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Crediti
di e con Stefano Massini
scene di Paolo Di Benedetto
costumi Elena Bianchini
musiche di Enrico Fink
eseguite da Valerio Mazzoni, Sergio Aloisio Rizzo, Jacopo Rugiadi e Gabriele Stoppadisegno luci di Manuel Frenda
produzione Teatro della Toscana/Teatro Nazionale
Nel 2015 Donald J. Trump annuncia la sua entrata nell’agone politico. Ma a soli quarant’anni già vegliava sull’umano consesso, dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan da dove pianificava il suo regno di monarca assoluto, simbolo e incarnazione del potere. Chi meglio di Stefano Massini - dopo i successi internazionali di “Lehman Trilogy” e “Manhattan Project” - poteva analizzare l’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese, fino alla sua elezione a Presidente degli Stati Uniti?
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PREZZO DEI BIGLIETTI
Premium Seat Interi € 39,00 | 3★
Platea GOLD Interi € 32,00 | 2★
Platea SILVER Interi € 29,00 | 2★
Platea SMART Interi € 26,00 | 2★
Galleria GOLD Interi € 22,00 |1★
Galleria SILVER Interi € 19,00 | 1★
Galleria SMART Interi € 15,00 | 1★
PREZZO RIDOTTO Under25 e Over 65: prezzo intero scontato del 10%
Prenotazioni stelle/abbonamento libero 10/02 h. 10.00
Vendita biglietti/school card 12/02 h. 10.00
In un succedersi incalzante di colpi di scena, di incontri decisivi e di montagne russe fra trionfi e bancarotte, Massini ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale di un uomo che si è trasformato in marchio commerciale, in icona, in brand, in testimonial del suo stesso successo e sponsor della propria scalata, sempre spingendosi oltre il limite e oltre il lecito, in una sfida instancabile che non ammette l’ipotesi della resa ma sempre e solo l’ebbrezza del rilancio. Si scopre allora che Donald è in fondo la personificazione del nostro tempo, di cui esprime perfettamente il caos fra realtà e reality, fra fake e fiction, fra persona e personaggio. Ne nasce un racconto rivelatorio e per molti aspetti raggelante, che conferma il teatro nella sua missione antichissima di occhio critico sulla contemporaneità, di cui può cogliere ombre e abissi con la semplicità disarmante di una narrazione necessaria. Dopo essere stati rapiti da “L’interpretazione dei sogni”, turbati da “Mein Kampf”, occorre non lasciarsi sfuggire Stefano Massini in “Donald”.