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  • Crediti

    tratto dal romanzo di Andrea Camilleri
    pubblicato da Sellerio editore
    riduzione teatrale di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
    da un’idea di Gemma Spina

    regia di Giuseppe Dipasquale

    con Edoardo Siravo, Federica De Benedittis, Mimmo Mignemi
    e con, in o.a. Gabriella Casali, Pietro Casano, Luciano Fioretto, Federica Gurrieri, Paolo La Bruna, Zelia Pelacani Catalano, Valerio Santi, Vincenzo Volo

    scene Antonio Fiorentino
    costumi ripresi da Stefania Cempini e Fabrizio Buttiglieri

    produzione MARCHE TEATRO, Teatro Massimo di Palermo, Teatro di Roma

    L’iniziativa si inserisce nel programma del Centenario Camilleri
    promosso dal Fondo Andrea Camilleri
    con il Comitato Nazionale Camilleri 100

“Il birraio di Preston”, tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri e portato in scena da Giuseppe Dipasquale – che firma con l’autore anche la riduzione teatrale nel 1998 – è un viaggio ironico, tragico e grottesco nel cuore della Sicilia ottocentesca. 

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PREZZO DEI BIGLIETTI

Premium Seat Interi € 36,00 | 3★
Platea GOLD Interi € 29,00 2★
Platea SILVER Interi € 26,00 2★
Platea SMART Interi € 23,00 1★
Galleria GOLD Interi € 21,00 |1★
Galleria SILVER Interi € 18,00 1★
Galleria SMART Interi € 15,00 1★

PREZZO RIDOTTO Under25 e Over 65: prezzo intero scontato del 10%

Prenotazioni stelle/abbonamento libero 14/10 h. 10.00

Vendita biglietti/school card 16/10 h. 10.00

Giovedì 18 Dicembre
20:30
Venerdì 19 Dicembre
20:30
Sabato 20 Dicembre
19:30
Domenica 21 Dicembre
16:00

Una trama intricata di fatti che prendono spunto da vicende realmente accadute e riportate nell’ “Inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche della Sicilia (1875-1876)” che mette in luce in chiave comica dinamiche e tensioni sociali che risuonano ancora oggi. Siamo a Vigata, nella seconda metà dell’Ottocento e il Prefetto di Montelusa, il fiorentino Bortuzzi, vuole inaugurare il nuovo Teatro Civico Re d’Italia con un’opera imposta dall’alto, “Il birraio di Preston” di Ricci. I vigatesi, che prendono quest’imposizione come un sopruso, specialmente perché proveniente da un “forestiero”, decidono di ribellarsi. Ne nasce un turbine di eventi tragicomici: sabotaggi, amori segreti, stecche liriche, attentati, fino all’incendio finale del teatro. Camilleri, con uno sguardo ironico e tagliente mette in luce la compromissione Stato-mafia, incarnate in questo caso dal prefetto arrogante Bortuzzi  con Don Memè Ferraguto , un uomo d’onore scaltro e calcolatore, perfettamente inserito nei meccanismi del potere.  La vicenda s’incastra con quella del Delegato Puglisi e della sua amante, della cantante Maddalena Paolazzi vittima di una delle più clamorose “stecche” nella storia del bel canto, del Dottor Giammacurta, dell’avvocato Fiannaca, dell’ingegnere Hoffer e di tanti altri.

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