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  • Crediti

    di Johann Wolfgang von Goethe
    riscrittura Maria Teresa Berardelli

    regia di Andrea Baracco

    con Elena Arvigo, Silvia D’Amico, Denis Fasolo, Gabriele Portoghese, Oskar Winiarski

    scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta

    musiche di Giacomo Vezzani

    luci di Simone De Angelis
    foto di scena Guido Mencari | www.gmencari.com

    produzione Teatro Stabile dell'Umbria con il contributo speciale della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli

ATTENZIONE: LO SPETTACOLO È STATO ANNULLATO

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia sospende l’attività fino al 3 aprile in ottemperanza al Decreto Ministeriale emanato in data 4 marzo per contrastare e contenere la diffusione del COVID-2019 su tutto il territorio nazionale.

Il Teatro Stabile sta lavorando intensamente per affrontare una situazione che non ha riscontri nella nostra storia recente e si sta impegnando a riprogrammare, per quanto possibile, gli spettacoli sospesi secondo un diverso calendario.

Sarà nostra cura dare per tempo al pubblico notizie sugli eventuali spostamenti e tutti gli aggiornamenti necessari.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea B-C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni stelle 17/12 h. 10.00

Vendita biglietti 19/12 h. 10.00

Dopo “Il maestro e Margherita” di Bulgakov, che lo scorso anno è stato uno degli spettacoli più amati della Stagione, lo Stabile dell’Umbria propone al Rossetti una nuova incursione nella grande letteratura. Questa volta il regista Andrea Baracco si lascia attrarre dalla scrittura di Johann Wolfgang Goethe, in una delle sue opere più perfette e affascinanti: “Le affinità elettive”. Vi si accosta con la medesima ispirazione, la profonda capacità analitica che in lui abbiamo conosciuto nel precedente spettacolo e con una compagnia d’interpreti molto armoniosa. Quarto romanzo di Goethe, “Le affinità elettive” fu pubblicato nel 1809 e accolto da immediato successo.

Sebbene il titolo alluda al mondo della chimica – alla proprietà cioè per cui due elementi legati, in presenza di un nuovo elemento, possano rompere il primo legame per crearne uno diverso – Goethe si concentra completamente sui moti dell’animo umano. «È un libro che turba, che sgomenta, che pone mille interrogativi e non ne risolve alcuno: ma è proprio questa la sua vera e unica positività» spiega in un proprio saggio Italo Alighiero Chiusano. «Quando leggo “Le affinità elettive” sento quel sottile tremore ai nervi, metà delizia metà terrore, che pare colga gli animali quando sentono avvicinarsi il terremoto». In effetti il romanzo è percorso da intense tensioni romantiche, da impulsi opposti, da attrazioni e struggimenti... «C’è un grande gioco di equilibri e contrasti tra essere e dover essere, tra istinto e ragione, tra sensualità e moralità, tra immediatezza e riflessione, tra destino e volontà» anticipa il regista. «Il tentativo è quello di mostrare le forze che provengono dalla dissoluzione del matrimonio. La passione perde tutto il suo diritto, la sua felicità e la sua potenza, quando cerca di venire a patti con l’agiata e garantita vita borghese».

I protagonisti, Carlotta ed Edoardo, si sono amati da giovanissi- mi ma sono stati costretti dalle loro famiglie a matrimoni diversi: anni dopo si incontrano e, ormai liberi entrambi, si sposano. Con ostinazione proteggono il loro sentimento dal mondo, isolandosi in una ampia proprietà lontana da tutto: l’equilibrio però è turbato dall’arrivo nella tenuta del Capitano, un caro amico di Edoardo, e dell’amata nipote di Carlotta, l’eterea Ottilia. Come in una reazione chimica le “affinità elettive” operano fra i quattro in modo sorprendente, e per quanto ognuno si impegni a contrastarle, la passione scoppia in modo drammatico fra Ottilia ed Edoardo e anche Carlotta e il Capitano si attraggono intensamente.

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