Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino, la libertà
FESTIL_Festival estivo del Litorale


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  • Crediti

    scritto, diretto e interpretato da Mario Perrotta
    collaborazione alla regia Paola Roscioli

    mashup e musiche originali Marco Mantovani e Mario Perrotta

    produzione Permar Compagnia Mario Perrotta e Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
    replica a Trieste realizzata in collaborazione tra FESTIL e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Una scrittura in bilico tra prosa, versi e musica. Mario Perrotta così descrive lo spettacolo: «Indago le opere di Calvino e, intanto, ho in mente una parola fragile: libertà. Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino, la libertà è un omaggio personalissimo a un autore che ha saputo modellare, e fortemente, la mia visione delle cose del mondo. Una riflessione sulla libertà.»

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PREZZO DEI BIGLIETTI

Posto unico Interi € 16 | Ridotti € 13 | Studenti € 11 

Il prezzo ridotto è rivolto agli under 26, over 65, soci coop e abbonati del Politeama Rossetti

Ridotto abbonamento a 3 spettacoli € 33 (11 euro a spettacolo)

 

 

Vendita biglietti 15/05 h. 10.00

Venerdì 28 Giugno
21:00

In scena un uomo, o meglio, la sua voce interiore. È la sua anima che fa spettacolo. Tra i tanti abitanti delle pagine dei romanzi di Calvino, è quello meno libero: ha un corpo, una lingua e una mente che non rispondono alla sua urgenza di dire, di agire. Oggi e solo oggi, però, ha deciso di fare spettacolo della sua esistenza, dei suoi pensieri, dei sentimenti che lo agitano. Lui, inchiodato com’è a una croce che non ha voluto, ha deciso di prendersi un’ora d’aria, un’ora e poco più di libertà. E la cerca, la libertà, tra le pagine delle opere del “signor Calvino Italo”, la racconta come sa e come può, la trasforma in versi, in musica, in parabole e collegamenti iperbolici tra un romanzo e l’altro, in canzoni-teatro sarcastiche e frenetiche e improvvisi minuetti intimi, “scalvinando” quelle opere a suo uso e consumo. Il tutto mentre accanto scorre, amaramente ironica, la sua personalissima storia d’amore, una storia impossibile per quel corpo e quella lingua incapaci di parlare.

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