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  • Crediti

    Di: William Shakespeare
    Rielaborazione di Tino Buazzelli e Arnaldo Bagnasco

    Traduzone: Cesare Vico Lodovici

    Regia: Tino Buazzelli

    Interpreti: Guido Lazzarini, Nanni Bertorelli, Antonio Pavan, Tino Buazzelli, Roberto Paoletti, Egisto Marcucci, Giancarlo Cajo, Domenico Negri, Gianni Guerrieri, Alberto Zara, Paolo Ferrante, Giorgio Biavati, Werner Di Donato, Paolo Mannoni, Pierisa Bellia, Ombretta Franzini, Marcello Fonda

    Scene: Josef Svoboda

    Costumi: Eugenio Guglielminetti

    Musiche: Giorgio Gaslini

    Produzione: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia

    Repliche: 15

Macbeth, tragedia in cinque atti in versi e in prosa, fu composta da Shakespeare (Stratford on Avon 1564 - 1616) verso il 1606. Vi si narrano le temerarie gesta di Macbeth, signore di Cawdor e della sua sanguinaria sposa. Dopo che le streghe hanno profetizzato a Macbeth la corona egli, spinto dalla moglie, uccide nel sonno re Duncan e subito dopo Banquo, che era stato salutato dalle streghe quale progenitore di re. Appena salito sul trono, Macbeth tuttavia è ossessionato dallo spettro di Banquo che reclama vendetta. Frattanto Malcom, il figlio di Duncan, assieme a Macduff, si prepara ad attaccare Macbeth, che ormai è stato abbandonato da tutti. Lady Macbeth sopraffatta dal rimorso e dall’orrore per tutti i misfatti compiuti, impazzisce e si toglie la vita; Macbeth affrontato in duello da Macduff viene ucciso e Malcom diventa il nuovo re di Scozia.

LO SPETTACOLO E LA CRITICA

Questa messinscena della tragedia shakespeariana, che si avvaleva dell’allestimento di uno dei maggiori scenografi europei, ottenne critiche discordanti. Positive le parole di Tullio Reggente su Il Messaggero Veneto «Il personaggio si adatta alla figura di Tino Buazzelli, essendo esso dotato di una personalità caratteristicamente imponente, che fonda sulla potenza una notevole mole degli effetti e tutto il sottile giuoco di indagine psicologica cui è costretto il rude guerriero. […] Le scene sono state affidate a Josef Svoboda che ha saputo creare efficaci situazioni ambientali e figurative». Meno convinto appare Giorgio Bergamini su Il Piccolo «Il Macbteh inscenato da Buazzelli ci è sembrato uno spettacolo lievemente sbandato. […] Peccato che il ritmo di questa impostazione,  per noi lodevole, abbia subito ogni tanto delle scosse, e che lo stesso Buazzelli e alcuni dei suoi compagni abbiano alternato, qua e là, una recitazione moderna e per così dire “da leggio” a un’altra di tipo oratorio, rompendo la compattezza dello stile».

(Paolo Quazzolo)

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