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Crediti
Regia: Coreografia Marta Bevilacqua e Roberto Cocconi
Interpreti: danzano Luisa Amprimo, Marta Bevilacqua, Luca Campanella, Roberto Cocconi, Angelica Margherita, Daniele Palmeri, Marco Pericoli, Andrea Rizzo, Anna Savanelli, Valentina Saggin, Carolina Valentini, Luca Zampar
Costumi: Arearea, Marianna Fernetich
Musiche: “The Four Seasons” di Vivaldi
riscrittura di Max Richter, Piero Marino, Federico AlbaneseLuci: Daniela Bestetti
Produzione: Compagnia Arearea
Repliche: 1
PREZZO DEI BIGLIETTI
Platea A-B Interi € 39 | Ridotti € 35 | Under16 € 20 | 3★
Platea C Interi € 31 | Ridotti € 29 | Under16 € 17 | 2★
I galleria Interi € 27 | Ridotti € 24 | Under16 € 15 | 2★
II galleria Interi € 23 | Economici € 15 | Under16 € 13 | 1★
Prenotazioni stelle 5/2 h. 10.00
Vendita biglietti 7/2 h. 10.00
«Ci sono opere che nascono quasi all’insaputa di noi stessi, nascono come papaveri spontanei tra le rovine o sul ciglio di una strada. E che gioia per l’occhio attento del passante! Con quella spontaneità, e per stimolare lo spettatore a quella qualità dello sguardo, ci avviciniamo a “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi» scrivevano Marta Bevilacqua e Roberto Cocconi avviando il progetto de “Le Quattro Stagioni”: lo pensavano inizialmente in forma di danza urbana itinerante. Dopo diverse fasi di sviluppo lo spettacolo ha ora dimensione teatrale e dopo essere stato rappresentato diviso in parti, sarà in scena a Trieste per la prima volta in forma completa, nel giorno dell'equinozio: un evento per la compagnia che da alcune stagioni ha intessuto con lo Stabile stimolanti collaborazioni.
“Estate_Inverno” e “Primavera_Autunno”: due coppie di stagioni, ogni dittico è formato da una coreografia di Marta Bevilacqua e una di Roberto Cocconi. Stagioni, coreografie diverse e complementari, legate eppure distinte... Alla Sala Bartoli era già stata applaudita la prima parte – “Le Quattro Stagioni - From Summer to Autumn” – nell’aprile 2017. Ora ci saranno anche il gelido Inverno e la Primavera. L’ispirazione per “Le Quattro Stagioni” ad Arearea è arrivata dalla musica, quella di Vivaldi, riscritta dal compositore tedesco Max Richter nel 2015 intrecciando la partitura settecentesca ad ambient music ed elettronica. Cocconi e Bevilacqua interpretano la composizione attraverso un vibrante linguaggio corporeo: «Il nostro è un gesto geografico, localizzato, portatore e veicolo di una complessità mediterranea, che, non a caso, danza il richiamo delle “Quattro Stagioni”. La felicità è tutta qui, non c’è un altrove. È qui che danziamo, qui ed ora» scrivono. «L’Estate è il femminile, è soprattutto il nostro attaccamento alla realtà sensuale del mondo» spiega ancora Marta Bevilacqua, a proposito delle prime due coreografie. «Ne assaporiamo la quiete dopo una tempesta... Cinque donne si fanno attraversare da un forte vento d’estate e cercano complicità e solitudine». L’“Autunno” invece induce all’introspezione, alla quiete «E così uno sparuto gruppo di uomini tergiversa sui suoi passi, attardando ogni piccola decisione, ponderando che la separazione tra gli opposti prima o poi si assottiglierà fino a scomparire.». Chissà cosa ci riserveranno l’Inverno severo, quali emozioni il gesto dei danzatori trasmetterà al pubblico, e quale “risveglio” sarà evocato nella “Primavera” in una nuova e feconda opposizione fra maschile e femminile...
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