EL POVARO SOLDATO da La Fiorina / L’Anconitana / Il Menego / Il Parlamento de Ruzante che jera vignù de campo / Bilora


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  • Crediti

    Di: Angelo Beolco detto il Ruzante
    Riduzione di Giuseppe Maffioli e Andrea Zanzotto

    Regia: Giuseppe Maffioli

    Interpreti: Vittorio Franceschi, Oreste Rizzini, Nicoletta Rizzi, Mimmo Lo Vecchio,
    Werner Di Donato, Lino Savorani, Tonino Pavan, Giorgio Valletta,Carlo Gamba

    Scene: Silvano Falleni

    Costumi: Silvano Falleni

    Musiche: Lino Toffolo

    Produzione: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia

    Repliche: 16

Angelo Beolco detto Il Ruzante dal nome del celebre personaggio da lui interpretato sulle scene, era originario di Padova e visse fra il 1500 circa e il 1542. Cresciuto in un ambiente colto e raffinato, amico del nobile Alvise Cornaro, Beolco fu organizzatore di spettacoli e di feste, e autore di una decina di testi da lui stesso interpretati. E’ considerato come uno dei maggiori esponenti del teatro italiano cinquecentesco. El povaro soldato, commedia in due atti, vuole essere una specie di parabola del povero contadino padovano travolto dalle miserie della sua condizione. Il povero contadino Menego ama la bella Fiore, ma la guerra sempre in agguato lo spinge a partire, nella speranza di ottenere facili guadagni. Tornato a casa più povero di prima, Menego ha la sorpresa di scoprire che Fiore è andata a vivere con un vecchio libidinoso che la disgusta ma che morendo la lascerà nell’agiatezza. Sopraffatto dall’ira e dalla gelosia, Menego uccide il rivale, divenendo così un assassino.

LO SPETTACOLO E LA CRITICA

Lo spettacolo, che si componeva di un “collage” di brani tratti da opere diverse del Ruzante, ottenne buoni riconoscimenti. «Giuseppe Maffioli e Andrea Zanzotto nell’ideare il copione del povero soldato hanno ottenuto un testo, che pur indirettamente e inequivocabilmente derivato dagli originali, può ben vivere di vita autonoma, per l’intrinseca consequenzialità che la vicenda, risultante dal “collage”, o se vogliamo, dal montaggio pazientissimo di tante tessere differenti, riesce a raggiungere nell’arco essenziale del suo svolgimento. […] Agli interpreti va riconosciuto il merito di essersela cavata con sufficiente disinvoltura nel cimento di quel difficile e quasi implausibile dialetto pavano. Oreste Rizzini era Menego, una parte tremenda, sempre in scena e allo sbaraglio di scomodi confronti. Nicoletta Rizzi ha fatto Fiore ed ha saputo gettare il cupo sgomento della sua paura di fame. […] Lino Savorani ha guidato il personaggio di Menato a mite, riflessiva saggezza, e anche Giorgio Valletta ha fatto del vecchio Andronico una figura seria, composta» (Giorgio Bergamini su Il Piccolo). «Nelle intenzioni di Maffioli, il Povaro soldato vuole essere simbolo del popolo. […] Il compito degli attori non era davvero facile, dovendo affrontare le asperità del cinquecentesco dialetto “pavan”, […] ma conviene riconoscere che hanno brillantemente superato la prova. E primo fra tutti Oreste Rizzini e Nicoletta Rizzi, interpreti efficaci dei due personaggi centrali» (Il Gazzettino). «Rizzini un Menego schietto, istintivo e convincente. […] Molto brava anche Nicoletta Rizzi, disinvolta e avvenente nel rendere i variabili umori femminili» (Il Messaggero Veneto).

(Paolo Quazzolo)

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