici. […] Gli interpreti hanno vivamente sentito questo clima di cosciente rispetto storico, restando a loro volta suggestionati dal peso dei due drammi coesistenti; […] Ottorino Guerrini, il Padre, ha dato nell’impostazione dialettica del tema nel primo atto la prova delle sue notevoli possibilità; […] Anna Miserocchi è stata la Figliastra spavalda e amara, sicura di sé oltre misura, calda partecipe del personaggio più esagitato e certamente più difficile. Maria Fabbri, la Madre, ha avuto la statuaria compostezza di una Niobe dolente, mentre lo sdegno e l’isolamento del Figlio è stato reso con adeguato distacco da Rino Romano. […] Ne è scaturito uno spettacolo esemplare» (Il Piccolo). «Si è sentita subito l’incisività e la linea di una recitazione vigilmente armonizzata in ogni parola e in ogni gesto, meditata e avvincente. Ottorino Guerrini, vibrante, accorato, eppur traslucido, nei panni tormentati del Padre, di fronte a Carlo Bagno, che bene rendeva lo sconcerto, l’insofferenza e poi la curiosità del regista. Anna Miserocchi ha trovato per l’arduo personaggio della Figliastra il tono giusto, disincantato, amaro, bruciante, con risonanze umanissime. Via, via, si è manifestata la preparazione e la sensibilità di tutti gli altri attori. Di Marisa Fabbri che ha delineato la Madre con una maschera smagliata di dolorosità. Di Nais Lago e Luciano Alberici che hanno saputo essere i primi attori, presuntuosi e superficiali» (Il Messaggero Veneto).
(Paolo Quazzolo)