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  • Crediti

    Di: Arthur Miller

    Traduzione: Luchino Visconti e Gino Bardi

    Regia: Sandro Bolchi

    Interpreti: Giorgio Valletta, Eliana De Vida, Giusi Carrara, Lodovica Modugno, Maria Serena Ciano, Lidia Braico, Tonino Pavan, Daniela Di Giusto, Elisabetta Bonino, Lino Troisi, Lilia Carini, Franco Mezzera, Marina Dolfin, Edmondo Tieghi, Franco Zucca, Lino Savorani, Laura Scherianzi

    Scene: Sergio D’Osmo

    Costumi: Maurizio Monteverde

    Musiche: a cura di Maria Bolasco De Luca

    Produzione: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia

    Repliche: 22

Arthur Miller (New York 1916 - Roxbury 2005) è stato uno dei maggiori autori del teatro americano contemporaneo. Nato da una famiglia di artigiani ebrei, dopo aver riscosso i primi successi con alcuni romanzi, conquistò la fama a livello teatrale nel 1947 con Erano tutti miei figli, un dramma alla Ibsen incentrato sulla figura di un costruttore di aeroplani. La fama di Miller è soprattutto legata a Morte di un commesso viaggiatore (1949), a Il crogiuolo (1953) e a Uno sguardo dal ponte (1955). Fra i drammi più recenti, solo Il prezzo (1968) ha ottenuto un vero successo. Miller ha collaborato pure al cinema e alla televisione, scrivendo sceneggiature e riducendo per lo schermo le proprie commedie. Il dramma in quattro atti Il crogiuolo narra di una caccia alle streghe avvenuta nel 1692 a Salem nel puritano Massachusetts. Ricostruita sui documenti storici del processo di Salem, l’opera costituisce un atto di denuncia di come la malvagità di pochi possa travolgere le capacità razionali della collettività.

LO SPETTACOLO E LA CRITICA 

La nuova produzione del Teatro Stabile venne accolta positivamente da tutta la critica. Scrisse Giorgio Bergamini su Il Piccolo «Nello spazio scenico ideato da Sergio D’Osmo (una sorta di palizzata lignea di essenziale castigatezza e suggestione) il dramma si snoda con tensione impetuosa e comunicativa non solo perché Miller è un abile uomo di teatro e un formidabile volgarizzatore di sentimenti di massa, ma anche perché il regista Bolchi lo serve fedelmente su questo suo terreno tutto orlato di violenti, tenebrosi chiaroscuri drammatici e talvolta melodrammatici. Su tale linea, avvedutamente tracciata, la riuscita dell’interpretazione è lodevole e mette in risalto la buona prova degli attori». Concorde anche G. A. Cibotto su Il Gazzettino «Il regista Sandro Bolchi, nel mettere in scena il lavoro, ha rispettato fedelmente la musica interna del testo, assecondato dall’impegno degli attori. […] Con loro vanno elogiati Sergio D’Osmo per le soluzioni sceniche e Maurizio Monteverde per i costumi». Il critico de Il Messaggero Veneto recensì Il crogiuolo a Udine «Lo spettacolo dello Stabile triestino […] ha ottenuto anche a Udine un notevole successo. In particolare è stata ammirata la compattezza espressiva, ottenuta attraverso una citazione lineare e secca, senza inutili virtuosismi senza alterazioni di sorta».

(Paolo Quazzolo)

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