• Crediti

    Di: Eschilo

    Traduzione: Manara Valgimigli

    Regia: Antonio Calenda
    Coreografie: Catherine Pantigny

    Interpreti: Antonietta Carbonetti, Alessandro Preziosi, Osvaldo Ruggieri, Laura Bussani, Piera Degli Esposti, Daniela Giovanetti, Stefano Alessandroni, Francesco Benedetto, Adriano Braidotti, Michele Carli, Sebastiano Colla, Stefano Galante, Guglielmo Lentini, Luciano Pasini, Corrado Russo, Claudio Tombini, Anita Bartolucci, Francesca Assanti, Paola Camber, Giada Colonna, Clara Costanzo, Daniela Ferletta, Annalisa Insardà, Tatiana Manzella, Gabriella Mazzone, Teresa Sadar, Alessandra Smeraldi

    Scene: Bruno Buonincontri

    Costumi: Elena Mannini

    Musiche: Germano Mazzocchetti

    Produzione: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia

    Repliche: 7

Eschilo (Eleusi, 525 - Gela, 456 a. C.) è l’autore più antico della storia del teatro occidentale. Scrisse circa ottanta tragedie, delle quali tuttavia ne conserviamo intatte solamente sette. Autore dalla visione pessimista, Eschilo ha dato vita a un teatro popolato da personaggi dalle dimensioni eroiche, in costante lotta con un destino a loro avverso. Eumenidi è l’ultima tragedia della trilogia denominata Orestea, che Eschilo fece rappresentare nel 458 a. C. Consigliato dal dio Apollo, Oreste si reca ad Atene, dove viene processato da un tribunale di saggi. Il voto ottenuto dalle due parti è pari e Oreste viene assolto grazie al voto di Atena, che è a lui favorevole. La dea, infine, persuade le Erinni a trasformarsi in Eumenidi, creature benevole.

(Paolo Quazzolo)

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SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Eumenidi 
rappresenta un momento importante nell’attività del Teatro Stabile  del Friuli-Venezia Giulia, che – dopo il debutto, lo scorso maggio a  Siracusa – inaugura la stagione di prosa 2003-2004. Lo spettacolo  quest’anno viene riproposto esclusivamente al Politeama Rossetti: un  evento con cui si vuol festeggiare la conclusione del grande ciclo dell’Orestea  eschilea, intrapreso nel 2001 con la messinscena di Agamennone  e Coefore, e portato a conclusione con ottimi esiti proprio con l’allestimento  dell’ultimo atto della trilogia: Eumenidi.
Nel  segno della continuità del progetto artistico oltre che di ricerca, Antonio Calenda ha affidato il nuovo lavoro agli attori che hanno seguito le diverse fasi dell’articolata ricerca dedicata al mito: un  gruppo ormai coeso, che vanta grande precisione e sa donare emozioni. Saranno dunque Piera Degli Esposti, Daniela Giovanetti, Osvaldo Ruggieri,  Anita Bartolucci e Hossein Taheri ad introdurci all’ultima tappa della  vicenda di Oreste: metafora del cammino che l’uomo greco, l’uomo  moderno, deve compiere per giungere a necessarie conquiste ideologiche e  di conoscenza. Il “vivi uomo” che Atena pronuncia davanti all’areopago  ricomponendo per sempre il dissidio di Oreste, rappresenta da oltre  duemila anni uno dei fondamenti della civiltà moderna, un atto  illuminato di giustizia, che nella realtà lacerata di oggi appare tutt’altro  che scontato.

Congratulazioni

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