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  • Crediti

    di Arthur Honegger

    Maestro Concertatore e Direttore Alessandro Cadario
    regia Paolo Valerio

    personaggi e interpreti principali:
    Jeanne d'Arc Federica Luna Vincenti:
    con la partecipazione del coro I PiccoliCantori della Città di Trieste:
    diretti dal M° Cristina Semeraro

    scene di Ivanio Coviello

    nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
    in coproduzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Il dittico dedicato a Giovanna d’Arco, nuova collaborazione con il Teatro Verdi di Trieste, per la regia di Paolo Valerio, presenterà in apertura l’Oratorio Dramatique Jeanne d'Arc au bûcher firmato da Arthur Honegger nel 1938, per la prima volta al Verdi, nonché primo esperimento storico di commistione tra recitazione pura e musica, ma anche drammatica narrazione degli ultimi istanti della Santa già incatenata al rogo che, in attualissimi flash-back cinematografici, ripercorre i momenti apicali della sua eroica epopea in un umanissimo smarrimento davanti al baratro della morte. In questo percorso quasi psicanalitico, l’icona francese è accompagnata da un confessore d’eccezione, San Domenico in persona, dottore della Chiesa, che intesse il dialogo con la pastorella guerriera ma fin da principio la posizione di Claudel è chiara: Giovanna non ha spiegazioni da offrire, le è accaduto un miracolo che lei stessa non sa spiegare, proprio come l'artista non sa dove di preciso nasca l'ispirazione che lo spinge a creare. Altro protagonista importante dell’opera è il coro, a cui è affidato il canto vero e proprio. È un coro composito, flessibile, che passa dalla preghiera alla bestemmia, dal realismo alla pura visionarietà, arrivando fino all'urlo, ma accogliendo piccole oasi di purezza come il coretto dei bimbi o il canto femminile che mima le campane: pagine non solo di grande fascino, ma anche di notevole originalità. L’attrice Federica Luna Vincenti avrà il ruolo del titolo, che fu disegnato appositamente per la prima donna Rubinstein ed in seguito fu affidato ad Ingrid Bergmann per la regia di Rossellini in una celebre tournée europea negli anni ’50.

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