Il Piccolo Flauto Magico
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Crediti
Di: da Wolfgang Amadeus Mozart
Regia: (e adattamento) Giulio Ciabatti
Interpreti principali: I Piccoli di Podrecca
Interpreti: I Piccoli di Podrecca
Marionettisti: Marino Ierman, Gabriella Slatich, Silvia Della Polla, Carlo Furlan, Francesca Zoccarato, Daniela Castiglione, Barbara Sinicco, Silvia Zambrenti
Cantanti: Cosimo Panozzo, Claudia Vigini, Donato Di Gioia, Marianna Prizzon, Leonardo Palmigiani, Massimiliano Lupo, Giorgio Monte, Luisa Vermiglio
maestro al pianoforte: Reana de LucaScene: Andrea Stanisci
Costumi: Andrea Stanisci
Musiche: Wolfagnag Amadeus Mozart
Produzione: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
Repliche: 0
Quella notte di autunno imminente dell’anno 1791
la splendida e nobile Vienna dormiva avvolta fra le nuvole.
Le prove del Flauto Magico volgevano alla fine
insieme a quella grazia leggera e puerile che le aveva nutrite.
L’ora tarda bruciava l’ultima luce delle candele.
Vienna dormiva e sognava mentre le nuvole si rincorrevano nel cielo.
Alcune note rimasero sospese nell’aria…
Poi lentamente, dolcemente, sfiorarono terra.
la splendida e nobile Vienna dormiva avvolta fra le nuvole.
Le prove del Flauto Magico volgevano alla fine
insieme a quella grazia leggera e puerile che le aveva nutrite.
L’ora tarda bruciava l’ultima luce delle candele.
Vienna dormiva e sognava mentre le nuvole si rincorrevano nel cielo.
Alcune note rimasero sospese nell’aria…
Poi lentamente, dolcemente, sfiorarono terra.
Con queste parole, all’interno di un Piccolo Teatro d’Opera d’un Tempo, un vecchio impresario teatrale riunisce attorno a sé le sue marionette per far rivivere “Il Flauto Magico”, una delle opere più straordinarie del grande Wolfgang Amadeus Mozart.
Consapevole di poterci restituire solo un poco di quella musica sublime, geniale ed eterna, consapevole dei mezzi rimastigli a disposizione, egli lotta contro il Tempo, simboleggiato da un drago che lo incalza e che vorrebbe spazzar via il suo teatrino e trascinar e tutto nell’oblio. Al pari del principe Tamino, che lotta contro il Regno del Male e delle Tenebre, egli riuscirà a trionfare. Porterà alla luce della ribalta e consegnerà ai piccoli Papageni e ai fanciulli che assistono allo spettacolo quel messaggio universale d’amore e di speranza che permea tutta l’Opera.
Questa versione de “Il Flauto Magico”, curata da Giulio Ciabatti per la scena di Andrea Stanisci è stata trascritta interamente in italiano mantenendo l’originale alternanza di parti cantate e parti recitate. È stata riscritta per pianoforte, sette cantanti e due voci recitanti – Tamino, Pamina, Papageno, Papagena, Monostato, Sarastro, Regina della Notte, Oratore, Tre Dame – per essere così presentata a quel vasto pubblico del quale fece parte anche Mozart bambino, estasiato dalla componente magica, rapito dalla meraviglia degli apparti scenici, deliziato dalle buffonerie di un impresario al quale anni più tardi affiderà la sua stesura del libretto nonché i panni e le movenze del suo Papageno.
Consapevole di poterci restituire solo un poco di quella musica sublime, geniale ed eterna, consapevole dei mezzi rimastigli a disposizione, egli lotta contro il Tempo, simboleggiato da un drago che lo incalza e che vorrebbe spazzar via il suo teatrino e trascinar e tutto nell’oblio. Al pari del principe Tamino, che lotta contro il Regno del Male e delle Tenebre, egli riuscirà a trionfare. Porterà alla luce della ribalta e consegnerà ai piccoli Papageni e ai fanciulli che assistono allo spettacolo quel messaggio universale d’amore e di speranza che permea tutta l’Opera.
Questa versione de “Il Flauto Magico”, curata da Giulio Ciabatti per la scena di Andrea Stanisci è stata trascritta interamente in italiano mantenendo l’originale alternanza di parti cantate e parti recitate. È stata riscritta per pianoforte, sette cantanti e due voci recitanti – Tamino, Pamina, Papageno, Papagena, Monostato, Sarastro, Regina della Notte, Oratore, Tre Dame – per essere così presentata a quel vasto pubblico del quale fece parte anche Mozart bambino, estasiato dalla componente magica, rapito dalla meraviglia degli apparti scenici, deliziato dalle buffonerie di un impresario al quale anni più tardi affiderà la sua stesura del libretto nonché i panni e le movenze del suo Papageno.