Votazioni aperte dal 21 Aprile
  • Crediti

    da Michele Santeramo

    ideazione e regia Gianpiero Borgia

    con Raffaele Braia, Valerio Tambone

    scene di Vincenzo Mascoli

    costumi di Manuela Paladin Šabanovic

    musiche Papaceccio MMC e Roberta Carrieri

    produzione Teatro dei Borgia

Raffaele Braia e Valerio Tambone, attori impegnati e versatili, sono soli in scena: senza l’aiuto di trucchi o artifici, recitano, cantano a cappella, ballano, raccontano una storia importante senza retorica. Si fanno strumento del particolare genere teatrale su cui si fonda “Cabaret Sacco e Vanzetti”: uno spettacolo che ha ascendenti nella commedia brillante e nel teatro d’avanspettacolo della tradizione italiana, nel teatro di matrice brechtiana e nella Storia. Uno spettacolo perciò che contamina linguaggi diversi: prosa, musica, poesia, biopic, musical e narrazione in una miscela che grazie all’energia e alla preparazione degli interpreti e alla ispirata regia di Gianpiero Borgia, padre ideale di questo progetto, istruisce e coinvolge, fornendo una nuova chiave di lettura sugli eventi.

PREZZO DEI BIGLIETTI

Posto unico Interi € 19 | Ridotti € 16 | 1★

Last minute € 15

 

Prenotazioni abbonati altri-percorsi 24/1 h. 10.00

Prenotazioni stelle 28/1 h. 10.00

Vendita biglietti 30/1 h. 10.00

Martedì 21 Aprile
19:30
Mercoledì 22 Aprile
21:00
Giovedì 23 Aprile
21:00
Venerdì 24 Aprile
19:30
Sabato 25 Aprile
21:00
Domenica 26 Aprile
17:00

La vicenda che Braia e Tambone evocano in scena ha a che fare con temi quanto mai attuali e necessari: l’immigrazione, il pregiudizio razziale, l’equità e l’obiettività della giustizia. Il racconto però guarda ad un passato non troppo lontano, quando i “migranti” erano italiani: ecco Sacco e Vanzetti, vittime e simbolo di discriminazione e ingiustizia, divenuti poi veri eroi moderni. Sacco e Vanzetti – Nicola e Bartolomeo – vengono giustiziati sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927. L’uno pescivendolo, l’altro operaio, erano transitati pochi anni prima per Ellis Island in cerca di un futuro migliore, lasciandosi alle spalle l’Italia scossa dalla prima guerra mondiale e tormentata dalla miseria. Sostenitori di idee politiche impopolari per l’America borghese d’allora, divengono vittime del pregiudizio verso gli immigrati, del sospetto verso chi sosteneva la lotta operaia e – accusati di un furto e un omicidio che assolutamente non avevano commesso – entrano in un circo mediatico e giudiziario che non li scagiona, nemmeno davanti all’evidenza. La riabilitazione ufficiale in America arriva postuma, cinquant’anni più tardi, ma da subito invece divengono simbolo delle battaglie per i diritti di uguaglianza e giustizia, sostenuti da molta stampa, da artisti e intellettuali, dalla gente semplice già durante la loro detenzione.

Lo spettacolo ripercorre questi eventi e soprattutto restituisce il ritratto di due uomini sognatori e innamorati della vita, riservati, entusiasti, utopisti... Narra delle loro differenze caratteriali, delle loro solitudini, dell’amicizia che li lega e non viene mai meno nemmeno nei duri anni di carcere che precedono l’esecuzione e in cui i due non abbandonano il sogno del riscatto sociale e della libertà.

Congratulazioni

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