LA LOCANDIERA


Votazioni aperte dal 17 Ottobre
  • Crediti

    di Carlo Goldoni

    regia di Antonio Latella
    dramaturg Linda Dalisi
    assistente alla regia Marco Corsucci

    assistente alla regia volontario Giammarco Pignatiello

    con Sonia Bergamasco, Marta Cortellazzo Wiel, Ludovico Fededegni, Giovanni Franzoni, Francesco Manetti, Annibale Pavone, Gabriele Pestilli, Marta Pizzigallo

    scene Annelisa Zaccheria

    costumi Graziella Pepe

    musiche suono Franco Visioli

    luci Simone De Angelis

    produzione Teatro Stabile dell’Umbria

Lungi dall’essere la figura femminile della tradizione goldoniana scontata e civetta vista finora, una straordinaria Sonia Bergamasco diretta da Antonio Latella dà vita a un personaggio nuovo. Al centro della commedia è una Mirandolina attuale nell’esibire la propria indipendenza e nel sentirsi libera di fare le proprie scelte.

Giovedì 17 Ottobre
20:30
Venerdì 18 Ottobre
20:30
Sabato 19 Ottobre
19:30
Domenica 20 Ottobre
16:00

Secondo appuntamento del nostro ottobre goldoniano, “La locandiera”, protagonista Mirandolina cui il padre ha lasciato sia l’attività che l’ordine di sposare Fabrizio, il primo servitore, scegliendo in questo modo più che un marito un uomo decisamente utile per la sua attività. E’ il primo testo teatrale italiano con una donna per protagonista ma non solo, Goldoni fa esplodere sul palcoscenico, tramite Mirandolina, conflitti sociali messi in moto dall’ascesa di una nuova borghesia mercantile. Dimentichiamo la figura femminile scontata, civetta, un po’ stucchevole vista finora e prendiamo atto di avere davanti agli occhi un personaggio nuovo, capace di confrontarsi ad armi pari con l’universo maschile, estremamente attuale nell’esibire la propria indipendenza e nel sentirsi libera di fare delle scelte anche quando esse vengono suggerite più dall’interesse che dal cuore, un personaggio più complesso che viene qui magnificamente reso da una straordinaria Sonia Bergamasco. La scenografia di Annelisa Zaccheria è essenziale e contemporanea; non più salottini e stanze datate ma una cucina dove si pelano patate e si preparano manicaretti. La versione proposta è praticamente quella integrale, sono gli oggetti e i costumi del nostro tempo a permettere allo spettatore di captare l’innegabile attualità del testo e la crudeltà dei rapporti sui quali si basano le relazioni umane, ieri come oggi. I repentini cambiamenti, gli scontri, i turbamenti interiori sono sottolineati dalle luci al neon di Simone De Angelis e dalle magiche atmosfere sonore jazzanti di Franco Visioli.

Congratulazioni

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