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  • Crediti

    Di: Arthur Schnitzler

    Traduzione: Caludio Magris

    Regia: Luca De Fusco

    Interpreti: Mariano Rigillo, Antonella Fattori, Giampiero Becherelli, Mascia Musy, Anna Teresa Rossini,
    Vittorio Franceschi, Federico Pacifici, Simona Caramelli

    Scene: Sergio D’Osmo

    Costumi: Sergio D’Osmo

    Produzione: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia

    Repliche: 16

Arthur Schnitzler (Vienna 1862 - 1931) scrittore e autore drammatico, si segnalò in ambiente letterario - benché fosse laureato in medicina - grazie alle sue novelle. La struttura della novella si trasfuse fortemente in tutti i primi testi teatrali dell’autore, tanto che vennero definiti come “novelle dialogate” per l’assenza di una vera e propria azione. Il primo a portarli in scena fu Max Reinhardt, che rivelò Schnitzler come il precursore del rinnovamento della scena europea. Appartengono alla produzione di Schnitzler Anatol (1890), Liebelei (1895), Girotondo (1897), Il pappagallo verde (1899), Professor Bernardi (1912) e La scena d’addio (1915), tutte opere caratterizzate da una forte ricerca psicologica. La vicenda del Casanova (1919) si svolge a Spa, località turistica belga, ove è ambientata l’ennesima avventura amorosa di un Casanova trentaduenne, che provoca una serie di reazioni a catena. Dopo una serie di equivoci, la situazione si risolve felicemente con Casanova che è chiamato a fungere da arbitro a decidere quale delle donne sia stata da lui la più ingannata. Ma, date le circostanze, il più ingannato resterà proprio Casanova.

LO SPETTACOLO E LA CRITICA

Lo spettacolo aveva debuttato in periodo estivo a Villa Campolieto, nel contesto del Festival delle Ville Vesuviane. Scrisse Giorgio Polacco su Il Piccolo «Questo spettacolo, diretto con lodevolissima diligenza dal giovanissimo Luca De Fusco, cerca di restituirci quel mitico settecento con gli occhi del Dissolvimento borghese proprio di Schnitzler, ma l’operazione critica è viepiù complicata dall’ottica contemporanea che giudica questi due secoli. […] Sulla eleganza dello spettacolo triestino, nulla da eccepire, scene e costumi di Sergio D’Osmo (collaboratore Pierpaolo Bisleri) sono del “bianco-che-più-bianco-non-si-può”, ma il vero protagonista è il letto, paradigma di lussurie e di lenzuola stropicciate. […] La sapiente illuminazione, è firmata da un “mago”, Sergio Rossi. […] Mariano Rigillo: il suo Casanova è colto nell’età di mezzo […] è elegante, mai untuoso, mai patetico. In questo spettacolo surge a vero protagonista Vittorio Franceschi, confettino rosa e panciuto, mellifluo ubriacone volutamente sopra le righe, ma spiritoso, mordace e untuoso. La Flaminia di Anna Teresa Rossini e la Nina di Antonella Fattori sembrano tolte di peso dal famoso sketch comico brechtiano delle due regine-pescivendole al mercato. Ma se la prima è sempre puntualmente a posto, la seconda è la rivelazione più piacevole della serata».

(Paolo Quazzolo)

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