• Crediti

    di Luigi Pirandello

    regia di Filippo Dini

    con (in ordine alfabetico) Francesca Agostini, Mauro Bernardi, Andrea Di Casa, Filippo Dini, Giovanni Esposito, Ilaria Falini, Mariangela Granelli, Dario Iubatti, Orietta Notari, Maria Paiato, Nicola Pannelli, Benedetta Parisi

    scene di Laura Benzi

    costumi di Andrea Viotti

    musiche di Arturo Annecchino

    luci di Pasquale Mari

    produzione Teatro Stabile di Torino

    Repliche: 5

PREZZO DEI BIGLIETTI

Platea A Interi € 25 | Ridotti € 22 | 2★

Platea B-C Interi € 16 | Ridotti € 14 | 1★

 

Prenotazioni stelle 20/11 h. 10.00

Vendita biglietti 22/11 h. 10.00

Mercoledì 9 Gennaio
20:30
Giovedì 10 Gennaio
20:30
Venerdì 11 Gennaio
20:30
Sabato 12 Gennaio
20:30
Domenica 13 Gennaio
16:00

Coloro che nel 2015 hanno assistito all’“Ivanov” di Cechov – uno dei più ammirati spettacoli di quella stagione – ricorderanno sicuramente il colto e incisivo linguaggio registico di Filippo Dini che firmava quell’allestimento e che era stato già applaudito in passato in veste d’attore (al Politeama Rossetti nel ruolo di Giorgio VI ne “Il discorso del Re”, e al cinema nei film di Nanni Moretti, Pupi Avati, i fratelli Taviani). Nella doppia veste di regista e protagonista, quest’anno, affronta un capolavoro pirandelliano che – anche a distanza di un secolo – continua a esprimere un’importante metafora sull’incertezza della verità e delle relazioni. “Così è (se vi pare)” – rappresentata per la prima volta a Milano nel 1917 e pubblicata l’anno successivo – segue di poco la trilogia del “teatro nel teatro” e sostanzia un nuovo raffinato gioco teatrale di Luigi Pirandello, che attraverso un’architettura drammaturgica da commedia e un’apparente atmosfera da consuetudini borghesi, teorizza ancora una volta l’impossibilità di afferrare la verità.

La pièce si svolge in una città di provincia, dove l’élite che frequenta il salotto del consigliere Agazzi si muove come un coro pettegolo e cinico, fra loro solo il dottor Laudisi dà voce - con disincanto – alla ragionevolezza. Il gruppo è incuriosito dal comportamento di tre persone da poco arrivate: la signora Ponza comunica con la propria madre, la signora Frola, solo “a distan- za” tramite bigliettini calati in un paniere dalla finestra di casa, dove il marito – il signor Ponza – sembra tenerla reclusa. Ai vicini, la signora Frola esprime la propria verità, e cioè che il genero le impedisce di avvicinarsi in altro modo alla figlia, e lo accusa di soffrire di una gelosia malata.

Il signor Ponza invece racconta che la suocera è pazza, e confonde l’attuale signora Ponza con la figlia, ormai morta, che era stata la sua prima moglie. All’indiscreto uditorio allora non resta che convocare la signora Ponza stessa, per sapere: ma la donna si presenta velata di nero e conferma entrambe le verità, o nessuna di esse, proferendo la celebre battuta «Io sono colei che mi si crede».

Con una scrittura ricca di sottili ragionamenti e di ondate di pathos, “Così è (se vi pare)” offre agli attori una materia intrigante e vertiginosa, su cui provare il proprio talento: lo farà con precisione la compagnia di Dini, in cui il pubblico triestino avrà la gioia di ritrovare, fra gli altri, la classe di Maria Paiato, applaudita protagonista della recente produzione “Play Strindberg”. 

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