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  • Crediti

    Di: Furio Bordon

    Regia: Giovanni Poli

    Interpreti: Oreste Rizzini, Luciano D'Antoni, Mariangela Melato, Germania Paolieri,
    Mariella Terragni, Edda Valente, Roberto Paoletti

    Scene: Bruno Salerno

    Costumi: Bruno Salerno

    Musiche: Vito Znidarsic

    Produzione: Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia

    Repliche: 19

Furio Bordon (Trieste 1943), regista e autore drammatico, è laureato in giurisprudenza, è procuratore legale ma non ha mai esercitato la professione forense. Come autore drammatico ha esordito in televisione con un originale scritto a diciotto anni. I testi successivi sono stati realizzati alla televisione e alla radio. Dopo aver collaborato per numerosi anni con il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, ne è divenuto il drammaturgo fisso nonché membro della commissione artistica. E’ stato in seguito direttore artistico del medesimo teatro. Questo testo segna l’esordio sulle scene teatrali di Furio Bordon, il quale aveva già scritto alcuni radiodrammi. Il protagonista dei due tempi è Massimo. In una notte d’inverno egli non riesce a dormire: piano piano lo circondano, come una serie di fantasmi, le materializzazioni delle esperienze giovanili, che hanno condizionato la sua educazione sentimentale, gettandolo entro un labirinto psicologico senza sbocco.

LO SPETTACOLO E LA CRITICA

Questa novità assoluta ottenne giudizi concordi per quanto riguarda l’interpretazione e discordi circa il valore del testo. Qualche perplessità la espresse Giorgio Bergamini su Il Piccolo : «La commedia, strutturata come un lungo monologo interrotto da rapide scene, deve aver dato parecchio filo da torcere al regista Giovanni Poli. Il quale però, mettendo a profitto tutti i mezzi offerti dal laboratorio scenotecnico, è riuscito a riorganizzare, entro la severa e funzionale scenografia di Bruno Salerno, uno spettacolo mosso e ben dosato. Ma una lode va rivolta agli interpreti, in primo luogo Oreste Rizzini che ha fatto la difficile parte di Massimo, realizzando con penetrante intelligenza la dialettica interna dal suo complesso personaggio. Con lui Mariangela Melato ha vissuto lucidamente il suo rapporto con il ragazzo andato a male». Entusiasta viceversa Mario Nordio su Il Gazzettino : «C’è stoffa in Bordon, c’è ingegno e c’è una sottile, qua e là interiormente acuta penetrazione psicologica dei diversi personaggi. Tra gli esecutori, nella faticosa e impegnatissima parte di Massimo, è emerso con intelligente e sobria efficacia Oreste Rizzini».

(Paolo Quazzolo)

Congratulazioni

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