Votazioni terminate
  • Crediti

    Di: Eduardo De Filippo

    Regia: Liliana Cavani

    Interpreti principali: Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses

    Interpreti: Mariangela D’Abbraccio, Geppy Gleijeses
    Nunzia Schiano, Mimmo Mignemi
    e con
    Ylenia Oliviero, Elisabetta Mirra Agostino Pannone, Gregorio De Paola Adriano Falivene, Fabio Pappacena

    Scene: Raimonda Gaetani

    Costumi: Raimonda Gaetani

    Produzione: Gitiesse Artisti Riuniti

    Repliche: 5

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 31 | Ridotti € 28 | 2★

Platea B-C Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

I galleria Interi € 19 | Ridotti € 15 | 1★

 

Prenotazioni stelle 2/10 h. 10.00

Vendita biglietti 4/10 h. 10.00

Mercoledì 7 Novembre
20:30
Giovedì 8 Novembre
20:30
Venerdì 9 Novembre
20:30
Sabato 10 Novembre
20:30
Domenica 11 Novembre
16:00

All’inizio appare come una belva ferita, scapigliata, ha appena vinto su una giovane rivale e carpito con l’inganno a Domenico Soriano il matrimonio “in articulo mortis”. Alla fine – dopo aver attraversato ogni possibile sfumatura fra rabbia, amore, passione, istinto materno – è “solo” una madre e una moglie, finalmente serena, e si concede di sciogliersi in lacrime, in una scena di rara, sussurrata commozione. Filumena Marturano è la più grande eroina della drammaturgia di Eduardo De Filippo, un personaggio scritto per la sorella Titina, amato dalle maggiori attrici non solo italiane, ed è anche un simbolo – la nostra “Madre Coraggio” – come ha acutamente osservato in “Vita di Eduardo” Maurizio Giammusso.

Un personaggio talmente immenso suscita attrazione, quanto timore, e solo la sensibilità femminile di un’autorevole regista (qui al suo debutto nella prosa) come Liliana Cavani e di un’attrice impetuosa come Mariangela D’Abbraccio, potevano restituirne un ritratto nuovo e potente, come avviene nell’edizione che approda al Politeama Rossetti forte di due stagioni di trionfali accoglienze in tutta Italia. Inserita nella “Cantata dei giorni dispari”, che raccoglie le opere più complesse di De Filippo, la commedia simboleggia – a detta dello stesso autore – un’allgoria dell’Italia del dopoguerra, lacerata anche moralmente, ma dignitosa e desiderosa di riscatto e racconta molto di quel 1947, in cui veniva scritta. La fantasia eduardiana, infatti, si basa su fondamenta tratte dalla cronaca e lascia trasparire l’inquietudine della società d’allora davanti ad uno Stato che si redimeva dalla rovina bellica, anche riconoscendo i diritti dei deboli, come i figli illegittimi. Filumena Marturano, ne ha tre, cresciuti in segreto: è una ex prostituta ed è vissuta per 25 anni senza pretese al fianco di Domenico Soriano (borghese, affascinante, forte, un perfetto Geppy Gleijeses). Quando intuisce che Soriano intende mandarla via in favore di una giovane amante, gli estorce il matrimonio. E davanti alla caparbietà di lui, che intende annullare quel legame, ecco la rivelazione: l’esistenza dei tre figli, di cui uno solo è san- gue di Soriano. Ma Filumena non indicherà mai quale: perché una madre protegge ognuno allo stesso modo. E davanti a questa forza sarà l’uomo a cedere, ad accoglierli tutti, riconoscendo l’amore con cui ha attraversato la vita.

L’accuratissima messinscena si avvale di due protagonisti impeccabili, ed è bello sottolineare che entrambi hanno iniziato la carriera sotto la guida di Eduardo De Filippo. 

Clicca qui per prenotare i biglietti con l'abbonamento stelle o libero.

Congratulazioni

Errore

Iscriviti alla newsletter