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  • Crediti

    Di: Fulvio Tomizza (da Giulio Cesare Croce)

    Regia: Giovanni Poli

    Interpreti: Franco Mezzera, Lino Savorani, Marina Bonfigli, Giusy Carrara, Franco Jesurum, Mimmo Lo Vecchio, Giorgio Valletta, Gianfranco Saletta, Rosetta Salata, Orazio Bobbio, Alvise Battain, Edmondo Tieghi, Ariella Reggio, Lidia Braico, Paola Kramar, Flora Palazzini

    Scene: Mischa Scandella

    Costumi: Mischa Scandella

    Musiche: Giulio Viozzi

    Produzione: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia

    Repliche: 14

Fulvio Tomizza (Juricani 1935 - Trieste 1999), scrittore, dopo essersi trasferito a Trieste ha iniziato una prolifica attività di romanziere, componendo numerosi libri spesso incentrati sul tema della memoria autobiografica. Dopo il felice esordio con Materada (1960), pubblica La ragazza di Petrovia (1963), Il bosco di acacie (1966), La città di Miriam (1972) La miglior vita (1977) e numerose altre opere. Dopo Vera Verk, dramma messo in scena dal Teatro Stabile nel 1962 che segna il debutto teatrale dell’autore, Tomizza compose La storia di Bertoldo, commedia in tre atti tratta da Le sottilissime astuzie di Bertoldo, libro scritto nel 1606 Giulio Cesare Croce (San Giovanni in Persiceto 1550 - Bologna 1609). E’ la vicenda del contadino burlone Bertoldo che fa conoscere al buon re Alboino il sapore genuino di cose mai avute. Specie di forza della natura, Bertoldo non può essere bloccato da nessuno, neppure dalla regina che più volte ha tentato inutilmente di eliminarlo, rimanendo tuttavia burlata dagli ingegni inventivi del protagonista. Solo il un pasticcio avvelenato, offerto a Bertoldo al posto delle sue rape, riesce a stroncare il contadino, che sarà amaramente rimpianto dal re.

LO SPETTACOLO E LA CRITICA 

L’aspetto più ammirato dello spettacolo fu la scenografia di Scandella. Scrisse Carlo Milic su Il Gazzettino «L’invenzione di Scandella non si limita all’apparato scenografico, ma travalica in ogni vistosa quanto efficace operosità nell'elaborare costumi e “oggetti di scena”. […] L’interpretazione che Franco Mezzera dà di Bertoldo, è ricca di prospettive accattivanti. […] Lino Savorani nei panni del re porta la caratterizzazione a punti notevoli di evidenza, mentre più conforme appare l’intervento di Marina Bonfigli e Giorgio Valletta». Parimenti Giorgio Bergamini su Il Piccolo : «Entro la struttura scenica ideata da Mischa Scandella, davvero esemplare per fantasia e funzionalità, ricca di meccansimi e giocolerie scenotecniche, Giovanni Poli, pur lavorando con sottigliezza l’interno della favola di Croce-Tomizza, ha secondato con estroso repertorio di invenzioni ed espedienti e nei modi di una schietta, impetuosa teatralità, ogni pretesto di dinamismo spettacolare. […] Franco Mezzera, un Bertoldo da copertina di libro, sanguigno, terragno, pungente e “vero”, […] Lino Savorani che del re ha fatto un personaggio godibilissimo nei momenti di esplicita comicità e assai umano nei trasalimenti della sua svaporata malinconia. Marina Bonfigli faceva la regina con grinta da vipera».  Meno favorevole Rudi Tepper su Il Messaggero Veneto «Rispondendo alle linee tracciate da Tomizza, gli interpreti hanno reagito diversamente: un robusto Franco Mezzera ha alternato momenti di perfetta adattabilità al personaggio ad altri schemi più convenzionali. Lino Savorani ha reso la figura del re con buona cadenza recitativa, mentre stantia è sembrata la fisionomia di altri componenti del cast».

(Paolo Quazzolo)

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