Votazioni aperte dal 12 Febbraio
  • Crediti

    di Carlo Goldoni

    regia di Giuseppe Emiliani
    aiuto regia Sandra Mangini

    con Piergiorgio Fasolo, Stefania Felicioli, Lucia Schierano e con gli attori della compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto: Simone Babetto, Andrea Bellacicco, Maria Celeste Carobene, Eleonora Panizzo, Cristiano Parolin, Filippo Quezel/Nicolò Sordo, Federica Chiara Serpe, Leonardo Tosini

    scene e scenografia virtuale Federico Cautero per 4DODO

    costumi Stefano Nicolao per Costumi Atelier Nicolao

    musiche di Leonardo Tosini

    luci di Enrico Berardi

    produzione Teatro Stabile del Veneto

Sono novelli sposi Anzoletto e Cecilia, ma il loro ménage, fotografato da Carlo Goldoni durante il putiferio di un oneroso trasloco, è già esplosivo: lei è capricciosa, amante del lusso e facile preda di un’inutile corte di scrocconi e di nobili spiantati prodighi di consigli su come arredare la nuova, grande abitazione. Lui si mostra incapace di arginare la sposa e le sue irragionevoli pretese. La sorella di Anzioletto, Meneghina, desiderosa di sistemarsi a propria volta con l’amato Lorenzino, osserva con preoccupazione lo sperpero. Di questo spettacolo sono curiose osservatrici anche le vicine Checca e Rosina, due sorelle pettegole che sembrano ancorate ai principi della buona borghesia ma anche attratte inconsapevolmente da tutto quel cambiamento... Sarà tuttavia Checca a salvare gli sposi, procurando l’intervento di Cristofolo, lo zio di Anzoletto. Laborioso, ricco di denaro e di sani principi l’anziano borghese salda i debiti del malcauto nipote convincendo gli sposi a scegliere una “casa nova” adeguata alle loro possibilità.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea B-C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni stelle 12/11 h. 10.00

Vendita biglietti 14/11 h. 10.00

Mercoledì 12 Febbraio
20:30
Giovedì 13 Febbraio
20:30
Venerdì 14 Febbraio
20:30
Sabato 15 Febbraio
20:30
Domenica 16 Febbraio
16:00

Ci sono tutta la sottile riflessione e l’analisi sociale e morale del Goldoni della stagione matura, in questa gustosissima commedia scritta nel 1760: attorno a un banale trasloco l’autore innesca una macchina drammaturgica perfetta, che mette in luce le smanie di arrivismo di una classe borghese strenuamente alla ricerca di un prestigio nobiliare che non le appartiene.

«I temi della dissipazione, dell’interesse, dell’ipocrisia sociale, della crisi economica si fondono con l’orgoglio fatuo di una borghesia che ha perso ogni autocontrollo e dirittura morale. Una borghesia ormai schiava della cultura dell’apparire, smaniosa di ostentare finte ricchezze, in preda a un’ossessiva febbre del possesso e ormai dominata da una effimera follia» osserva infatti il regista Giuseppe Emiliani che per “La casa nova” ha avuto a disposizione un’energica compagnia d’attori: in parte giovani, in parte di notevole esperienza, a cominciare dall’ottimo Piergiorgio Fasolo, che spesso ha conquistato il favore della platea del Rossetti (recentemente ne “I Rusteghi” guidato dallo stesso Emiliani). Ma se da un lato la commedia serve a Goldoni per portare avanti una seria riflessione sociale, dall’altro egli non dimentica il gusto di divertire e offre agli interpreti quanto di meglio per coinvolgere il pubblico in un vortice di vitalità: dialoghi vivacissimi, creazioni linguistiche irresistibili per caratterizzare i personaggi, un ritmo in crescendo e un giusto contrappunto fra stilettate critiche ed effetti comici.

Congratulazioni

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