RICORDARE, PORTARE AL CUORE


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  • Crediti

    drammaturgia Marco Ongaro e Paolo Valerio

    a cura di Paolo Valerio

    video a cura di Zunami Films Studio
    diretto da Giulio C. Ladini
    operatore video Matteo Bernardis
    editing Enrico M. Lucarelli

    con Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos
    danzatrice Stefania Micich, su coreografia di Morena Barcone

Con “Ricordare, portare al cuore”, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia offre un proprio contributo in occasione del Giorno del Ricordo.

“Ricordare, portare al cuore” a cura di Paolo Valerio, intreccia i linguaggi del Teatro e della Storia, si addentra in una difficilissima pagina della Storia del Novecento, che ha lasciato segni profondi in coloro che la vissero e in particolare in questo territorio, che conobbe - oltre alla crudeltà della seconda guerra mondiale - un lungo periodo alla fine del conflitto, irto di lacerazioni e paure.
Si intende così porre in luce assieme alle vicende di chi visse quel drammatico periodo, il suo eterno monito alla pace.

Guarda il video:

IL FILM

Gli attori del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos – hanno lavorato nei luoghi-simbolo degli eventi del secondo dopoguerra, che tracciano un dolente itinerario nella storia e nella geografia del territorio: la Foiba di Basovizza, il Centro Raccolta Profughi di Padriciano, fino al Magazzino 18 nel Porto Vecchio di Trieste, dove ancora sono conservati mobili, oggetti ed effetti personali degli esuli che partivano per mete lontane, proponendosi di recuperare in un secondo momento le proprie cose… Contesti che aiuteranno a percepire le durezze vissute da chi dopo il conflitto lasciò le proprie terre, destinate - con gli accordi di pace del 1947 - a diventare jugoslave ed affrontò un destino di povertà, incertezze e sofferenza.

Atmosfere, documenti storici e iconografici, testimonianze, interviste compongono il contributo video, che mantiene però un’intensa dimensione poetica, nelle immagini e nei testi, come ben evidenzia uno dei passi più toccanti di “Ricordare, portare al cuore”, elaborato drammaturgicamente sulla base del testo “Per non dimenticare” scritto da Marco Ongaro e Paolo Valerio nel 2005: «Ci voleva un popolo che se ne andasse, che rinunciasse al contagio della vendetta. Altrimenti saremmo ancora tutti lì a squartarci. Siamo italiani della pace. Chi ha vinto la guerra non sappiamo. La pace l’abbiamo vinta noi. Per non dimenticare, sì. Per ricordare che abbiamo spezzato la catena dell’orrore, a nostre spese. Anche per voi».

La conoscenza, il ricordo del passato, il saperlo “portare al cuore” sono la chiave per comprenderne e perpetuarne l’insegnamento, soprattutto verso le generazioni future: per far sì che ciò che è stato non sia più soltanto lacerazione, dolore, ma possa significare anche un “andare oltre”, verso un futuro di costruzione, di rispetto, di pace.

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