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  • Crediti

    coreografia Mauro Bigonzetti

    Solisti e Corpo di Ballo Daniele Cipriani Entertainment

    Uomo di Terra UMBERTO DE SANTIS Uomo di Mare FRANCESCO MORO Passo a due Bianco VALENTINA CHIULLI e MARCO FAGIOLI Passo a due Rosso ANDREA CALEFFI e DAVIDE PIETRONIRO e il Corpo di Ballo della Daniele Cipriani Entertainment

    costumi Roberto Tirelli

    musiche W.A. Mozart, G. Ligeti, G.P. Da Palestrina e musiche delle culture del Mediterraneo

    ideatore luci Carlo Cerri

    produzione Daniele Cipriani Entertainment

    Repliche: 1

Il Festival TSDanza si apre nel 2018 con una prima nazionale e un omaggio a Mauro Bigonzetti, grande coreografo italiano: la serata è infatti dedicata a uno dei suoi lavori più premiati e applauditi “Mediterranea”, dove troviamo tutto il suo ardore creativo e il suo amore per la danza.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 48 | Ridotti € 45 | Under16 € 25 | 4

Platea B Interi € 45 | Ridotti € 42 | Under16 € 23 | 3

Platea C Interi € 39 | Ridotti € 36 | Under16 € 20 | 3

I galleria Interi € 33 | Ridotti € 31 | Under16 € 17 | 2

II galleria Interi € 27 | Under16 € 15 | 2

II galleria visibilità ridotta € 15 | 1

 

Prenotazioni stelle 5/12

Vendita biglietti 7/12

Sabato 13 Gennaio
20:30

Il Festival TSDanza si apre nel 2018 con una prima nazionale e un omaggio a Mauro Bigonzetti, grande coreografo italiano: la serata è infatti dedicata a uno dei suoi lavori più premiati e applauditi. 

Vita e arte divisa fra l’Opera di Roma, il Balletto di Toscana, Aterballetto (di cui è stato l’anima), Bigonzetti è molto amato anche all’estero dove vanta collaborazioni di grande prestigio (Stuttgarter Ballett, N.Y.C Ballet, Alvin Ailey American Dance Theater, Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, Staatsballett Berlin, Bolshoi Ballet, sono solo alcuni nomi selezionati in un curriculum ben più ricco). E c’è tutto il suo ardore creativo e il suo amore per la danza in “Mediterranea”.

La coreografia nasce nel 1993 per il Balletto di Toscana ed ottiene clamorosi apprezzamenti; nel 2008, il balletto viene ripreso e rimontato per la compagnia del Teatro alla Scala, segnando il primo debutto scaligero a serata intera di Mauro Bigonzetti. Per l’occasione il coreografo non si è limitato ad una semplice ripresa dell’originale ma ha attuato una vera e propria riscrittura coreografica, facendo assumere alla coreografia un impatto fisico e visivo ancora maggiore e facendole acquistare il sapore della novità.  Quest’operazione si rinnova oggi: a 25 anni dal suo debutto, la coreografia di Bigonzetti più rappresentata nel mondo, trova nuovi interpreti nei solisti e nel corpo di ballo della Daniele Cipriani Entertainment.
“Mediterranea” è un lavoro evocativo: una vera circumnavigazione del Mediterraneo, attraverso la musica delle culture che vi si affacciano e che fanno viaggiare lo spettatore nello spazio e nel tempo. Costruito con momenti di insieme alternati a passi a due, il balletto si dipana mettendo in risalto forza giovanile e bellezza, energia e velocità. I due protagonisti maschili, l’Uomo di Terra e l’Uomo di Mare, fungono da filo conduttore dello spettacolo. Alter ego l’uno dell’altro si incontrano e si scontrano in un complesso intreccio di sostegno e dipendenza reciproci. 

Tutta la danza è costruita nella coesistenza di emozioni opposte: movimenti energici e scanditi si alternano a passaggi estremamente lirici. Il grande affresco Mediterraneo si chiude in un grande abbraccio finale tra i danzatori come simbolo di unione tra le diverse culture che animano questo Mare Nostrum.

Nonostante i 25 anni trascorsi questo balletto è più che mai attuale perché specchio di queste nostre terre in cui tuttora si confrontano e si scontrano culture apparentemente diverse, ma con una comune radice: il Mediterraneo.

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Mediterranea. Un successo del balletto italiano che ha conquistato il mondo.

Nella sua veste di produttore 'artistico'  - in cui il secondo aspetto si riscontra  nella puntuale attenzione al nostro passato coreografico- Daniele Cipriani ha in questi ultimi anni convalidato l'idea dell'esistenza di un repertorio 'neoclassico' e 'postclassico' italiano ormai storicizzato e per questo meritevole di essere presentato anche al pubblico della danza di oggi. 

Il revival di tre titoli legati alla storia di Aterballetto e del suo primo direttore Amedeo Amodio – Carmen, Coppelia e Lo Schiaccianoci- hanno rinverdito la concezione di un fare teatro che Amodio ha ereditato dalla lezione del suo maestro Aurel Milloss, esaltata dall'ideale diaghileviano dell'opera totale e che il coreografo seppe da par suo brillantemente applicare alle esigenze di una compagnia di balletto moderna. Le tre creazioni di Amodio inoltre inserivano di diritto un italiano nella storia dei contributi coreografici moderni dedicati a titoli 'storici': rivedere quei progetti  a distanza di oltre venti anni dal loro debutto non fa che ricordarci il grande fermento di quegli anni vitalissimi per il nostro teatro di danza, che stava acquistando una precisa identità e riconoscibilità, finalmente conclamate anche sulla scena internazionale.

A segnare in quegli anni l'irruzione ( come definirla altrimenti?) della danza italiana sui palcoscenici di mezzo mondo è però -in concreto- un altro spettacolo: un balletto 'originale' creato da un coreografo allora emergente per una formazione fiorita in quegli anni felici, il Balletto di Toscana:  Mediterranea di Mauro Bigonzetti (1993). Per la compagnia fondata e diretta da Cristina Bozzolini il giovane coreografo aveva già firmato due lavori molto interessanti: il vorticoso Turnpike e l'intrigante TreD. E' però proprio con Mediterranea che porta a compimento la prima fase della sua maturazione d'autore, fissando alcuni elementi che diventeranno  fondamentali del suo stile e della sua poetica. 
Inno alla comunione e alle differenze delle culture che si sono confrontate nei secoli da una parte all'altra del Mare Nostrum Mediterranea si pone come un divenire continuo di suggestioni visive, sapientemente evocate da una colonna sonora, curata insieme a Paride Bonetta, in cui musiche popolari di rara suggestione si miscelano a trascrizioni còlte, da Mozart a Ligeti. Contrasti culturali, diverse forme di spiritualità, il fascino dell'ignoto e della scoperta – temi epici che ricorrono fin dall'Odissea in chi ha 'vissuto' questo nostro mare- si trasformano in una danza dal flusso inarrestabile e dall'attacco poderoso e sensuale insieme. Dal linguaggio di formazione ( il classico) Bigonzetti prende l'amore per le linee e la regola del legato, ma lo plasma con il suo spiccato gusto per la posa scultorea, esaltante i nervi, i muscoli, la possenza fisica maschile e femminile. Istinto e logos, leggerezza e gravità. Estremi su cui si muove serrata, travolgente, spettacolare la sua danza. Che forse sarebbe stata diversa se non fosse stata creata sui solisti del BdT. Quattordici interpreti dalla personalità carismatica, gagliardi per bellezza e bravura, unici nelle loro caratteristiche fisiche e espressive, ma fusi in un ensemble ruggente, che per quindici anni -dal 1985 al 2000- muteranno la visione della danza in Italia grazie allo straordinario eclettismo e l'apertura intellettuale nel  declinare le diverse modalità coreografiche affiorate in quegli anni e còlte con audacia propositiva dalla loro direttrice. In Mediterranea Bigonzetti sfrutta ed esalta le qualità dei suoi primi interpreti, fin dai 'protagonisti', due uomini che interloquiranno-tra tenerezze e complicità lotte e duelli fisici per tutto lo spettacolo: l'uno riflesso dell'altro, l'uno all'altro antitetico. 

Creature ammantate nel  nero del mistero e della notte, in rosso-come la passione e il sole che infuoca il Mediterraneo; e poi nell'etereo bianco  della sua luce più abbacinante attraversano la scena ora con pose che rimandano alle sculture arcaiche, ora con slanci ferini, ora lirici arabeschi di carne. Nei duetti che punteggiano la coreografia si colgono le sfumature di una condizione umana legata al 'viaggio': quello dell'ebrea errante con la sua storia di persecuzione nel canto hondo di Carmen Linares; quello della sposa abbandonata dall'uomo che va per mare nel meraviglioso madrigale provenzale. Ma è la danza di insieme, i ritmi cadenzati e percossi con tutto il corpo, gli zigzag delle dinamiche, le saette delle braccia e delle gambe che rompono lo spazio a creare la tensione energetica di tutto il lavoro, a darne la cifra -tra raffinatezze accademiche e quel tocco pop spettacolare che il coreografo mostrerà di amare anche in seguito. Lo speciale connubio tra la creazione e i suoi entusiasmanti interpreti fece la fortuna di entrambi: dopo il debutto al Festival TorinoDanza il titolo diventò infatti il biglietto da visita del BdT, sempre più richiesto a livello internazionale: da Rio de Janeiro a New York, da Madrid a Stoccarda, da Toronto a Kiev  ogni apparizione della compagnia fiorentina in questa turbinosa creazione  unanimamente esaltò pubblici e critici, a tal punto da essere elevata -cito Clive Barnes del New York Post- ai massimi ranghi della danza mondiale. Nominato direttore di Aterballetto Bigonzetti nel 1997 e conclusasi l'avventura del Balletto di Toscana nel 2001, Mediterranea ha comunque continuato la sua fortuna, entrando - in parte rieditato- prima nel repertorio scaligero (con un ensemble capeggiato da Massimo Murru) e poi al San Carlo di Napoli. In entrambi i casi, la scelta fu motivata dalla volontà di fissare questo titolo così speciale nel nuovo repertorio delle compagnie di balletto italiane. E in fondo ricordare anche la formazione che ne incarnò la forza e la poesia. E forse proprio in questo sta il pregio particolare di questo nuovo revival che cerca nella memoria le ragioni del presente e del futuro del balletto italiano.

Silvia Poletti
 

La scelta musicale

a cura di Paride Bonetta e Mauro Bigonzetti


Gregorio Paniagua
Anakrousis musica dell’antica Grecia

Marin Marais
Folies d’Espagne Esecuzione di Jordi Savall

Anonimo
Bele Yolanz (Francia) Esecuzione di Esther Lamandier

Anouar Brahem
Battements (Tunisia) Esecuzione di Anouar Brahem

Anonimo
Segah pashervi musica tradizionale turca Arrangiamento ed esecuzione di Brian Keane

Anonimo
Chargah Sirto musica tradizionale turca Arrangiamento ed esecuzione di Brian Keane

Carmen Linares
Pasa una mujer llorando testo tradizionale spagnolo, Musica ed esecuzione di Carmen Linares

Brian Keane
Imaginary Traveller Esecuzione di Brian Keane

Antonello Salis
Mignolo (Sardegna) Esecuzione di Antonello Salis

Gyorgy Ligeti
dal Quartetto n. 2 “Come un meccanismo di precisione” Esecuzione del Quartetto Arditti

Anonimo
Improvvisazione a sei tempi musica tradizionale turca Esecuzione di Dtamchid Chemirani

W. A. Mozart
Sonata K 331 “Alla turca” Esecuzione di Maria Joac Pires

Pierluigi da Palestrina
da Missa brevis Kyrie Esecuzione di Tallis Scholars

Anonimo
Karsilama musica tradizionale turca Esecuzione di Nikola

Johan Cabanilles
Entrada de quarto tono (Spagna) Esecuzione di Francis Chapelet

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