Votazioni aperte dal 28 Aprile
  • Crediti

    di Tennesee Williams

    regia di Rajeev Badhan

    con (o.a.): Diego Facciotti , Ruggero Franceschini, Elena Strada, Giuseppina Turra

    produzione SlowMachine

Una madre che non sa amare, o forse ama troppo, un figlio - Tom, in cui l’autore vede molto di sé - investito di troppi doveri e aspettative, e la remissiva e solitaria Laura, figlia minore, che non sa confrontarsi con il mondo esterno. Da lì improvvisamente arriva Jim un giovanotto in visita che scompagina il fragile equilibrio familiare... È “Lo zoo di vetro” uno dei testi più emblematici e applauditi di Tennessee Williams e del teatro del Novecento. Lo rilegge attraverso la sua poetica lirica e assieme contemporanea Rajeev Badhan, regista che il pubblico della Sala Bartoli ha imparato ad apprezzare nelle passate stagioni e che si è misurato con successo con altri classici, fra tutti “Le notti bianche” di Dostoevskij.

Assieme a Elena Strada con cui divide da tempo il suo cammino artistico e ad altri tre ottimi interpreti, Badhan restituisce “Lo zoo di vetro” in un linguaggio rispettoso del testo originale ma pervaso da contaminazioni stimolanti. «Ho puntato a dare nuova vita a questo classico anche attraverso l’elemento del video, già inserito dall’autore più come suggestione che come reale mezzo tecnico, che trasporta lo spettatore all’interno dell’universo soggettivo del ricordo e in quello dell’isolamento e della fantasia di una mente chiusa nella sua “diversità”. Come definito dall’autore stesso, “Lo zoo di vetro” è dramma del ricordo, e il ricordo è selettivo, vive nella sua soggettività, è liquido e trasparente, dai contorni poco definiti e fragile come il vetro (...) Ho cercato di riflettere sulla forza dell’immagine nel ricordo e della sua potenza emotiva».

Mercoledì 28 Aprile
21:00
Giovedì 29 Aprile
21:00
Venerdì 30 Aprile
19:30
Congratulazioni

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