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  • Crediti

    di William Shakespeare
    traduzione e adattamento di Alessandro Serra

    regia, scene, luci, suoni, costumi Alessandro Serra

    con (in ordine alfabetico) Andrea Castellano, Vincenzo Del Prete, Massimiliano Donato, Salvo Drago, Jared McNeill, Chiara Michelini, Maria Irene Minelli, Valerio Pietrovita, Massimiliano Poli, Marco Sgrosso, Marcello Spinetta, Bruno Stori

    collaborazione ai costumi Francesca Novati
    maschere di Tiziano Fario

    consulenza linguistica Donata Feroldi

    collaborazione ai suoni Alessandro Saviozzi

    collaborazione alle luci Stefano Bardelli

    produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, ERT – Teatro Nazionale, Sardegna Teatro, Festival d’Avignon, MA scène nationale, Pays de Montbéliard
    in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Compagnia Teatropersona

Il teatro materico e ancestrale di Alessandro Serra sceglie nuovamente Shakespeare. Dopo aver ricevuto ogni premio possibile per il suo “Macbettu” - in cartellone anche allo Stabile regionale qualche stagione fa - questo grande artista, “totale” e singolarissimo nel suo approccio ad ogni testo, si confronta con “La tempesta”, misterioso e seducente capolavoro del grande elisabettiano.

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PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A-B Interi € 27 | Ridotti € 24 | 2★

Platea C Interi € 23 | Ridotti € 19 | 1★

Gallerie Interi € 18 | Ridotti € 16 | 1★

 

Prenotazioni stelle 08/11 h. 10.00

Vendita biglietti 10/11 h. 10.00

Giovedì 8 Dicembre
20:30
Venerdì 9 Dicembre
20:30
Sabato 10 Dicembre
20:30
Domenica 11 Dicembre
16:00

«Ne “La tempesta” - scrive Serra - il sovrannaturale si inchina al servizio dell’uomo, Prospero è del tutto privo di trascendenza, eppure con la sua rozza magia imprigiona gli spiriti della natura, scatena la tempesta, e resuscita i morti. Ma sarà Ariel, uno spirito dell’aria, ad insegnargli la forza della compassione, e del perdono. Lo credi davvero, spirito? Io sì, se fossi umano.

Su quest’isola-palcoscenico tutti chiedono perdono e tutti si pentono ad eccezione di Antonio e Sebastiano, non a caso gli unici immuni dalla bellezza e dallo stato di estasi che pervade gli altri. Il fatto che Prospero rinunci alla vendetta proprio quando i suoi nemici sono distesi ai suoi piedi, ecco questo è il suo vero innalzamento spirituale, il sovrannaturale arriva quando Prospero vi rinuncia, rinuncia a usarlo come arma.

Ma il potere supremo, pare dirci Shakespeare, è il potere del Teatro. “La tempesta” è un inno al teatro fatto con il teatro la cui forza magica risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile di accedere a dimensioni metafisiche attraverso la cialtroneria di una compagnia di comici che calpestano quattro assi di legno, con pochi oggetti e un mucchietto di costumi rattoppati. Qui risiede il suo fascino ancestrale, nel fatto cioè che tutto avviene di fronte ai nostri occhi, che tutto è vero pur essendo così smaccatamente simulato, ma soprattutto che quella forza sovrumana si manifesta solo a condizione che ci sia un pubblico disposto ad ascoltare e a vedere, a immaginare, a condividere il silenzio per creare il rito. L’uomo avrà sempre nostalgia del teatro perché è rimasto l’unico luogo in cui gli esseri umani possono esercitare il proprio diritto all’atto magico».

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