• Crediti

    Di: Alfred Jarry

    Traduzione:Gian Renzo Morteo

    Regia: Ugo Gregoretti, Franco Gervasio

    Interpreti: Ugo Gregoretti, Magda Mercatali, Pino Patti, Alessandro Esposito, Lorenzo Milanesio, Enrico Fasella,
    Roberto Sbaratto, Nicola Donalisio, Mariangela Sardo

    I Piccoli di Podrecca

    Animatori: Maria Barbara Della Polla, Silvia Della Polla, Giannina Donati, Ennio Guerrato, Contrando Picchi,
    Caterina Raimondo, Antonio Stuparich, Silvio Vanelli

    Scene: Carlo Giuliano

    Costumi: Ivan Stefanutti

    Musiche: a cura di Paolo Terni

    Produzione: Teatro Stabile di Torino
    Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

    Repliche: 12

Alfred Jarry (Laval 1873 - Parigi 1907) scrittore e autore drammatico francese, fu vicino alla cerchia dei simbolisti. La sua figura rimane indissolubilmente legata alla creazione di un personaggio, Padre Ubu, grottesca maschera umana, avida di potere e di denaro, caricatura del piccolo borghese del tempo. Attorno a questo personaggio, Jarry scrisse una serie di opere drammatiche a partire dal celebre Ubu re (1896), fino a Ubu sulla collina, Ubu incatenato, L’Almanacco del Padre Ubu. L’autore compose anche altre commedie come Il gentiluomo del 1847, La mostardiera del papa, L’oggetto amato e l’opera buffa Pantagruel. In Ubu Re, sorta di rifacimento dello shakespeariano Macbeth, Padre Ubu, arrampicatore sociale, e sua moglie Madre Ubu, donna tutta casa e focolare, decidono di impossessarsi del trono di Polonia. A questo scopo uccidono re Vinceslao e costringono sua moglie e suo figlio a fuggire sulle montagne. Per impadronirsi di tutte le ricchezze Ubu procede all’eliminazione dei nobili, dei giudici e dei finanzieri. Ma lo zar di Russia corre in soccorso alla famiglia reale e costringe Ubu a una precipitosa fuga. La commedia, al suo debutto, venne accolta da un clamoroso insuccesso.

LO SPETTACOLO E LA CRITICA

Fredde le accoglienze di pubblico e critica per questo spettacolo che avrebbe dovuto vedere come interprete principale Walter Chiari, sostituito all’ultimo momento da Ugo Gregoretti che qui debuttava nel ruolo di attore. Scrisse Carlo Milic su Il Messaggero Veneto «Rispolverare il classico precursore del surrealismo di Jarry, tra l’altro oggi estremamente datato, è stata avventura perigliosa, soprattutto quando si comprenda che la coppia degli autori della regia difficilmente poteva offrire del testo una scoperta e, allo stesso tempo, rilettura al passo del nostro culturale quotidiano. […] Da questa premessa discende inevitabilmente che lo spettacolo è disequilibrato. Affermato, dunque, che il versante migliore dell’allestimento è l’azione affidata agli straordinari operatori delle marionette […], eccoci a parlare degli interpreti: Gregoretti controlla poco l’azione, manca insomma l’obiettivo di esserne il fulcro geniale e osceno; meglio fa Magda Mercatali nei panni di Mère di Ubu, ma siamo sempre alla periferia del clima lunare proprio della pièce surrealista. Il contorno è conseguentemente incolore». Concorde anche Giorgio Polacco su Il Piccolo «Il “cast”, eccezion fatta per la sempre ottima Magda Mercatali, non è all’altezza di un simile testo ferocemente derisorio, scritto in preda ai fumi dell’alcool».

(Paolo Quazzolo)

Congratulazioni

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