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Crediti
un racconto in parole a cura di Francesco Chiamulera
immagini di Jan Sedmak
musiche di Denis Feletto
Si può provare nostalgia per qualcosa che non si è mai vissuto? Beirut, Libano, anni Sessanta. Tutto fa pensare che la Dolce Vita libanese sia qui per restare. La scena dei grandi alberghi è occupata dai turisti stranieri, dagli arrivi e dalle partenze, dalla civiltà moderna dei passaporti, come l’ha definita Zweig. Sulla terrazza del Saint George’s si serve un aperitivo brillantissimo con i camerieri in livrea bianca e le donne in bikini. La piscina confina con l’acqua del mare. Da un piccolo trampolino che oltrepassa gli scogli ci si può tuffare direttamente nel Mediterraneo. Una terra di mondanità, cosmopolitismo e grandi scrittori. Come Trieste, città del nowhere geografico e letterario, celebrata da Jan Morris, esiste un sentimento peculiare di ieri e di oggi che si confrontano e si specchiano.
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PREZZO DEI BIGLIETTI
Posto unico Interi € 19 | Ridotti € 16 | 1★
Last minute € 15
Prenotazioni stelle 15/11 h. 10.00
Vendita biglietti 17/11 h. 10.00
Oggi a Beirut si susseguono i blackout, la luce elettrica è razionata, non si può mettere la carne in frigo se non si ha un generatore privato. Le code ai benzinai sono lunghissime, mancano persino i medicinali, su Twitter si leggono sempre più richieste agli stranieri di portare antibiotici, farmaci, medicamenti. Il Covid ha dato il colpo di grazia a un qualcosa che si trascinava da molto. Ma che cosa?
“Grand Hotel Nostalgia” è un racconto in parole a cura di Francesco Chiamulera e una storia che si fa viva attraverso le immagini dell’illustratore triestino Jan Sedmak e le musiche di Denis Feletto.