• Crediti

    Di: William Shakespeare

    Traduzione: Masolino D’Amico

    Regia: Paolo Valerio
    Aiuto regia: Paola Degiuli

    Interpreti principali: Massimo Venturiello

    Interpreti: Massimo Venturiello e con
    Simone Toni, Roberto Petruzzelli, Francesco Grossi, Alessandro Baldinotti,
    Marco Morellini, Simone Faloppa, Luca Pedron,
    Camilla Diana, Federica Castellini, Federica Pizzutilo, Alessandro Baldinotti

    Scene: Scene e immagini di Antonio Panzuto

    Costumi: Luigi Perego

    Musiche: Antonio Di Pofi

    Luci: Nevio Cavina

    Produzione: Teatro Stabile di Verona, Teatro della Toscana, Estate Teatrale Veronese

    Repliche: 5

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea B-C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni stelle 23/10 h. 10.00

Vendita biglietti 25/10 h. 10.00

Mercoledì 28 Novembre
20:30
Giovedì 29 Novembre
20:30
Venerdì 30 Novembre
20:30
Sabato 1 Dicembre
20:30
Domenica 2 Dicembre
16:00

Testo ambiguo e affascinante, “Misura per misura” è una commedia, ma possiede anche toni cupi, e affronta molti nodi, spesso concentrandosi su potenti opposizioni. Centrale è il tema della responsabilità del giudizio, fra moderazione e compassione, poi gli eccessi di vizio e rigore, il peso delle parole, il fascino della tentazione, il contrasto fra apparenza e realtà... Shakespeare intreccia tutti questi stilemi del teatro elisabettiano nell’articolata trama, che viene portata in scena dal regista e attore Paolo Valerio (recentemente applaudito al Rossetti per “Il deserto dei Tartari” di Buzzati) e da una compagnia composita e ben equilibrata, accolta con deciso favore al Festival shakespeariano di Verona. «In scena un mondo fuori di sesto, contagiato da un virus segreto che ammalia e ammorba la società e i rapporti» anticipa Paolo Valerio, evidenziando il senso attuale di questa pièce. «La carne è scoperta, i corpi nascosti ed esibiti con desiderio, come pazienti e modelle. In questo gioco macabro, ogni personaggio segue una sua storia, tra superficialità e ipocrisia. La macchinazione e il travestimento sono i semplici inganni del testo, per raccontare il Sacro e il Rozzo del teatro elisabettiano, che diventano quelli del mondo di oggi, continuamente confusi e sovrapposti. Ed in questo circolo vizioso, il tempo presente e il tempo passato, forse presenti nel tempo futuro, segnano un mondo immobile, destinato a perdersi o a salvarsi». In questo “malessere umano” che così intensamente evoca i giorni che noi stessi viviamo, il regista spera nella forza dell’amore e della bellezza silenziosa, che saprà forse trionfare sulla schiavitù della paura e dell’istinto.

Ed è appunto affidata ad un “silenzio” carico di ambiguità e di forza, la chiave della commedia, che prende le mosse dalla decisione del Duca di Vienna (interpretato da Massimo Venturiello) di allontanarsi dalla città, ammorbata da eccessi e vizi. Lascia il governo in mano ad Angelo, un uomo che appare fidato. Il duca in realtà rimane a Vienna, e sotto le sembianze di Frate Ludovico, osserva gli eventi. Assisterà così alla caduta di Angelo, pronto a condannare a morte un uomo che ha messo incinta la propria fidanzata prima delle nozze, ma capace egli stesso di ricattare sessualmente una novizia. Osserverà le debolezze e le viltà di molti e avrà invece prova della purezza di Isabella a cui, rivelandosi, chiederà la mano... Ma Shakespeare (e Isabella) rispondono con il silenzio: lasciando allo spettatore la riflessione e la scelta. 

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