-
Crediti
Di: Lino Carpinteri, Mariano Faraguna
Regia: Francesco Macedonio
Interpreti: Lino Savorani, Ariella Reggio, Orazio Bobbio, Giorgio Valletta, Tonino Pavan, Mimmo Lo Vecchio, Franco Jesurum, Riccardo Canali, Giusy Carrara, Lidia Braico, Gianfranco Saletta, Saverio Moriones, Luciano D'Antoni, Mario Pirolo, Elisabetta Bonino, Lilia Carini, Luisa Crismani, Massimo Dainese, Antonio Devetag, Jole D'Antoni, Germano Moratelli, Maria Bianchi, Eliana De Vida
Scene: Sergio D’Osmo
Costumi: Sergio D’Osmo
Produzione: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
Repliche: 28
Lino Carpinteri (Trieste 1924) e Mariano Faraguna (Trieste 1924 - 2001) sono stati i fondatori, nel 1947, del settimanale satirico triestino La Cittadella. A partire dal 1966 hanno pubblicato i sei volumi del ciclo Le Maldobrie, storie di mare e di terra ambientate nelle vecchie province dell’Impero austro-ungarico. Sono stati pure autori di alcuni fortunati testi teatrali in dialetto. Noi delle vecchie province è una serie di racconti in dialetto istriano-dalmeto-triestino - delle storie di terra e di mare - che vedono al centro la figura di Bortolo e della sua famiglia.
LO SPETTACOLO E LA CRITICA
E’uno degli spettacoli che, nei primi quarant’anni di attività del Teatro Stabile, ha registrato il maggior numero di presenze. Si tratta della seconda parte de Le Maldobrie, dalle quali viene ereditata sia l’ambientazione, sia i personaggi, sia la caratteristica parlata dialettale. Scrisse Carlo Milic su Il Gazzettino «Il tono è garbato, sommesso, senza troppi lazzi e stonature caricaturali fuori del rigo. Vi domina, anzi (e questo è un merito indubbiamente da ascrivere ai numerosi della regia di Macedonio), un tono di crepuscolare convinzione che avvalla il concetto dell’imperiturità del mito. Lino Savorani è ancora una volta un mattatore di grandi capacità espressive, che sa portare il pubblico da una tappa all’altra, in questo viaggio della memoria». Positivo anche Giorgio Bergamini su Il Piccolo «Macedonio, che già aveva diretto il primo testo teatrale delle Maldobrie, ha dunque ripetuto l’exploit eppure questa volta ne è uscito onestamente vittorioso potendo confidare anche nell’ottima vena di tutti gli interpreti». Concorde infine pure Rudi Tepper su Il Messaggero Veneto «Il regista Macedonio e lo scenografo e costumista d’Osmo […] accentuano il clima crepuscolare che avvolge i personaggi della vicenda. […] Inevitabile la citazione di primo piano per Lino Savorani, filo conduttore della vicenda, a volta a volta maschera diversa negli episodi che vi si succedono». Lo spettacolo fu ripreso all’Auditorium dal 9 all’ 11 Novembre e dal 16 al 24 dicembre 72.
(Paolo Quazzolo)